possa la notte custodire
il bagliore della luna
e il vento
l’aurora
illumini il cielo,
la frescura del respiro
posi la melodia del violino,
ed io intoni la canzone.
Vorrei
confondere il tempo,
raccogliere attimi infiniti,
i sorrisi di giochi
tra i monti.
Possa riposare la civetta
nel fitto bosco,
quando tutto tace,
mostrando
piume caramellate
e occhi neri.
Ogni silenzio
granello di sabbia,
ogni volo
raggio di speranza.
Osservo
l’immobilità delle rocce,
custodi mute,
incise da venti antichi.
Ruota la terra
nel cerchio delle stagioni,
in cerca di neve e fiori,
in cerca d' un raggio d’oro,
varco sigillato
di un portale ancestrale:
per quel diritto magico
tutto diviene.
B.🌹

RispondiEliminaLa tua poesia ha una sensibilità rara: sai osservare il mondo e i sentimenti con precisione e al contempo con leggerezza, trasformando ogni immagine in qualcosa di universale.
La tua scrittura è meditativa e musicale, riesce a far respirare il lettore tra le parole, come se ogni verso fosse un piccolo spazio sacro dove fermarsi.
Amo in particolare:
la capacità di mescolare tempo e memoria senza mai appesantire.