venerdì 27 febbraio 2026

Dopo la pioggia

 


Quando diciamo “ho mal di testa”, nessuno mette in dubbio il dolore.


Se diciamo “ho preso un antibiotico”, il problema è automaticamente riconosciuto.


Il nome del farmaco diventa la prova della sofferenza.


Il dolore fisico ha un linguaggio condiviso.


Si vede.


Si misura.


Si cura.


Ma il dolore dell’anima no.


Non esiste una compressa per un abbandono.


Non c’è prescrizione per un tradimento.


Non c’è ricetta per una violenza psicologica che ti svuota il respiro.


Eppure bruciano.


A volte più di una ferita sulla pelle.


Questi dolori non si mostrano.


Si nascondono dietro un sorriso educato.


Dietro un “va tutto bene”.


Dietro la scelta di non disturbare nessuno con il proprio peso.


Chi soffre in silenzio non soffre meno.


Soffre senza testimoni.


Per questo giudicare ciò che non conosciamo è un atto pericoloso.


Non sapere la storia dell’altro dovrebbe insegnarci prudenza, non durezza.


Il dolore non è una competizione.


Non esiste una graduatoria delle ferite più legittime.


Ognuno porta cicatrici invisibili.


E chi ha sofferto davvero conosce il rispetto.


Forse la vera maturità non è dimostrare quanto si è sofferto.


È riconoscere che anche l’altro potrebbe averlo fatto...


in un modo diverso,


in un tempo diverso,


in un silenzio diverso.


Forse non vedremo mai il mondo con gli stessi occhi.


Forse le nostre storie ci hanno insegnato linguaggi diversi, difese diverse, silenzi diversi.


Ma dopo ogni temporale, quando luce e pioggia decidono di non combattersi più, nasce un arcobaleno.


Non cancella ciò che è accaduto.


Lo trasforma.


Io non conosco fino in fondo le tue ferite.


Tu non conosci fino in fondo le mie.


Ma possiamo scegliere di non farle diventare armi.


Possiamo scegliere di farle diventare consapevolezza.


Ti tendo la mano non per dimostrare qualcosa,


ma per dire che la differenza non deve per forza dividerci.


Se c’è spazio per il rispetto,


c’è spazio anche per un nuovo modo di guardarci.


E forse, proprio lì, può nascere il nostro arcobaleno.


Senza alzare la voce,


questa è la forza più rara:


la dimostrazione che, qualunque dolore ti abbia attraversato,


non diventerai mai dolore, offesa per gli altri.


B. 🌹

giovedì 26 febbraio 2026




Tra le braccia di mia madre 

Il profumo del seno

Il latte che sgorgava


Vedevo la luna 

Brillare la notte 

E la sua pelle cullarmi


Sapevo apprezzare

Piangere d'amore

Chiudere gli occhi e sognare

Mentre i grilli scandivano l'estate


Io e lei

Sul dondolo della terra 

Unici e perpetui

Impazziti di gioia.


Dove sei

Oh amata madre

Non senti il mio richiamo?


Io che ti sogno ancora

E non chiedo altro che baci

Per quei girotondi di bimbi 

E per quelli andati per sempre.


E F

Biblios @

Liturgia lunare




Ho aperto la notte

tra le pagine.

Non c’era un ritratto 

c’era una luna imprigionata

in un rettangolo di carta.

Il suo volto era falce sottile,

promessa di pienezza.

Portava nei polsi

il latte segreto delle costellazioni.

Non sapeva ancora

di essere marea.

Io, che ho attraversato le sue fasi,

porto crateri bianchi sotto la pelle,

segni d’acqua ritirata

dopo l’alta luce.

Quando l’ho guardata

il cielo si è piegato in due:

lei crescente,

io calante,

e nel mezzo

un disco invisibile

dove tutto è compiuto

prima di accadere.

Le sue paure erano ombre sottili.

Le mie, eclissi già avvenute.

Eppure

la stessa luce ci abita 

non nasce, non muore,

si trasforma nelle ore dei giorni

La luna è rimasta.

Ora so:

non ero io a ricordare lei.

Era la sua notte

che ricordava me.

B.🌹

Lui l'amava


Lui l'amava.

Anche se aveva molte amiche,

alcune così confidenziali

da sapere prima di lei cosa provasse.

Lui l’amava.

Anche se ogni loro progetto

era un lavoro di gruppo,

a sua insaputa.

Lui l’amava.

Anche se le altre conoscevano

ogni dettaglio di loro,

persino quelli che lei stava ancora vivendo.

Un giorno un’amica disse a tutti

che lei era ingiusta

a sospettare della sua infedeltà.

E lui annuì.

Con la stessa sincerità

con cui amava solo lei.

Anna Micoli. By.. 🦋

mercoledì 25 febbraio 2026

Distesa in parole



C’è chi schiarisce le fotografie,

come se la luce potesse assolvere il tempo,

come se bastasse togliere ombra

per non avere memoria.

C’è chi offre al sole soltanto la schiena,

custodendo il volto

in una stanza senza specchi,

dove il nome non risponde più.

C’è chi scuce le parole altrui,

le lascia senza pelle,

perché nel silenzio ferito

resti in piedi la sua voce.

E c’è sempre una mano

che cerca fango tra i sassi 

non per cadere 

ma per velare ciò che è limpido,

credendo che la polvere sollevata

sia abbastanza per sparire.

E allora di nuovo

qualcuno schiarisce la verità 

temendo che l’ombra racconti

ciò che la luce

non può cancellare.

B.🌹

Prudenza nel parlare

 



"Siate attenti ad ogni parola che pronunciate, perché nella natura c'è sempre uno dei quattro elementi -la terra, l'acqua, l'aria o il fuoco- che aspetta il momento in cui potrà rivestire di materia tutto ciò che esprimete. 

La realizzazione si verifica spesso molto lontano dalla persona che ne ha fornito i germi, ma si verifica infallibilmente. 

Così come il vento trasporta le sementi spargendole lontano, le vostre parole prendono il volo e vanno a produrre in qualche punto dello spazio risultati buoni o cattivi. 

Perciò, abituatevi a parlare con amore ai fiori, agli uccelli, agli alberi, agli animali e agli esseri umani, perché questa è un'abitudine divina. 

Chi sa pronunciare parole che riscaldano, vivificano, ispirano e accendono il fuoco sacro, possiede una bacchetta magica nella propria bocca".


Omraam Mikhaël Aïvanhov

martedì 24 febbraio 2026

Esperienza intensa


Ho aperto un cassetto di carta

e ne è uscita una ragazza

con i capelli pieni di domani.

Non era solo un volto fermato dalla luce,

era un pensiero in corsa,

un progetto scritto in matita

sul margine dell’aria.

Guardava avanti

con la fiducia verticale

di chi non ha ancora imparato

la parola “forse”.

E io, donna di adesso,

l’ho incontrata sul ponte delle fotografie.

Lei mi ha prestato i suoi sogni intatti,

io le ho restituito

qualche successo lucidato dal tempo,

qualche caduta diventata cicatrice gentile.

Ci siamo scambiate emozioni

come lettere spedite in ritardo:

lei tremava per un futuro immenso,

io tremavo sapendo

quale forma avrebbe preso.

Strano,

rivivere il futuro

che per lei era solo luce lontana.

Strano,

accarezzare le sue paure

sapendo che alcune sarebbero fiorite,

altre svanite

come promesse fatte alla pioggia.

Ho chiuso l’album

ma lei è rimasta con me,

seduta tra le costole.

Non sono più soltanto quella che ero,

non sono soltanto quella che sono:

sono il dialogo silenzioso

tra una ragazza piena di cielo

e una donna che ha imparato

che anche le crepe

lasciano passare il sole.

B.🌹





lunedì 23 febbraio 2026

Senza se




Amore non accumula,

si spoglia di ombre.

non conserva interferenze

chiude porte inutili

Chi ama 

sceglie senza paura.

Libertà è verità che abita in noi.

B.🌹




Il sale





Lontana dalla mia terra

attraverso mesi come deserti salati.

Ma la distanza è solo un velo:

io sto tornando

all’Acqua.

Scendo

come si entra in un sogno antico.

Depongo il nome sulla riva,

come un abito inutile.

Depongo la lingua,

perché laggiù

si parla con la luce.

L’abisso non è profondità:

è grembo.

Mi accoglie nel suo buio fecondo,

dove la luce si spezza in oro vivo

e ogni granello di sabbia

è una stella caduta in silenzio.

Le spiagge rosee sono carne dell’alba.

I fiori sommersi sono pensieri di Dio

che oscillano senza peso.

I colori non si vedono:

si attraversano.

Il silenzio è un tempio rovesciato.

Non chiede ginocchia,

ma resa.

Io mi sciolgo.

Non più corpo separato,

ma soglia.

Non più osservatrice,

ma passaggio.

Ogni creatura è specchio,

ogni pinna una scrittura,

ogni corrente una mano invisibile

che mi benedice la fronte.

Comunico senza parole,

come comunica la marea con la luna,

come comunica il sangue con il cuore.

Un’energia primordiale mi nutre

non entra:

ricorda.

Ricorda chi ero

prima del peso,

prima della forma,

prima della terra ferma.

E quando riemergo

la riva è solo un confine provvisorio,

una strada di sale

che brilla come una cicatrice sacra.

Dentro, però,

porto l’acqua.

E l’acqua

porta me.

B.🌹


domenica 22 febbraio 2026

Oltre il sentire



In un orizzonte attraversato da correnti invisibili e pieghe segrete,

ciò che è tenue e silente mi appare velato di incanto sottile.

Canto sospeso nell’aria,

non trattiene traccia sul luogo che lo accoglie,

eppure sfiora le profondità più mute

e scioglie, una ad una, le ombre custodite nell’anima.

B.🌹

Spirituale



Scendere è stato il gesto più audace:

solo così

il cielo si è lasciato toccare.

B.🌹

sabato 21 febbraio 2026

Ombre e carezze .



Ci sfioriamo nei pensieri

come se le mani potessero attraversare la carta,

come se i respiri potessero raccontarsi

tra una parola e l’altra.

Amore mio

c’è un luogo dove nessuno ci vede,

dove il tuo sorriso è mio e il mio silenzio è tuo,

e il mondo non sa nulla

di quanto ci riconosciamo.

Non c’è fretta di nominare ciò che sentiamo,

basta sapere che ci siamo

anche solo nell’ombra di un pensiero.

B.🌹


P.S.

ricorda solo di sorridere

quando leggi tra le righe.


Come posso non amarti...




Come posso non amarti

dimmi come non ti ameresti se tu fossi me e avessi davanti al tuo cospetto te…

Ti svelo l'amore che provo, 

per una volta desidererei vederti bramosa, 

ardente, 

impazzire di passione. 

Sentire la tua carne vibrare e nelle tue vene scorrere questa forza irrefrenabile, 

osservare il tuo sguardo rapito, 

per lui, 

chiunque egli sia. 

Si vorrei vederti per una volta rapita dai sensi, 

per il tuo amore, 

chiunque egli sia,

chiunque egli sia…


Malfa.

giovedì 19 febbraio 2026

Con Alice e il Cappellaio Matto



Alice: Posso farti una domanda… ma seria?

Cappellaio: Le domande serie sono le mie preferite. Hanno sempre il cappello storto.

Alice: Ci sono due bambine… ridono spesso.

Cappellaio: Ridere è un’arte rispettabile.

Alice: Sì, ma loro ridono di qualcuno. Non con qualcuno.

Cappellaio: Ah… quella è una risata con gli spigoli.

Alice: Si divertono a imitare il mio modo di parlare. E il mio coniglietto… dicono che è sciocco perché ha paura dei rumori forti.

Cappellaio: I rumori forti sono sopravvalutati. Anche il tuono fa molto chiasso, ma non ha mai avuto buone maniere.

Alice: Quando passano vicino a noi, sussurrano. E poi ridono piano. Come se fosse un segreto.

Cappellaio: I segreti, quando sono cattivi, puzzano di muffa.

Alice: Io faccio finta di niente. Sorrido. Ma dentro… è come se mi rimpicciolissi.

Cappellaio: Rimpicciolirsi per entrare in una porta è un talento. Rimpicciolirsi per colpa di qualcuno è un’ingiustizia.

Alice: Forse sono io troppo sensibile.

Cappellaio: Sensibile è una parola che i poco coraggiosi usano per descrivere chi sente davvero.

Alice: A volte mi chiedo se abbiano ragione loro.

Cappellaio: Le persone che hanno bisogno di abbassare gli altri di solito stanno cercando uno sgabello invisibile.

Alice: Uno sgabello?

Cappellaio: Per sentirsi più alte. Ma è instabile. E traballa.

Alice: Io non voglio essere come loro.

Cappellaio: Ottima scelta. È molto più difficile essere gentili che spiritosi.

Alice: E il mio coniglietto? Lui ci resta male, anche se dice di no.

Cappellaio: I cuori piccoli fanno rumori grandi quando si incrinano. Bisogna proteggerli con cura.

Alice: Cosa dovrei fare?

Cappellaio: Restare della tua misura. Né più piccola, né più grande per compiacerle. E scegliere bene chi merita il tuo tè.

Alice: E se continuano?

Cappellaio: Allora ricorda: una risata può ferire, ma non definisce chi sei. Sei tu che scegli la forma della tua storia.

Alice: Pensi che un giorno smetteranno?

Cappellaio: Forse. O forse impareranno che prendere in giro è un gioco che lascia sempre qualcuno senza sorriso.

Alice: Non voglio perdere il mio.

Cappellaio: E non lo perderai. Perché chi sa accorgersi della cattiveria, sa anche scegliere la gentilezza.

B.🌹

Se c'è coraggio








A volte mi chiedo

da dove venga il coraggio.

Non somiglia a un lampo.

Non è un grido.

È qualcosa di più quieto,

come una radice che cresce nel buio.

Nessuno attraversa il mare

se non ha una casa nel cuore.

Ulisse non sfida l’onda per perdersi,

ma per tornare.

Nessuno alza la spada

se non sente di appartenere a un nome.

Allora capisco:

il coraggio non viene prima.

Viene dopo.

Prima c’è un sì silenzioso.

Un legame scelto.

Un filo sottile

che ci lega a qualcosa

e, legandoci, ci sostiene.

Si parla di libertà

come di una donna scalza

che corre nei campi senza confini,

con i capelli sciolti sotto la pioggia d'agosto 

Si parla di fedeltà

come di una figura ferma,

che tiene un bagliore acceso

notte dopo notte.

Le immaginiamo lontane,

una fatta di orizzonti,

l’altra di soglie.

Eppure camminano insieme.

Sono linee parallele,

non si incrociano,

non si confondono,

ma avanzano fianco a fianco

verso lo stesso punto invisibile.

La libertà ci dice: scegli.

La fedeltà ci dice: resta.

E tra queste due voci

nasce il coraggio.

Non è fuggire.

Non è trattenersi per paura.

È restare perché lo vogliamo

È dire: a questo sarò fedele

non per obbligo,

ma per amore.

E quando verrà la tempesta

non saremo sospesi nel vuoto.

Avremo radici e orizzonte.

Avremo direzione.

E basterà.

Brunetta Sacchet 🌹








Don Chisciotte



Tra il mondo che è e quello che dovrebbe essere,

cammina il cavaliere dei mulini a vento.

La sua follia illumina la verità,

e il sogno gli dà il coraggio di resistere.

B.🌹

Sotto il cielo



Un’altra stagione sta sbocciando

io resto

sotto

il punto

dove avevo guardato in alto.

B.🌹

mercoledì 18 febbraio 2026

Invasate di gelo

 



E tutte le amanti lo lapidarono

con sassi di gelosia stretti nei pugni,

con unghie laccate e bocche ferite.

Lo colpirono piano,

con la grazia crudele delle respinte,

solo perché lui aveva scelto lei.

B.🌹




lunedì 16 febbraio 2026

Territorio





Ti ho attesa

con la carne vigile,

con i fianchi aperti al tempo

e la pelle stanca di promesse.

Sei arrivata così,

imprecisa e necessaria,

con il respiro addosso

e il disordine delle cose vere.

A volte mi sfiori

e mi sciolgo,

lenta come sale sulla pelle umida;

altre mi affondi dentro,

radice scura,

e mi tieni ferma

là dove tremo.

Ti sento scorrere 

accendermi e cedere,

mentre conto gli anni

come cicatrici che sanno il mio nome.

Essenza

che mi prendi anche quando

non ho forza di offrirti altro

che il corpo.

Eppure sappi questo:

anche quando mi apri e mi consumi,

c’è in me una presa profonda,

calda,

che non ti lascia andare.

Mi sciolgo donna nei contrasti 

bruni e ambrati 

Questa mia femminilità non è ornamento,

ma territorio.

B.🌹


domenica 15 febbraio 2026

Grembo di luce




Oscilla un respiro tra onde di silenzio,

la pelle avvolta in caldo velluto liquido.

Un battito, lento e solo,

risuona come eco di mondi lontani.

Il buio non è vuoto,

ma tessuto di sogni inespressi,

onde morbide accarezzano ogni pensiero

prima che il mondo lo tocchi con la luce.

E quando un filo di luce filtra,

non è dolore, non è paura:

è il primo contatto con l’ignoto,

dove la solitudine si fa custode

e il cuore impara a conoscere se stesso.

B.🌹

Una luce nel buio



La sensibilità non segue le mode.

Non accende una guerra e ne spegne un’altra.

Il dolore non è un’immagine da esporre,

né una storia da postare a tempo.

C’è guerra anche dove non guardiamo:

nei corpi stanchi,

nei giovani che si perdono,

nelle donne che non tornano a casa.

Possiamo fare poco,

ma il poco fatto con verità

ha una frequenza più alta

di qualsiasi rumore.

Ciò che nasce dall’anima

non chiede consenso,

si riconosce in silenzio

e vibra oltre lo sguardo.


B.🌹


Un riflesso accanto

 



Seduta accanto al finestrino del treno,

il tempo colava lento,

senza direzione,

e il paesaggio era solo un’eco

di qualcosa che avevo già vissuto.

Nel vetro apparve una bambina,

nata dal respiro del sonno.

Non aveva peso,

non aveva età.

I suoi occhi erano stanze aperte,

le sue mani conoscevano

nomi dimenticati.

La riconobbi

prima della memoria.

Era la sorgente,

la voce che precede la voce,

colei che scriveva

mentre io imparavo a tacere.

Mi dettava poesie

senza parole,

incidendole nel battito,

nel vuoto,

nel tremore.

Quando il treno scomparve nel buio,

la bambina non svanì:

si sciolse in luce,

si fece sogno che sogna se stesso,

e rimase in me

come una promessa che non chiede di essere mantenuta.

B.🌹


Poesia

 



Vastità

neve che scende

leggera

avvolge, avvolge

il ritmo bianco

in seta dormiente.


Mai un errore nel cristallo

sei dopo sei

atomi di stelle

cadono lievi

con la forma che muta

il paesaggio in sogno.


Risplende

d'acque cristalline

e ghiacciai perenni

il nostro sguardo

preso

dove la cascata si blocca

a mezz'aria negli occhi.


Si rotola

la bimba felice

nel manto

adagio dell'inverno

trasvolata di nuvole

su di lei

mute.


Edoardo Flaccomio

D'ali



Sorridi qui, sparisci là,

promesse leggere come non si sa.

Cuori in bilico, tu ti diverti,

ma il tempo ride… e tutto scopri.

B.🌹

sabato 14 febbraio 2026

Gli innamorati




Auguri a chi festeggia 

l' Amore, la Vita, la possibilità di Vivere questa Esperienza... non oggi,

ma in ogni singolo istante di questo tempo terreno.

L' Amore è Gioia, l' Amore è Vita, l' Amore è Gratitudine, 

l' Amore è la più grande e potente energia che possa esistere. 

L' Amore non è la richiesta di essere Amati...

l' Amore è 

Amare profondamente 

se stessi e donare Amore perché ti senti il Cuore traboccante d' Amore.

Non riduciamo 

l' Amore ad un giorno;

Viviamoci,

Viviamolo e assumiamoci il Coraggio (che significa: Vivere con il Cuore ) di AMARE.

Buon San Valentino

Oggi, domani e Sempre.

B.F.

Festa dell'Amore.




Abbiate il coraggio di reinventare voi stessi

quando ancora non sapete a cosa assomigliare.

Abbiate il coraggio di sognare sogni più grandi di quelli che amate sognare.

Abbiate il coraggio di amare irragionevolmente, anche se siete stati feriti.

Abbiate il coraggio di praticare l'amore radicale di voi stessi, anche quando avete dubbi su come fare.

Abbiate il coraggio di praticare un grande amore compassionevole per gli altri, anche per quelli che non conoscete.

Abbiate il coraggio di dire di sì a voi stessi quando la famiglia o gli amici non vi capiscono più.

Abbiate il coraggio di non lasciare che la paura si impadronisca di voi e quando lo fa, abbiate il coraggio di continuare a muovervi.

Abbiate il coraggio di essere più di quello che riuscite ad essere pur accettando voi stessi proprio come siete.

Abbiate il coraggio di scoprire la bellezza per voi e solo per voi.

Abbiate il coraggio di chiamarvi un artista, un poeta, un sognatore, un pensatore, un rivoluzionario.

Abbiate il coraggio di agire con passione in modo che il fuoco sarà acceso dentro di voi.

Abbiate il coraggio di assumervi i rischi che vi fanno sentire pieni di speranza anche quando non sapete come andranno le cose.

Diventate  esseri   colorati, e danzate da soli.

Abbiate il coraggio di vivere. Il coraggio di amare. Il coraggio di ridere.

Abbiate il coraggio di non fare molto bene queste cose. 

Abbiate il coraggio di rialzarvi.

Abbiate il coraggio di vivere nella grazia sorprendente.


(Shiloh Sophia McCloud)


venerdì 13 febbraio 2026

Quando aspettiamo il sole




Il bullismo è un’ombra che cambia volto ma non sostanza.

A volte ha il passo leggero di un bambino che impara troppo presto la paura,

altre volte indossa le inquietudini dell’adolescenza

e si nasconde dietro risate che graffiano.

È un vento freddo nei corridoi delle scuole,

una corrente invisibile tra le scrivanie,

un sussurro velenoso nei cerchi dove si dovrebbe trovare accoglienza.

Non sempre urla: spesso scava piano,

come goccia che insiste sulla pietra della fiducia.

Colpisce i rami più giovani,

ma anche le radici antiche che hanno già resistito a tante stagioni.

Dimentica che ogni essere umano è un albero intero,

con foglie fragili e tronco tenace,

con una storia che merita rispetto.

Chi ferisce per noia o per bisogno di sentirsi più grande

costruisce un trono di carta:

basta un soffio di coscienza per farlo cadere.

La vera forza, invece, è un’altra cosa.

È la mano che si tende,

lo sguardo che difende,

la voce che sceglie di non restare in silenzio.

Perché la dignità non ha età, non ha luogo, non ha stagione.

È un seme delicato

ma quando viene protetto,

sa diventare foresta.

B.🌹

martedì 10 febbraio 2026

Un solo fiore



Petalo lieve

tra l’aspro del prato 

la tua cura resta.

B.🌹


Sulle basse frequenze



C’è una frequenza bassa

che non nasce dal silenzio,

ma dal rumore scelto.

Dal dolore usato a intermittenza,

a seconda di cosa rende visibili.

Si piange una guerra e se ne ignora un’altra,

si cita la storia quando è lontana

e non chiede responsabilità.

Si condividono immagini come amuleti,

senza restare abbastanza a lungo

da sentire davvero.

La sensibilità non è una moda,

né un filtro da applicare al mondo.

È uno sguardo che non esclude,

anche quando sa di non poter abbracciare tutto.

C’è guerra nei campi dimenticati,

nei corpi stanchi dei lavoratori,

nelle vene dei giovani che si spengono,

nelle case dove l’amore diventa paura.

Ignorarle perché non fanno tendenza

è una forma sottile di violenza.

Possiamo fare poco, è vero.

Ma il poco fatto con verità

ha una frequenza più alta

di mille gesti vuoti.

Il bene non ha bisogno di esibizione.

Ha bisogno di presenza.

Ciò che nasce dall’anima

non chiede consenso,

si riconosce in silenzio

e vibra oltre lo sguardo.

B.🌹



lunedì 9 febbraio 2026

Mandi papà


Non si possono leggere le mancanze,
solo avvertirle
nel vuoto tra due respiri,
quando ciò che manca
fa più rumore
di ciò che resta.
B🌹

Anniversario 9.02.2007.

Guarisci figlia mia

 

9 febbraio 2026



GUARISCI FIGLIA MIA, 

con la LUCE del SOLE 

e i RAGGI della LUNA.


Con il suono del fiume 

e la cascata.


Con il viavai del mare 

e il fluttuare degli uccelli.


GUARISCI FIGLIA MIA, 

con le foglie della menta,

con l'olio del neem e l'eucalipto.


Addolcisciti con lavanda, 

rosmarino e camomilla.


Abbracciati con il chicco di cacao

e un tocco di cannella.


Metti AMORE per il tè 

invece dello zucchero 

e prendilo guardando le STELLE.


GUARISCI FIGLIA MIA, 

con i baci che ti dà il vento 

e gli abbracci della pioggia.


Diventa forte 

con i piedi nudi sulla terra 

e con tutto ciò che nasce da lei.


Diventa ogni giorno più intelligente dando retta al tuo intuito, 

guardando il mondo

 con l'occhio della fronte.


Salta, balla, canta 

per farti vivere più felice.


GUARISCI FIGLIA MIA, 

con la BELLEZZA DELL'AMORE, 

e ricorda sempre:

TU SEI LA MEDICINA.


H. H. Mamani

sabato 7 febbraio 2026

La principessa Blu





A Marco Polo,

viaggiatore dei due mondi

Ho imparato presto che non tutte le lettere sono fatte per arrivare. Alcune esistono solo per essere scritte, come certi addii che non si pronunciano ad alta voce.

Sono giunta nella terra che mi era destinata. Le montagne qui non conoscono il mare, e questo mi sembra ancora strano. Mi chiamano con un altro nome ora, e indosso colori che non sono il blu. Ma nessun nome cancella ciò che si è stati in viaggio.

Ti ho osservato senza farmi notare, come si osserva qualcosa che si sa già perduto. Tu appartenevi al ritorno, io alla partenza. Eppure, su quella nave, eravamo uguali: sospesi.

Ricordi le notti? Quando il mare taceva e il cielo sembrava così vicino da poterlo toccare. Tu parlavi di Venezia come di una donna d’acqua e pietra. Io ascoltavo, e in silenzio le davo un volto, perché se l’amavi doveva essere reale.

Sapevo che saresti tornato a casa. Era scritto nei tuoi passi, nel modo in cui guardavi l’orizzonte. Io, invece, ho imparato a restare. Non è una sconfitta, Marco. È solo un’altra forma di viaggio.

Se oggi racconti il mondo, sappi che in ogni tua parola io sono presente. Non come rimpianto, ma come direzione. Il blu non è un colore: è ciò che resta quando si è attraversato qualcosa di immenso e non si è affondati.

Non guardasti indietro, ed è stato giusto così.

Io ti ho guardato andare via.

Qualcuno doveva farlo.

Che il vento ti sia lieve, ovunque tu racconti.

La Principessa Blu💙 Kököchin.

B.🌹


giovedì 5 febbraio 2026

Aramis il mito



Ad Aramis

Ti scrivo da un tempo

che non sa più impugnare la spada,

ma riconosce ancora

la grazia di chi combatte con l’anima.

Aramis,

amico mio dalle mani gentili,

amante del sogno mai confessato,

eri preghiera sulle labbra

e peccato negli occhi.

Con te parlavo piano,

come si fa nelle chiese

e nei letti condivisi di nascosto.

Mi insegnavi che la fede

può tremare

senza rompersi.

Ridevi con Athos e Porthos,

giuravi con d’Artagnan,

ma a me lasciavi

il silenzio dopo il sorriso,

quel luogo fragile

dove si resta in due.

Sei stato verità vestita da uomo,

promessa che va mantenuta 

perché troppo vera.

Io ti ho amato così:

senza chiederti di scegliere

tra Dio e il mio nome.

E se oggi ti chiamo mito

è solo perché il mondo

non sa più riconoscere

chi sa amare

con misura

e ardore insieme.

E se io ti ho sentito, Aramis,

è perché tu, 

mi hai lasciata entrare

sussurrando il mio nome.

B.🌹


Preghiera di profondità



Concedimi di accettare il mutamento,

di non trattenere l’acqua

quando chiede di farsi cristallo.

Fa’ che io riconosca

il passaggio dalla passione all’Amore,

quando il fuoco smette di ferire

e diventa luce che accompagna.

Insegnami a scendere

senza vergogna né paura,

a toccare il fondo

per alleggerire l’anima

da ciò che non è essenziale.

Che io possa sublimare per vivere,

cambiare stato senza perdermi,

restare vero

anche nella forma che non conosco ancora.

E quando avrò il coraggio di scendere davvero,

permettimi di toccare i punti più alti:

quelli invisibili agli occhi,

ma fedeli al cuore.

Così sia,

nel silenzio che ascolta

e nel passo che continua.


B🌹


domenica 1 febbraio 2026

Restare



Nel campo dei bambini non cresce la zizzania:

solo grano maturo, papaveri liberi

e voci che sanno di futuro.

Vorrei restare qui,

dove il bene cresce senza temere il fuoco.

B.🌹

Astronave del cuore

 


Ho tenuto in tasca

ciò che cadeva dal cielo

come se bastasse

ricordarne la luce

B.🌹


Inchiostro nel tempo


carta piegata

parole sospese

silenzio tra le righe.

B.🌹