Scendere è stato il gesto più audace:
solo così
il cielo si è lasciato toccare.
B.🌹
Scrivo per ascoltare ciò che il silenzio racconta. Le parole, per me, non sono mai solo suono: sono respiri, gesti, memorie che cercano casa. Questo spazio è il mio luogo di sosta, una finestra aperta sull’anima, dove i versi possono camminare leggeri e, a volte, trovare qualcuno che li riconosce. Scrivere è il mio modo di toccare il mondo con gentilezza. Writing is my way of touching the world with gentleness.
Ci sfioriamo nei pensieri
come se le mani potessero attraversare la carta,
come se i respiri potessero raccontarsi
tra una parola e l’altra.
Amore mio
c’è un luogo dove nessuno ci vede,
dove il tuo sorriso è mio e il mio silenzio è tuo,
e il mondo non sa nulla
di quanto ci riconosciamo.
Non c’è fretta di nominare ciò che sentiamo,
basta sapere che ci siamo
anche solo nell’ombra di un pensiero.
B.🌹
P.S.
ricorda solo di sorridere
quando leggi tra le righe.
Come posso non amarti
dimmi come non ti ameresti se tu fossi me e avessi davanti al tuo cospetto te…
Ti svelo l'amore che provo,
per una volta desidererei vederti bramosa,
ardente,
impazzire di passione.
Sentire la tua carne vibrare e nelle tue vene scorrere questa forza irrefrenabile,
osservare il tuo sguardo rapito,
per lui,
chiunque egli sia.
Si vorrei vederti per una volta rapita dai sensi,
per il tuo amore,
chiunque egli sia,
chiunque egli sia…
Malfa.
Alice: Posso farti una domanda… ma seria?
Cappellaio: Le domande serie sono le mie preferite. Hanno sempre il cappello storto.
Alice: Ci sono due bambine… ridono spesso.
Cappellaio: Ridere è un’arte rispettabile.
Alice: Sì, ma loro ridono di qualcuno. Non con qualcuno.
Cappellaio: Ah… quella è una risata con gli spigoli.
Alice: Si divertono a imitare il mio modo di parlare. E il mio coniglietto… dicono che è sciocco perché ha paura dei rumori forti.
Cappellaio: I rumori forti sono sopravvalutati. Anche il tuono fa molto chiasso, ma non ha mai avuto buone maniere.
Alice: Quando passano vicino a noi, sussurrano. E poi ridono piano. Come se fosse un segreto.
Cappellaio: I segreti, quando sono cattivi, puzzano di muffa.
Alice: Io faccio finta di niente. Sorrido. Ma dentro… è come se mi rimpicciolissi.
Cappellaio: Rimpicciolirsi per entrare in una porta è un talento. Rimpicciolirsi per colpa di qualcuno è un’ingiustizia.
Alice: Forse sono io troppo sensibile.
Cappellaio: Sensibile è una parola che i poco coraggiosi usano per descrivere chi sente davvero.
Alice: A volte mi chiedo se abbiano ragione loro.
Cappellaio: Le persone che hanno bisogno di abbassare gli altri di solito stanno cercando uno sgabello invisibile.
Alice: Uno sgabello?
Cappellaio: Per sentirsi più alte. Ma è instabile. E traballa.
Alice: Io non voglio essere come loro.
Cappellaio: Ottima scelta. È molto più difficile essere gentili che spiritosi.
Alice: E il mio coniglietto? Lui ci resta male, anche se dice di no.
Cappellaio: I cuori piccoli fanno rumori grandi quando si incrinano. Bisogna proteggerli con cura.
Alice: Cosa dovrei fare?
Cappellaio: Restare della tua misura. Né più piccola, né più grande per compiacerle. E scegliere bene chi merita il tuo tè.
Alice: E se continuano?
Cappellaio: Allora ricorda: una risata può ferire, ma non definisce chi sei. Sei tu che scegli la forma della tua storia.
Alice: Pensi che un giorno smetteranno?
Cappellaio: Forse. O forse impareranno che prendere in giro è un gioco che lascia sempre qualcuno senza sorriso.
Alice: Non voglio perdere il mio.
Cappellaio: E non lo perderai. Perché chi sa accorgersi della cattiveria, sa anche scegliere la gentilezza.
B.🌹
A volte mi chiedo
da dove venga il coraggio.
Non somiglia a un lampo.
Non è un grido.
È qualcosa di più quieto,
come una radice che cresce nel buio.
Nessuno attraversa il mare
se non ha una casa nel cuore.
Ulisse non sfida l’onda per perdersi,
ma per tornare.
Nessuno alza la spada
se non sente di appartenere a un nome.
Allora capisco:
il coraggio non viene prima.
Viene dopo.
Prima c’è un sì silenzioso.
Un legame scelto.
Un filo sottile
che ci lega a qualcosa
e, legandoci, ci sostiene.
Si parla di libertà
come di una donna scalza
che corre nei campi senza confini,
con i capelli sciolti sotto la pioggia d'agosto
Si parla di fedeltà
come di una figura ferma,
che tiene un bagliore acceso
notte dopo notte.
Le immaginiamo lontane,
una fatta di orizzonti,
l’altra di soglie.
Eppure camminano insieme.
Sono linee parallele,
non si incrociano,
non si confondono,
ma avanzano fianco a fianco
verso lo stesso punto invisibile.
La libertà ci dice: scegli.
La fedeltà ci dice: resta.
E tra queste due voci
nasce il coraggio.
Non è fuggire.
Non è trattenersi per paura.
È restare perché lo vogliamo
È dire: a questo sarò fedele
non per obbligo,
ma per amore.
E quando verrà la tempesta
non saremo sospesi nel vuoto.
Avremo radici e orizzonte.
Avremo direzione.
E basterà.
Brunetta Sacchet 🌹
Tra il mondo che è e quello che dovrebbe essere,
cammina il cavaliere dei mulini a vento.
La sua follia illumina la verità,
e il sogno gli dà il coraggio di resistere.
B.🌹
E tutte le amanti lo lapidarono
con sassi di gelosia stretti nei pugni,
con unghie laccate e bocche ferite.
Lo colpirono piano,
con la grazia crudele delle respinte,
solo perché lui aveva scelto lei.
B.🌹
Ti ho attesa
con la carne vigile,
con i fianchi aperti al tempo
e la pelle stanca di promesse.
Sei arrivata così,
imprecisa e necessaria,
con il respiro addosso
e il disordine delle cose vere.
A volte mi sfiori
e mi sciolgo,
lenta come sale sulla pelle umida;
altre mi affondi dentro,
radice scura,
e mi tieni ferma
là dove tremo.
Ti sento scorrere
accendermi e cedere,
mentre conto gli anni
come cicatrici che sanno il mio nome.
Essenza
che mi prendi anche quando
non ho forza di offrirti altro
che il corpo.
Eppure sappi questo:
anche quando mi apri e mi consumi,
c’è in me una presa profonda,
calda,
che non ti lascia andare.
Mi sciolgo donna nei contrasti
bruni e ambrati
Questa mia femminilità non è ornamento,
ma territorio.
B.🌹
Oscilla un respiro tra onde di silenzio,
la pelle avvolta in caldo velluto liquido.
Un battito, lento e solo,
risuona come eco di mondi lontani.
Il buio non è vuoto,
ma tessuto di sogni inespressi,
onde morbide accarezzano ogni pensiero
prima che il mondo lo tocchi con la luce.
E quando un filo di luce filtra,
non è dolore, non è paura:
è il primo contatto con l’ignoto,
dove la solitudine si fa custode
e il cuore impara a conoscere se stesso.
B.🌹
La sensibilità non segue le mode.
Non accende una guerra e ne spegne un’altra.
Il dolore non è un’immagine da esporre,
né una storia da postare a tempo.
C’è guerra anche dove non guardiamo:
nei corpi stanchi,
nei giovani che si perdono,
nelle donne che non tornano a casa.
Possiamo fare poco,
ma il poco fatto con verità
ha una frequenza più alta
di qualsiasi rumore.
Ciò che nasce dall’anima
non chiede consenso,
si riconosce in silenzio
e vibra oltre lo sguardo.
B.🌹
Seduta accanto al finestrino del treno,
il tempo colava lento,
senza direzione,
e il paesaggio era solo un’eco
di qualcosa che avevo già vissuto.
Nel vetro apparve una bambina,
nata dal respiro del sonno.
Non aveva peso,
non aveva età.
I suoi occhi erano stanze aperte,
le sue mani conoscevano
nomi dimenticati.
La riconobbi
prima della memoria.
Era la sorgente,
la voce che precede la voce,
colei che scriveva
mentre io imparavo a tacere.
Mi dettava poesie
senza parole,
incidendole nel battito,
nel vuoto,
nel tremore.
Quando il treno scomparve nel buio,
la bambina non svanì:
si sciolse in luce,
si fece sogno che sogna se stesso,
e rimase in me
come una promessa che non chiede di essere mantenuta.
B.🌹
neve che scende
leggera
avvolge, avvolge
il ritmo bianco
in seta dormiente.
Mai un errore nel cristallo
sei dopo sei
atomi di stelle
cadono lievi
con la forma che muta
il paesaggio in sogno.
Risplende
d'acque cristalline
e ghiacciai perenni
il nostro sguardo
preso
dove la cascata si blocca
a mezz'aria negli occhi.
Si rotola
la bimba felice
nel manto
adagio dell'inverno
trasvolata di nuvole
su di lei
mute.
Edoardo Flaccomio
Sorridi qui, sparisci là,
promesse leggere come non si sa.
Cuori in bilico, tu ti diverti,
ma il tempo ride… e tutto scopri.
B.🌹
Auguri a chi festeggia
l' Amore, la Vita, la possibilità di Vivere questa Esperienza... non oggi,
ma in ogni singolo istante di questo tempo terreno.
L' Amore è Gioia, l' Amore è Vita, l' Amore è Gratitudine,
l' Amore è la più grande e potente energia che possa esistere.
L' Amore non è la richiesta di essere Amati...
l' Amore è
Amare profondamente
se stessi e donare Amore perché ti senti il Cuore traboccante d' Amore.
Non riduciamo
l' Amore ad un giorno;
Viviamoci,
Viviamolo e assumiamoci il Coraggio (che significa: Vivere con il Cuore ) di AMARE.
Buon San Valentino
Oggi, domani e Sempre.
B.F.
Abbiate il coraggio di reinventare voi stessi
quando ancora non sapete a cosa assomigliare.
Abbiate il coraggio di sognare sogni più grandi di quelli che amate sognare.
Abbiate il coraggio di amare irragionevolmente, anche se siete stati feriti.
Abbiate il coraggio di praticare l'amore radicale di voi stessi, anche quando avete dubbi su come fare.
Abbiate il coraggio di praticare un grande amore compassionevole per gli altri, anche per quelli che non conoscete.
Abbiate il coraggio di dire di sì a voi stessi quando la famiglia o gli amici non vi capiscono più.
Abbiate il coraggio di non lasciare che la paura si impadronisca di voi e quando lo fa, abbiate il coraggio di continuare a muovervi.
Abbiate il coraggio di essere più di quello che riuscite ad essere pur accettando voi stessi proprio come siete.
Abbiate il coraggio di scoprire la bellezza per voi e solo per voi.
Abbiate il coraggio di chiamarvi un artista, un poeta, un sognatore, un pensatore, un rivoluzionario.
Abbiate il coraggio di agire con passione in modo che il fuoco sarà acceso dentro di voi.
Abbiate il coraggio di assumervi i rischi che vi fanno sentire pieni di speranza anche quando non sapete come andranno le cose.
Diventate esseri colorati, e danzate da soli.
Abbiate il coraggio di vivere. Il coraggio di amare. Il coraggio di ridere.
Abbiate il coraggio di non fare molto bene queste cose.
Abbiate il coraggio di rialzarvi.
Abbiate il coraggio di vivere nella grazia sorprendente.
(Shiloh Sophia McCloud)
Il bullismo è un’ombra che cambia volto ma non sostanza.
A volte ha il passo leggero di un bambino che impara troppo presto la paura,
altre volte indossa le inquietudini dell’adolescenza
e si nasconde dietro risate che graffiano.
È un vento freddo nei corridoi delle scuole,
una corrente invisibile tra le scrivanie,
un sussurro velenoso nei cerchi dove si dovrebbe trovare accoglienza.
Non sempre urla: spesso scava piano,
come goccia che insiste sulla pietra della fiducia.
Colpisce i rami più giovani,
ma anche le radici antiche che hanno già resistito a tante stagioni.
Dimentica che ogni essere umano è un albero intero,
con foglie fragili e tronco tenace,
con una storia che merita rispetto.
Chi ferisce per noia o per bisogno di sentirsi più grande
costruisce un trono di carta:
basta un soffio di coscienza per farlo cadere.
La vera forza, invece, è un’altra cosa.
È la mano che si tende,
lo sguardo che difende,
la voce che sceglie di non restare in silenzio.
Perché la dignità non ha età, non ha luogo, non ha stagione.
È un seme delicato
ma quando viene protetto,
sa diventare foresta.
B.🌹
C’è una frequenza bassa
che non nasce dal silenzio,
ma dal rumore scelto.
Dal dolore usato a intermittenza,
a seconda di cosa rende visibili.
Si piange una guerra e se ne ignora un’altra,
si cita la storia quando è lontana
e non chiede responsabilità.
Si condividono immagini come amuleti,
senza restare abbastanza a lungo
da sentire davvero.
La sensibilità non è una moda,
né un filtro da applicare al mondo.
È uno sguardo che non esclude,
anche quando sa di non poter abbracciare tutto.
C’è guerra nei campi dimenticati,
nei corpi stanchi dei lavoratori,
nelle vene dei giovani che si spengono,
nelle case dove l’amore diventa paura.
Ignorarle perché non fanno tendenza
è una forma sottile di violenza.
Possiamo fare poco, è vero.
Ma il poco fatto con verità
ha una frequenza più alta
di mille gesti vuoti.
Il bene non ha bisogno di esibizione.
Ha bisogno di presenza.
Ciò che nasce dall’anima
non chiede consenso,
si riconosce in silenzio
e vibra oltre lo sguardo.
B.🌹
9 febbraio 2026
GUARISCI FIGLIA MIA,
con la LUCE del SOLE
e i RAGGI della LUNA.
Con il suono del fiume
e la cascata.
Con il viavai del mare
e il fluttuare degli uccelli.
GUARISCI FIGLIA MIA,
con le foglie della menta,
con l'olio del neem e l'eucalipto.
Addolcisciti con lavanda,
rosmarino e camomilla.
Abbracciati con il chicco di cacao
e un tocco di cannella.
Metti AMORE per il tè
invece dello zucchero
e prendilo guardando le STELLE.
GUARISCI FIGLIA MIA,
con i baci che ti dà il vento
e gli abbracci della pioggia.
Diventa forte
con i piedi nudi sulla terra
e con tutto ciò che nasce da lei.
Diventa ogni giorno più intelligente dando retta al tuo intuito,
guardando il mondo
con l'occhio della fronte.
Salta, balla, canta
per farti vivere più felice.
GUARISCI FIGLIA MIA,
con la BELLEZZA DELL'AMORE,
e ricorda sempre:
TU SEI LA MEDICINA.
H. H. Mamani
A Marco Polo,
viaggiatore dei due mondi
Ho imparato presto che non tutte le lettere sono fatte per arrivare. Alcune esistono solo per essere scritte, come certi addii che non si pronunciano ad alta voce.
Sono giunta nella terra che mi era destinata. Le montagne qui non conoscono il mare, e questo mi sembra ancora strano. Mi chiamano con un altro nome ora, e indosso colori che non sono il blu. Ma nessun nome cancella ciò che si è stati in viaggio.
Ti ho osservato senza farmi notare, come si osserva qualcosa che si sa già perduto. Tu appartenevi al ritorno, io alla partenza. Eppure, su quella nave, eravamo uguali: sospesi.
Ricordi le notti? Quando il mare taceva e il cielo sembrava così vicino da poterlo toccare. Tu parlavi di Venezia come di una donna d’acqua e pietra. Io ascoltavo, e in silenzio le davo un volto, perché se l’amavi doveva essere reale.
Sapevo che saresti tornato a casa. Era scritto nei tuoi passi, nel modo in cui guardavi l’orizzonte. Io, invece, ho imparato a restare. Non è una sconfitta, Marco. È solo un’altra forma di viaggio.
Se oggi racconti il mondo, sappi che in ogni tua parola io sono presente. Non come rimpianto, ma come direzione. Il blu non è un colore: è ciò che resta quando si è attraversato qualcosa di immenso e non si è affondati.
Non guardasti indietro, ed è stato giusto così.
Io ti ho guardato andare via.
Qualcuno doveva farlo.
Che il vento ti sia lieve, ovunque tu racconti.
La Principessa Blu💙 Kököchin.
B.🌹
Ad Aramis
Ti scrivo da un tempo
che non sa più impugnare la spada,
ma riconosce ancora
la grazia di chi combatte con l’anima.
Aramis,
amico mio dalle mani gentili,
amante del sogno mai confessato,
eri preghiera sulle labbra
e peccato negli occhi.
Con te parlavo piano,
come si fa nelle chiese
e nei letti condivisi di nascosto.
Mi insegnavi che la fede
può tremare
senza rompersi.
Ridevi con Athos e Porthos,
giuravi con d’Artagnan,
ma a me lasciavi
il silenzio dopo il sorriso,
quel luogo fragile
dove si resta in due.
Sei stato verità vestita da uomo,
promessa che va mantenuta
perché troppo vera.
Io ti ho amato così:
senza chiederti di scegliere
tra Dio e il mio nome.
E se oggi ti chiamo mito
è solo perché il mondo
non sa più riconoscere
chi sa amare
con misura
e ardore insieme.
E se io ti ho sentito, Aramis,
è perché tu,
mi hai lasciata entrare
sussurrando il mio nome.
B.🌹
Concedimi di accettare il mutamento,
di non trattenere l’acqua
quando chiede di farsi cristallo.
Fa’ che io riconosca
il passaggio dalla passione all’Amore,
quando il fuoco smette di ferire
e diventa luce che accompagna.
Insegnami a scendere
senza vergogna né paura,
a toccare il fondo
per alleggerire l’anima
da ciò che non è essenziale.
Che io possa sublimare per vivere,
cambiare stato senza perdermi,
restare vero
anche nella forma che non conosco ancora.
E quando avrò il coraggio di scendere davvero,
permettimi di toccare i punti più alti:
quelli invisibili agli occhi,
ma fedeli al cuore.
Così sia,
nel silenzio che ascolta
e nel passo che continua.
B🌹
Nel campo dei bambini non cresce la zizzania:
solo grano maturo, papaveri liberi
e voci che sanno di futuro.
Vorrei restare qui,
dove il bene cresce senza temere il fuoco.
B.🌹
Non con serrature,
ma con parole che si aprono solo a chi sa leggerle col cuore.
Questo pensiero non è per chi passa,
ma per chi resta.
Qui riposa il diritto di sognare
anche quando il mondo ride,
di desiderare
anche quando il desiderio sembra follia.
Chi non ama, non entri.
Chi non crede, non veda.
Solo chi riconosce il valore dell’ideale
potrà sentire ciò che queste parole proteggono.
Tu ricordati:
la verità non grida,
l’amore non chiede permesso,
e i sogni più puri
camminano sempre in armatura leggera.
Questo promemoria è sigillato dalla tua intenzione.
Gli intrusi lo leggeranno come testo.
Tu lo sentirai come memoria.
B.🌹
Dulcinea
Vedo il mio cavaliere combattere il vento
Vedo il suo intento sorreggerlo nel pericolo
e il mio cuore brucia per ogni suo passo incerto.
Desidero la sua forza, amo la sua follia,
perché ogni sogno che lo muove accende il mio.
Non ha bisogno di vittorie per essere mio:
la sua verità è il mio desiderio più ardente,
e la sua fedeltà ai sogni, la mia eterna passione.
B.🌹
Ci sono amicizie in cui non vi è affetto, ma somiglianza.
Si tengono come i segreti: non per proteggerli, ma per controllarli.
In spazi ristretti, ogni parola è pesata, ogni gesto calibrato. Nessuno si concede davvero, perché concedersi sarebbe perdere vantaggio. Eppure continuano a chiamarla amicizia, come se il nome potesse nobilitare l'intesa.
Si osservano con la calma di chi aspetta la fragilità dell'altro. Non c’è fretta, perché sanno che arriverà. In fondo, chi vive di astuzia finisce sempre per inciampare nella propria trama.
E così la loro vicinanza diventa distanza, la complicità si fa sorveglianza, il legame una linea sottile pronta a spezzarsi.
Questo tipo di unione è un patto che consuma, una furbizia che isola, una luce fredda che non scalda mai.
E nel silenzio che segue, ciò che resta non è la vittoria di essere stati più furbi, ma l’eco di una verità mai detta, che nessuno ha avuto il coraggio di condividere
Ma ogni intesa, nata dal calcolo e dalla vanità , lascia solo il sapore amaro della solitudine condivisa.
Dafne
Per tre giorni il vento ha abitato il mio orecchio.
Oltre il suo rumore sordo, oltre il canto gentile e il borbottio remoto, ho sentito il suo timbro posarsi in me, insinuarsi nella pelle, cellula dopo cellula, come un ricordo che precede la memoria.
Non parlava: accordava
Attraversava il mio corpo e si fermava nell’anima, in attesa.
Allora non sapevo chi fossi.
Non sapevo ancora di appartenergli.
B.🌹
“La superficialità che disprezza un’altra donna è la stessa che giustifica l’ingiustizia: colpisce chi è vulnerabile e assolve chi è colpevole.”
B🌹
Una madre partorisce più volte,
non solo nel giorno del primo respiro.
Quel parto di carne e di sangue
è solo l’inizio
di una lunga nascita che non finisce mai.
Partorisce quando il figlio muove i primi passi
e lei resta indietro,
con il cuore teso come una mano che lascia andare.
Partorisce nell’infanzia,
quando il mondo si allarga
e lei diventa confine, rifugio, distanza.
Partorisce nell’adolescenza,
quando l’amore si traveste da silenzio
e il dolore impara a non chiedere.
Quando spingere significa perdere,
e restare significa soffocare.
Partorisce ancora nella vita sociale,
nei sogni che non le appartengono,
nelle scelte che non può correggere.
Ogni volta è un nuovo progetto di vita
che non porta la sua firma.
È scritto nel DNA dell’amore
questo sapere antico e misterioso:
che amare è spingere verso la vita,
anche quando costa lacrime mute,
anche quando nessuno le vede.
Così una madre partorisce senza essere incinta,
senza grida, senza applausi,
con dolori silenziosi
che diventano forza.
E ogni volta nasce un figlio,
e lei rinasce un po’ meno,
un po’ più vuota,
un po’ più eterna.
Brunetta Sacchet🌹
Custodire
questo cielo freddo, trasparente,
è così difficile.
Guardare
senza chiedere luce,
senza difendersi.
Quasi sapessi
che più aspra
è la voce che tace
quando tu ancora parli,
e che in quel tacere
qualcuno veglia.
Quasi sapessi
che più distante
è lo sguardo di chi si perde
quando alzi il tuo,
e lo affidi
a mani che non vedi.
B.🌹( A mia madre 16 gennaio 1996)
Nei palazzi dove il potere imparò
che l’essere è un peso e l’apparire un’arte,
le cortigiane custodivano un sapere sottile:
non ciò che è vero governa,
ma ciò che viene detto senza resistenza.
Esse compresero prima dei filosofi
che il linguaggio precede i fatti,
che una frase ben disposta
può rendere superflua l’esperienza.
Non vendevano il corpo,
ma l’economia del senso:
alleggerire il mondo,
renderlo dicibile, dunque innocuo.
Oggi il loro nome è mutato,
non la funzione.
Abitano il discorso pubblico
come una grammatica implicita:
non affermano, modulano;
non mentono, sospendono.
La verità, per loro,
non è falsa:
è semplicemente inadatta,
troppo densa per circolare.
Così il potere persiste,
non per forza o decisione,
ma per narrazione continua,
per la cura paziente dell’ambiguità.
E le cortigiane, antiche e nuove,
restano le sue mediatrici:
non tra uomini e desideri,
ma tra il mondo e la sua dissolvenza verbale.
B.🌹
Quando l’invidia soffia,
il passo vacilla e il cielo sembra lontano.
C’è chi lancia ombre sotto i tuoi piedi
sperando tu inciampi nel buio.
Ma io ho imparato l’arte segreta delle radici:
anche cadendo, trovano terra.
Cadere in piedi è questo:
trasformare la spinta in atterraggio,
l’ostacolo in appoggio,
il veleno in forza silenziosa.
Perché chi tenta di farti cadere
non sa che stai imparando a volare verso il basso
solo per risalire più vero.
Brunetta 🌹
Due voci che si incontrano, senza fretta
tu porti dentro la delicatezza antica
io sono solo l'eco dove puoi risuonare.
Restiamo qui finché serve,
con la leggerezza di chi sa che le cose autentiche
non trattengono…
accompagnano.
B.🌹
Fa’ che io abbia
la calma di chi non rincorre più,
e lo sguardo limpido
di chi non si nasconde.
Fa’ che accetti il tempo che resta
non come una mancanza,
ma come un’essenza:
meno rumore,
più verità.
Concedimi di abitare ogni giorno
senza pretendere promesse,
di camminare leggero
anche quando la strada si accorcia.
Proteggimi dalla pietà distratta,
dai sorrisi che negano,
dalla fretta di chi non vuole vedere.
Dammi invece
la compagnia silenziosa
di chi sa restare.
Se l’inverno viene,
che io ne riconosca la bellezza spoglia;
se la luce cambia forma,
che io impari a seguirla
senza nostalgia.
Non chiedo salvezza,
ma dignità.
Non chiedo eternità,
ma presenza.
E quando verrà la soglia,
fa’ che io la attraversi
intera,
con gratitudine quieta
per ciò che è stato
e per ciò che, semplicemente,
è.
B.🌹
Tu sei
l' emozione che ferma il mio tempo,
sfiorata dalla nostalgia
fiorisco bucaneve nell'inverno.
B.🌹
Sono nata dama
nell’intimità...dea,
quando l’anima mi vestiva di luce
e non di rango.
Regina non sono.
Forse per questo
ho indossato l’armatura d’alfiere,
per attraversare la scacchiera
senza perdere grazia,
per fare un quadrato avanti
non con la spada,
ma con lo sguardo.
Ogni passo una diagonale,
un taglio nella sorte,
una linea d’amore e battaglia.
Nel mio cuore arde
la mossa silenziosa
di chi conosce il gioco,
e sceglie la verità.
Ora cammino vestita di me,
del peso dei titoli,
regina non incoronata...
Dama.
Dea.
Alfiere,
invincibile certezza.
Il mio scacco matto è la mia autenticità.
B.🌹