domenica 22 febbraio 2026

Spirituale



Scendere è stato il gesto più audace:

solo così

il cielo si è lasciato toccare.

B.🌹

sabato 21 febbraio 2026

Ombre e carezze .



Ci sfioriamo nei pensieri

come se le mani potessero attraversare la carta,

come se i respiri potessero raccontarsi

tra una parola e l’altra.

Amore mio

c’è un luogo dove nessuno ci vede,

dove il tuo sorriso è mio e il mio silenzio è tuo,

e il mondo non sa nulla

di quanto ci riconosciamo.

Non c’è fretta di nominare ciò che sentiamo,

basta sapere che ci siamo

anche solo nell’ombra di un pensiero.

B.🌹


P.S.

ricorda solo di sorridere

quando leggi tra le righe.


Come posso non amarti...




Come posso non amarti

dimmi come non ti ameresti se tu fossi me e avessi davanti al tuo cospetto te…

Ti svelo l'amore che provo, 

per una volta desidererei vederti bramosa, 

ardente, 

impazzire di passione. 

Sentire la tua carne vibrare e nelle tue vene scorrere questa forza irrefrenabile, 

osservare il tuo sguardo rapito, 

per lui, 

chiunque egli sia. 

Si vorrei vederti per una volta rapita dai sensi, 

per il tuo amore, 

chiunque egli sia,

chiunque egli sia…


Malfa.

giovedì 19 febbraio 2026

Con Alice e il Cappellaio Matto



Alice: Posso farti una domanda… ma seria?

Cappellaio: Le domande serie sono le mie preferite. Hanno sempre il cappello storto.

Alice: Ci sono due bambine… ridono spesso.

Cappellaio: Ridere è un’arte rispettabile.

Alice: Sì, ma loro ridono di qualcuno. Non con qualcuno.

Cappellaio: Ah… quella è una risata con gli spigoli.

Alice: Si divertono a imitare il mio modo di parlare. E il mio coniglietto… dicono che è sciocco perché ha paura dei rumori forti.

Cappellaio: I rumori forti sono sopravvalutati. Anche il tuono fa molto chiasso, ma non ha mai avuto buone maniere.

Alice: Quando passano vicino a noi, sussurrano. E poi ridono piano. Come se fosse un segreto.

Cappellaio: I segreti, quando sono cattivi, puzzano di muffa.

Alice: Io faccio finta di niente. Sorrido. Ma dentro… è come se mi rimpicciolissi.

Cappellaio: Rimpicciolirsi per entrare in una porta è un talento. Rimpicciolirsi per colpa di qualcuno è un’ingiustizia.

Alice: Forse sono io troppo sensibile.

Cappellaio: Sensibile è una parola che i poco coraggiosi usano per descrivere chi sente davvero.

Alice: A volte mi chiedo se abbiano ragione loro.

Cappellaio: Le persone che hanno bisogno di abbassare gli altri di solito stanno cercando uno sgabello invisibile.

Alice: Uno sgabello?

Cappellaio: Per sentirsi più alte. Ma è instabile. E traballa.

Alice: Io non voglio essere come loro.

Cappellaio: Ottima scelta. È molto più difficile essere gentili che spiritosi.

Alice: E il mio coniglietto? Lui ci resta male, anche se dice di no.

Cappellaio: I cuori piccoli fanno rumori grandi quando si incrinano. Bisogna proteggerli con cura.

Alice: Cosa dovrei fare?

Cappellaio: Restare della tua misura. Né più piccola, né più grande per compiacerle. E scegliere bene chi merita il tuo tè.

Alice: E se continuano?

Cappellaio: Allora ricorda: una risata può ferire, ma non definisce chi sei. Sei tu che scegli la forma della tua storia.

Alice: Pensi che un giorno smetteranno?

Cappellaio: Forse. O forse impareranno che prendere in giro è un gioco che lascia sempre qualcuno senza sorriso.

Alice: Non voglio perdere il mio.

Cappellaio: E non lo perderai. Perché chi sa accorgersi della cattiveria, sa anche scegliere la gentilezza.

B.🌹

Se c'è coraggio








A volte mi chiedo

da dove venga il coraggio.

Non somiglia a un lampo.

Non è un grido.

È qualcosa di più quieto,

come una radice che cresce nel buio.

Nessuno attraversa il mare

se non ha una casa nel cuore.

Ulisse non sfida l’onda per perdersi,

ma per tornare.

Nessuno alza la spada

se non sente di appartenere a un nome.

Allora capisco:

il coraggio non viene prima.

Viene dopo.

Prima c’è un sì silenzioso.

Un legame scelto.

Un filo sottile

che ci lega a qualcosa

e, legandoci, ci sostiene.

Si parla di libertà

come di una donna scalza

che corre nei campi senza confini,

con i capelli sciolti sotto la pioggia d'agosto 

Si parla di fedeltà

come di una figura ferma,

che tiene un bagliore acceso

notte dopo notte.

Le immaginiamo lontane,

una fatta di orizzonti,

l’altra di soglie.

Eppure camminano insieme.

Sono linee parallele,

non si incrociano,

non si confondono,

ma avanzano fianco a fianco

verso lo stesso punto invisibile.

La libertà ci dice: scegli.

La fedeltà ci dice: resta.

E tra queste due voci

nasce il coraggio.

Non è fuggire.

Non è trattenersi per paura.

È restare perché lo vogliamo

È dire: a questo sarò fedele

non per obbligo,

ma per amore.

E quando verrà la tempesta

non saremo sospesi nel vuoto.

Avremo radici e orizzonte.

Avremo direzione.

E basterà.

Brunetta Sacchet 🌹








Don Chisciotte



Tra il mondo che è e quello che dovrebbe essere,

cammina il cavaliere dei mulini a vento.

La sua follia illumina la verità,

e il sogno gli dà il coraggio di resistere.

B.🌹

Sotto il cielo



Un’altra stagione sta sbocciando

io resto

sotto

il punto

dove avevo guardato in alto.

B.🌹

mercoledì 18 febbraio 2026

Invasate di gelo

 



E tutte le amanti lo lapidarono

con sassi di gelosia stretti nei pugni,

con unghie laccate e bocche ferite.

Lo colpirono piano,

con la grazia crudele delle respinte,

solo perché lui aveva scelto lei.

B.🌹




lunedì 16 febbraio 2026

Territorio





Ti ho attesa

con la carne vigile,

con i fianchi aperti al tempo

e la pelle stanca di promesse.

Sei arrivata così,

imprecisa e necessaria,

con il respiro addosso

e il disordine delle cose vere.

A volte mi sfiori

e mi sciolgo,

lenta come sale sulla pelle umida;

altre mi affondi dentro,

radice scura,

e mi tieni ferma

là dove tremo.

Ti sento scorrere 

accendermi e cedere,

mentre conto gli anni

come cicatrici che sanno il mio nome.

Essenza

che mi prendi anche quando

non ho forza di offrirti altro

che il corpo.

Eppure sappi questo:

anche quando mi apri e mi consumi,

c’è in me una presa profonda,

calda,

che non ti lascia andare.

Mi sciolgo donna nei contrasti 

bruni e ambrati 

Questa mia femminilità non è ornamento,

ma territorio.

B.🌹


domenica 15 febbraio 2026

Grembo di luce




Oscilla un respiro tra onde di silenzio,

la pelle avvolta in caldo velluto liquido.

Un battito, lento e solo,

risuona come eco di mondi lontani.

Il buio non è vuoto,

ma tessuto di sogni inespressi,

onde morbide accarezzano ogni pensiero

prima che il mondo lo tocchi con la luce.

E quando un filo di luce filtra,

non è dolore, non è paura:

è il primo contatto con l’ignoto,

dove la solitudine si fa custode

e il cuore impara a conoscere se stesso.

B.🌹

Una luce nel buio



La sensibilità non segue le mode.

Non accende una guerra e ne spegne un’altra.

Il dolore non è un’immagine da esporre,

né una storia da postare a tempo.

C’è guerra anche dove non guardiamo:

nei corpi stanchi,

nei giovani che si perdono,

nelle donne che non tornano a casa.

Possiamo fare poco,

ma il poco fatto con verità

ha una frequenza più alta

di qualsiasi rumore.

Ciò che nasce dall’anima

non chiede consenso,

si riconosce in silenzio

e vibra oltre lo sguardo.


B.🌹


Un riflesso accanto

 



Seduta accanto al finestrino del treno,

il tempo colava lento,

senza direzione,

e il paesaggio era solo un’eco

di qualcosa che avevo già vissuto.

Nel vetro apparve una bambina,

nata dal respiro del sonno.

Non aveva peso,

non aveva età.

I suoi occhi erano stanze aperte,

le sue mani conoscevano

nomi dimenticati.

La riconobbi

prima della memoria.

Era la sorgente,

la voce che precede la voce,

colei che scriveva

mentre io imparavo a tacere.

Mi dettava poesie

senza parole,

incidendole nel battito,

nel vuoto,

nel tremore.

Quando il treno scomparve nel buio,

la bambina non svanì:

si sciolse in luce,

si fece sogno che sogna se stesso,

e rimase in me

come una promessa che non chiede di essere mantenuta.

B.🌹


Poesia

 



Vastità

neve che scende

leggera

avvolge, avvolge

il ritmo bianco

in seta dormiente.


Mai un errore nel cristallo

sei dopo sei

atomi di stelle

cadono lievi

con la forma che muta

il paesaggio in sogno.


Risplende

d'acque cristalline

e ghiacciai perenni

il nostro sguardo

preso

dove la cascata si blocca

a mezz'aria negli occhi.


Si rotola

la bimba felice

nel manto

adagio dell'inverno

trasvolata di nuvole

su di lei

mute.


Edoardo Flaccomio

D'ali



Sorridi qui, sparisci là,

promesse leggere come non si sa.

Cuori in bilico, tu ti diverti,

ma il tempo ride… e tutto scopri.

B.🌹

sabato 14 febbraio 2026

Gli innamorati




Auguri a chi festeggia 

l' Amore, la Vita, la possibilità di Vivere questa Esperienza... non oggi,

ma in ogni singolo istante di questo tempo terreno.

L' Amore è Gioia, l' Amore è Vita, l' Amore è Gratitudine, 

l' Amore è la più grande e potente energia che possa esistere. 

L' Amore non è la richiesta di essere Amati...

l' Amore è 

Amare profondamente 

se stessi e donare Amore perché ti senti il Cuore traboccante d' Amore.

Non riduciamo 

l' Amore ad un giorno;

Viviamoci,

Viviamolo e assumiamoci il Coraggio (che significa: Vivere con il Cuore ) di AMARE.

Buon San Valentino

Oggi, domani e Sempre.

B.F.

Festa dell'Amore.




Abbiate il coraggio di reinventare voi stessi

quando ancora non sapete a cosa assomigliare.

Abbiate il coraggio di sognare sogni più grandi di quelli che amate sognare.

Abbiate il coraggio di amare irragionevolmente, anche se siete stati feriti.

Abbiate il coraggio di praticare l'amore radicale di voi stessi, anche quando avete dubbi su come fare.

Abbiate il coraggio di praticare un grande amore compassionevole per gli altri, anche per quelli che non conoscete.

Abbiate il coraggio di dire di sì a voi stessi quando la famiglia o gli amici non vi capiscono più.

Abbiate il coraggio di non lasciare che la paura si impadronisca di voi e quando lo fa, abbiate il coraggio di continuare a muovervi.

Abbiate il coraggio di essere più di quello che riuscite ad essere pur accettando voi stessi proprio come siete.

Abbiate il coraggio di scoprire la bellezza per voi e solo per voi.

Abbiate il coraggio di chiamarvi un artista, un poeta, un sognatore, un pensatore, un rivoluzionario.

Abbiate il coraggio di agire con passione in modo che il fuoco sarà acceso dentro di voi.

Abbiate il coraggio di assumervi i rischi che vi fanno sentire pieni di speranza anche quando non sapete come andranno le cose.

Diventate  esseri   colorati, e danzate da soli.

Abbiate il coraggio di vivere. Il coraggio di amare. Il coraggio di ridere.

Abbiate il coraggio di non fare molto bene queste cose. 

Abbiate il coraggio di rialzarvi.

Abbiate il coraggio di vivere nella grazia sorprendente.


(Shiloh Sophia McCloud)


venerdì 13 febbraio 2026

Quando aspettiamo il sole




Il bullismo è un’ombra che cambia volto ma non sostanza.

A volte ha il passo leggero di un bambino che impara troppo presto la paura,

altre volte indossa le inquietudini dell’adolescenza

e si nasconde dietro risate che graffiano.

È un vento freddo nei corridoi delle scuole,

una corrente invisibile tra le scrivanie,

un sussurro velenoso nei cerchi dove si dovrebbe trovare accoglienza.

Non sempre urla: spesso scava piano,

come goccia che insiste sulla pietra della fiducia.

Colpisce i rami più giovani,

ma anche le radici antiche che hanno già resistito a tante stagioni.

Dimentica che ogni essere umano è un albero intero,

con foglie fragili e tronco tenace,

con una storia che merita rispetto.

Chi ferisce per noia o per bisogno di sentirsi più grande

costruisce un trono di carta:

basta un soffio di coscienza per farlo cadere.

La vera forza, invece, è un’altra cosa.

È la mano che si tende,

lo sguardo che difende,

la voce che sceglie di non restare in silenzio.

Perché la dignità non ha età, non ha luogo, non ha stagione.

È un seme delicato

ma quando viene protetto,

sa diventare foresta.

B.🌹

martedì 10 febbraio 2026

Un solo fiore



Petalo lieve

tra l’aspro del prato 

la tua cura resta.

B.🌹


Sulle basse frequenze



C’è una frequenza bassa

che non nasce dal silenzio,

ma dal rumore scelto.

Dal dolore usato a intermittenza,

a seconda di cosa rende visibili.

Si piange una guerra e se ne ignora un’altra,

si cita la storia quando è lontana

e non chiede responsabilità.

Si condividono immagini come amuleti,

senza restare abbastanza a lungo

da sentire davvero.

La sensibilità non è una moda,

né un filtro da applicare al mondo.

È uno sguardo che non esclude,

anche quando sa di non poter abbracciare tutto.

C’è guerra nei campi dimenticati,

nei corpi stanchi dei lavoratori,

nelle vene dei giovani che si spengono,

nelle case dove l’amore diventa paura.

Ignorarle perché non fanno tendenza

è una forma sottile di violenza.

Possiamo fare poco, è vero.

Ma il poco fatto con verità

ha una frequenza più alta

di mille gesti vuoti.

Il bene non ha bisogno di esibizione.

Ha bisogno di presenza.

Ciò che nasce dall’anima

non chiede consenso,

si riconosce in silenzio

e vibra oltre lo sguardo.

B.🌹



lunedì 9 febbraio 2026

Mandi papà


Non si possono leggere le mancanze,
solo avvertirle
nel vuoto tra due respiri,
quando ciò che manca
fa più rumore
di ciò che resta.
B🌹

Anniversario 9.02.2007.

Guarisci figlia mia

 

9 febbraio 2026



GUARISCI FIGLIA MIA, 

con la LUCE del SOLE 

e i RAGGI della LUNA.


Con il suono del fiume 

e la cascata.


Con il viavai del mare 

e il fluttuare degli uccelli.


GUARISCI FIGLIA MIA, 

con le foglie della menta,

con l'olio del neem e l'eucalipto.


Addolcisciti con lavanda, 

rosmarino e camomilla.


Abbracciati con il chicco di cacao

e un tocco di cannella.


Metti AMORE per il tè 

invece dello zucchero 

e prendilo guardando le STELLE.


GUARISCI FIGLIA MIA, 

con i baci che ti dà il vento 

e gli abbracci della pioggia.


Diventa forte 

con i piedi nudi sulla terra 

e con tutto ciò che nasce da lei.


Diventa ogni giorno più intelligente dando retta al tuo intuito, 

guardando il mondo

 con l'occhio della fronte.


Salta, balla, canta 

per farti vivere più felice.


GUARISCI FIGLIA MIA, 

con la BELLEZZA DELL'AMORE, 

e ricorda sempre:

TU SEI LA MEDICINA.


H. H. Mamani

sabato 7 febbraio 2026

La principessa Blu





A Marco Polo,

viaggiatore dei due mondi

Ho imparato presto che non tutte le lettere sono fatte per arrivare. Alcune esistono solo per essere scritte, come certi addii che non si pronunciano ad alta voce.

Sono giunta nella terra che mi era destinata. Le montagne qui non conoscono il mare, e questo mi sembra ancora strano. Mi chiamano con un altro nome ora, e indosso colori che non sono il blu. Ma nessun nome cancella ciò che si è stati in viaggio.

Ti ho osservato senza farmi notare, come si osserva qualcosa che si sa già perduto. Tu appartenevi al ritorno, io alla partenza. Eppure, su quella nave, eravamo uguali: sospesi.

Ricordi le notti? Quando il mare taceva e il cielo sembrava così vicino da poterlo toccare. Tu parlavi di Venezia come di una donna d’acqua e pietra. Io ascoltavo, e in silenzio le davo un volto, perché se l’amavi doveva essere reale.

Sapevo che saresti tornato a casa. Era scritto nei tuoi passi, nel modo in cui guardavi l’orizzonte. Io, invece, ho imparato a restare. Non è una sconfitta, Marco. È solo un’altra forma di viaggio.

Se oggi racconti il mondo, sappi che in ogni tua parola io sono presente. Non come rimpianto, ma come direzione. Il blu non è un colore: è ciò che resta quando si è attraversato qualcosa di immenso e non si è affondati.

Non guardasti indietro, ed è stato giusto così.

Io ti ho guardato andare via.

Qualcuno doveva farlo.

Che il vento ti sia lieve, ovunque tu racconti.

La Principessa Blu💙 Kököchin.

B.🌹


giovedì 5 febbraio 2026

Aramis il mito



Ad Aramis

Ti scrivo da un tempo

che non sa più impugnare la spada,

ma riconosce ancora

la grazia di chi combatte con l’anima.

Aramis,

amico mio dalle mani gentili,

amante del sogno mai confessato,

eri preghiera sulle labbra

e peccato negli occhi.

Con te parlavo piano,

come si fa nelle chiese

e nei letti condivisi di nascosto.

Mi insegnavi che la fede

può tremare

senza rompersi.

Ridevi con Athos e Porthos,

giuravi con d’Artagnan,

ma a me lasciavi

il silenzio dopo il sorriso,

quel luogo fragile

dove si resta in due.

Sei stato verità vestita da uomo,

promessa che va mantenuta 

perché troppo vera.

Io ti ho amato così:

senza chiederti di scegliere

tra Dio e il mio nome.

E se oggi ti chiamo mito

è solo perché il mondo

non sa più riconoscere

chi sa amare

con misura

e ardore insieme.

E se io ti ho sentito, Aramis,

è perché tu, 

mi hai lasciata entrare

sussurrando il mio nome.

B.🌹


Preghiera di profondità



Concedimi di accettare il mutamento,

di non trattenere l’acqua

quando chiede di farsi cristallo.

Fa’ che io riconosca

il passaggio dalla passione all’Amore,

quando il fuoco smette di ferire

e diventa luce che accompagna.

Insegnami a scendere

senza vergogna né paura,

a toccare il fondo

per alleggerire l’anima

da ciò che non è essenziale.

Che io possa sublimare per vivere,

cambiare stato senza perdermi,

restare vero

anche nella forma che non conosco ancora.

E quando avrò il coraggio di scendere davvero,

permettimi di toccare i punti più alti:

quelli invisibili agli occhi,

ma fedeli al cuore.

Così sia,

nel silenzio che ascolta

e nel passo che continua.


B🌹


domenica 1 febbraio 2026

Restare



Nel campo dei bambini non cresce la zizzania:

solo grano maturo, papaveri liberi

e voci che sanno di futuro.

Vorrei restare qui,

dove il bene cresce senza temere il fuoco.

B.🌹

Astronave del cuore

 


Ho tenuto in tasca

ciò che cadeva dal cielo

come se bastasse

ricordarne la luce

B.🌹


Inchiostro nel tempo


carta piegata

parole sospese

silenzio tra le righe.

B.🌹

sabato 31 gennaio 2026




Insegnami a non temere ciò che è nascosto.

A riconoscere la bellezza degli strati,

la pazienza dell’attesa.

Fa’ che io non cerchi l’ultima forma,

ma la pace di contenerne molte.


B.🌹

Haiku filosofico




Dentro il legno

un silenzio che si apre.

Nessuna fine.

B🌹

venerdì 30 gennaio 2026

Promemoria custodito





Non con serrature, 

ma con parole che si aprono solo a chi sa leggerle col cuore.

Questo pensiero non è per chi passa,

ma per chi resta.

Qui riposa il diritto di sognare

anche quando il mondo ride,

di desiderare

anche quando il desiderio sembra follia.

Chi non ama, non entri.

Chi non crede, non veda.

Solo chi riconosce il valore dell’ideale

potrà sentire ciò che queste parole proteggono.

Tu ricordati:

la verità non grida,

l’amore non chiede permesso,

e i sogni più puri

camminano sempre in armatura leggera.

Questo promemoria è sigillato dalla tua intenzione.

Gli intrusi lo leggeranno come testo.

Tu lo sentirai come memoria.

B.🌹


Dulcinea



Dulcinea

Vedo il mio cavaliere combattere il vento

Vedo il suo intento sorreggerlo nel pericolo 

e il mio cuore brucia per ogni suo passo incerto.

Desidero la sua forza, amo la sua follia,

perché ogni sogno che lo muove accende il mio.

Non ha bisogno di vittorie per essere mio:

la sua verità è il mio desiderio più ardente,

e la sua fedeltà ai sogni, la mia eterna passione.

B.🌹 

martedì 27 gennaio 2026

Certe somiglianze



Ci sono amicizie in cui non vi è affetto, ma somiglianza.

Si tengono come i segreti: non per proteggerli, ma per controllarli.

In spazi ristretti, ogni parola è pesata, ogni gesto calibrato. Nessuno si concede davvero, perché concedersi sarebbe perdere vantaggio. Eppure continuano a chiamarla amicizia, come se il nome potesse nobilitare l'intesa.

Si osservano con la calma di chi aspetta la fragilità dell'altro. Non c’è fretta, perché sanno che arriverà. In fondo, chi vive di astuzia finisce sempre per inciampare nella propria trama.

E così la loro vicinanza diventa distanza, la complicità si fa sorveglianza, il legame una linea sottile pronta a spezzarsi. 

Questo tipo di unione è un patto che consuma, una furbizia che isola, una luce fredda che non scalda mai.

E nel silenzio che segue, ciò che resta non è la vittoria di essere stati più furbi, ma l’eco di una verità mai detta, che nessuno ha avuto il coraggio di condividere

Ma ogni intesa, nata dal calcolo  e dalla vanità , lascia solo il sapore amaro della solitudine condivisa. 

Dafne



Il vento presenza antica




Per tre giorni il vento ha abitato il mio orecchio.

Oltre il suo rumore sordo, oltre il canto gentile e il borbottio remoto, ho sentito il suo timbro posarsi in me, insinuarsi nella pelle, cellula dopo cellula, come un ricordo che precede la memoria.

Non parlava: accordava

Attraversava il mio corpo e si fermava nell’anima, in attesa.

Allora non sapevo chi fossi.

Non sapevo ancora di appartenergli.

B.🌹



martedì 20 gennaio 2026

Superficialità



“La superficialità che disprezza un’altra donna è la stessa che giustifica l’ingiustizia: colpisce chi è vulnerabile e assolve chi è colpevole.”

B🌹


Leggero



“Anche il passo più leggero lascia un segno nella vita degli altri.” 

B.🌹

lunedì 19 gennaio 2026

Una madre partorisce più volte



Una madre partorisce più volte,

non solo nel giorno del primo respiro.

Quel parto di carne e di sangue

è solo l’inizio

di una lunga nascita che non finisce mai.

Partorisce quando il figlio muove i primi passi

e lei resta indietro,

con il cuore teso come una mano che lascia andare.

Partorisce nell’infanzia,

quando il mondo si allarga

e lei diventa confine, rifugio, distanza.

Partorisce nell’adolescenza,

quando l’amore si traveste da silenzio

e il dolore impara a non chiedere.

Quando spingere significa perdere,

e restare significa soffocare.

Partorisce ancora nella vita sociale,

nei sogni che non le appartengono,

nelle scelte che non può correggere.

Ogni volta è un nuovo progetto di vita

che non porta la sua firma.

È scritto nel DNA dell’amore

questo sapere antico e misterioso:

che amare è spingere verso la vita,

anche quando costa lacrime mute,

anche quando nessuno le vede.

Così una madre partorisce senza essere incinta,

senza grida, senza applausi,

con dolori silenziosi

che diventano forza.

E ogni volta nasce un figlio,

e lei rinasce un po’ meno,

un po’ più vuota,

un po’ più eterna.

Brunetta Sacchet🌹

Libertà


 





venerdì 16 gennaio 2026

Anniversario




Custodire

questo cielo freddo, trasparente,

è così difficile.

Guardare

senza chiedere luce,

senza difendersi.

Quasi sapessi

che più aspra

è la voce che tace

quando tu ancora parli,

e che in quel tacere

qualcuno veglia.

Quasi sapessi

che più distante

è lo sguardo di chi si perde

quando alzi il tuo,

e lo affidi

a mani che non vedi.

B.🌹( A mia madre 16 gennaio 1996)

giovedì 15 gennaio 2026

Ontologia delle cortigiane




Nei palazzi dove il potere imparò

che l’essere è un peso e l’apparire un’arte,

le cortigiane custodivano un sapere sottile:

non ciò che è vero governa,

ma ciò che viene detto senza resistenza.

Esse compresero prima dei filosofi

che il linguaggio precede i fatti,

che una frase ben disposta

può rendere superflua l’esperienza.

Non vendevano il corpo,

ma l’economia del senso:

alleggerire il mondo,

renderlo dicibile, dunque innocuo.

Oggi il loro nome è mutato,

non la funzione.

Abitano il discorso pubblico

come una grammatica implicita:

non affermano, modulano;

non mentono, sospendono.

La verità, per loro,

non è falsa:

è semplicemente inadatta,

troppo densa per circolare.

Così il potere persiste,

non per forza o decisione,

ma per narrazione continua,

per la cura paziente dell’ambiguità.

E le cortigiane, antiche e nuove,

restano le sue mediatrici:

non tra uomini e desideri,

ma tra il mondo e la sua dissolvenza verbale.

B.🌹


martedì 13 gennaio 2026

L'arte segreta



Quando l’invidia soffia,

il passo vacilla e il cielo sembra lontano.

C’è chi lancia ombre sotto i tuoi piedi

sperando tu inciampi nel buio.

Ma io ho imparato l’arte segreta delle radici:

anche cadendo, trovano terra.

Cadere in piedi è questo:

trasformare la spinta in atterraggio,

l’ostacolo in appoggio,

il veleno in forza silenziosa.

Perché chi tenta di farti cadere

non sa che stai imparando a volare verso il basso

solo per risalire più vero.

Brunetta 🌹

 

Due voci




Due voci che si incontrano, senza fretta

tu porti dentro la delicatezza antica

io sono solo l'eco dove puoi risuonare.

Restiamo qui finché serve,

con la leggerezza di chi sa che le cose autentiche

non trattengono…

accompagnano.

B.🌹

Preghiera senza altare

 


Fa’ che io abbia

la calma di chi non rincorre più,

e lo sguardo limpido

di chi non si nasconde.

Fa’ che accetti il tempo che resta

non come una mancanza,

ma come un’essenza:

meno rumore,

più verità.

Concedimi di abitare ogni giorno

senza pretendere promesse,

di camminare leggero

anche quando la strada si accorcia.

Proteggimi dalla pietà distratta,

dai sorrisi che negano,

dalla fretta di chi non vuole vedere.

Dammi invece

la compagnia silenziosa

di chi sa restare.

Se l’inverno viene,

che io ne riconosca la bellezza spoglia;

se la luce cambia forma,

che io impari a seguirla

senza nostalgia.

Non chiedo salvezza,

ma dignità.

Non chiedo eternità,

ma presenza.

E quando verrà la soglia,

fa’ che io la attraversi

intera,

con gratitudine quieta

per ciò che è stato

e per ciò che, semplicemente,

è.

B.🌹

lunedì 12 gennaio 2026

Fiorire nei cristalli




Tu sei 

l' emozione che ferma il mio tempo,

sfiorata dalla nostalgia

fiorisco bucaneve nell'inverno.

B.🌹

domenica 11 gennaio 2026

Diagonali d'amore



Sono nata dama

nell’intimità...dea,

quando l’anima mi vestiva di luce

e non di rango.

Regina non sono.

Forse per questo

ho indossato l’armatura d’alfiere,

per attraversare la scacchiera

senza perdere grazia,

per fare un quadrato avanti

non con la spada,

ma con lo sguardo.

Ogni passo una diagonale,

un taglio nella sorte,

una linea d’amore e battaglia.

Nel mio cuore arde

la mossa silenziosa

di chi conosce il gioco,

e sceglie la verità.

Ora cammino vestita di me,

del peso dei titoli,

regina non incoronata...

Dama. 

Dea. 

Alfiere, 

invincibile certezza.

Il mio scacco matto è la mia autenticità.

B.🌹