venerdì 12 settembre 2025

 



A volte si riescono a sentire le ossa che si  sforzano sotto il peso 

di tutte le vite che si stanno vivendo. Basta non esagerare: 

una sola vita per me è già uno sforzo terribile. Ma quale sarà la differenza? 

Tante vite, una diversa dall'altra o una sola vita ma piena di cose, 

le più diverse. Amare qualcuno che non ti ricambia è come 

abbracciare un cactus: più lo tieni stretto, più fa male. 

Il passato è un'àncora che ti trattiene: devi lasciar andare 

chi eri per diventare, chi sarai. 


E.Mazza

L' attesta

 




10 giorno di ricovero  in ospedale. 





Trovo che l'attesa sia pur sempre un veleno lento...

Ovviamente non uccide mai del tutto, ma intossica ogni tuo più  sano pensiero.

Da qui puoi realmente  vedere  la bellezza unica, quella di chi indossa la propria eleganza e dignità malgrado la solitudine e il dolore...

Di conseguenza è come sé fosse una stella che continua a brillare nonostante  il vuoto intorno...

Da qui vedo e immagino tutte le cose che mi piacciono: la luce pallida delle nuvole incerte, il canto delle poiane che svolazzano in cielo, le foglie che ingialliscono sui rami degli alberi, l' Ave Maria di Schubert  e la sincerità di certe lacrime... e poi immagino le fotografie  ingiallite, le pietre sommesse, le case abbandonate, i treni dismessi, le cancellate arrugginite, i carillon di luce sgranata nei lampioni nelle notti di fitta nebbia...

E mi ritrovo qui, soltanto qui, sospeso nell'adesso, né prima ,  né dopo, ora.


      (Carlo Alberto Polverini)





Empatia

 



COS'È L' EMPATIA?


L’empatia è non svegliare chi sta sognando.

Alcune speranze sono fragili

alcune illusioni servono per respirare.

Non tutto va spezzato

non tutto va riportato alla realtà.


L’empatia è capire la stanchezza.

Non dire “passerà”

non dire “fatti forza”.

Dire: siediti

ci sono giorni in cui bisogna fermarsi.


L’empatia è sapere che alcune cicatrici hanno voce.

Alcune parlano piano

altre urlano nella notte.

Ascoltarle, senza cercare di cancellarle.


L’empatia è non giudicare la lentezza.

Alcuni arrivano tardi alla felicità

alcuni impiegano secoli a fidarsi.

Bisogna aspettarli senza fretta.


L’empatia è accorgersi della fame invisibile.

Non solo di pane

ma di sguardi, di mani, di presenza.

Alcuni muoiono senza mai dirlo.


L’empatia è un battito di ciglia.

A volte basta quello per dire “ho capito”

senza una sola parola.


L’empatia è non avere paura di amare.

Sapere che forse non sarà ricambiato

che forse sarà ignorato

che forse farà male

ma amare lo stesso

perché è questo che ci rende umani.


L’empatia è essere un porto.

Non una prigione, non una catena

ma un luogo dove si può arrivare

dove si può partire

dove si può restare

senza dover chiedere il permesso.


L’empatia è il contrario del giudizio.

Non è dire cosa andrebbe fatto

non è misurare il dolore

non è spiegare come si sta al mondo.

È dire: se vuoi, sono qui.


L’empatia è non avere paura della nudità.

Mostrarsi senza corazze

senza vernice, senza luci di scena

per dire all’altro:

possiamo essere fragili insieme.


L’empatia è prestare il proprio sguardo.

Far vedere all’altro

che esiste ancora un orizzonte

che c’è sempre un punto

dove il cielo si apre.


L’empatia è tenere stretto un filo invisibile.

Anche quando l’altro si allontana

anche quando non risponde

anche quando sembra aver dimenticato

che c’eri.


L’empatia è l’arte del non invadere.

È essere porta socchiusa

mai muro, mai sbarra

mai chiave imposta nella serratura.


L’empatia è guardare con occhi nuovi.

Sentire il peso di una giornata

nelle spalle di uno sconosciuto

vedere la stanchezza

nelle mani che reggono 

una busta della spesa.


L’empatia è bussare piano.

Sapere che ogni anima è una casa

e non tutte vogliono ospiti

non tutte hanno stanze libere.


L’empatia è abbracciare con tutto il corpo.

Non solo con le braccia

ma con il respiro, con il tempo

con la voglia di far sentire all’altro

che non è mai troppo tardi 

per essere accolti.


L’empatia è passare una mano 

tra i capelli di chi ami.

E farlo come se stessi sistemando 

qualcosa nel mondo

come se un gesto semplice potesse

rimettere in ordine anche un giorno difficile.

A Faber

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Sono stupido





Una mattina qualsiasi a scuola, uno studente, per scherzo di cattivo gusto, attaccò un foglio sulla schiena di un compagno. Sul foglio c’era scritto:

«Sono stupido.»


Prima che iniziasse la lezione, sussurrò agli altri:

«Non dite nulla. Sarà divertente.»


E così passò la giornata. Ogni risatina soffocata, ogni sguardo malizioso, ogni bisbiglio, era rivolto a quel ragazzo che, ignaro di tutto, continuava la sua routine. Tutti ridevano di lui, ma nessuno ebbe il coraggio di dirgli la verità.


Durante l’ora di matematica, il professore scrisse un’equazione difficile alla lavagna. La classe rimase in silenzio, nessuno osava alzare la mano. Nessuno… tranne quel ragazzo.


Si alzò con calma, andò verso la lavagna e iniziò a risolvere il problema. Mentre scriveva i passaggi, si udivano ancora risate soffocate. Non capiva perché. Lui voleva solo provarci.


E ci riuscì.


Il professore sorrise e iniziò ad applaudire:

«Ottimo lavoro. Un applauso per il vostro compagno!»


Poi si avvicinò a lui, gli tolse delicatamente il foglio dalla schiena e lo mostrò alla classe.

«Non sapevi di avere questo attaccato dietro, vero?»


Il ragazzo scosse la testa, confuso.


Allora il professore guardò la classe e disse:

«Prima di pensare a un castigo, voglio lasciarvi due lezioni che vi serviranno per tutta la vita.»


Fece una pausa e continuò:


«Prima lezione: nella vita, molte persone cercheranno di appiccicarvi addosso etichette negative. Vorranno farvi credere che non valete, che non siete capaci, che siete meno degli altri. Ma sapete qual è il segreto? Ignorarle. Se questo ragazzo avesse saputo cosa c’era scritto sulla sua schiena, forse non avrebbe avuto il coraggio di alzarsi e dimostrare il suo valore. Non si è lasciato fermare da ciò che gli altri pensavano. Ha creduto in sé stesso, e ha dimostrato di essere intelligente.»


Poi proseguì:


«Seconda lezione: nessuno di voi ha avuto il coraggio di avvisarlo. Avete riso, ma non lo avete difeso. Questo dimostra che non conta quanti amici hai, ma la lealtà e il coraggio di quelli veri. Un vero amico parla, protegge, si espone.»


‼️ Morale: Non lasciare mai che le etichette degli altri definiscano chi sei. E, soprattutto, sii tu quell’amico che ha il coraggio di dire la verità, anche quando tutti gli altri tacciono.

mercoledì 10 settembre 2025

lunedì 8 settembre 2025

Un tuffo nei tuoi occhi.




Un tuffo nei tuoi occhi, 

leggere la tua anima  e trovarsi davanti al mare più puro che ci sia...

La vita, nulla di più, il sole degli eventi:

Il vento che carezza la pelle il caldo che senti nelle ossa, l'odore di fiori stupendi...

Stringendo le tue mani  sento il bello del mondo...

A. Tricarico ☀️ 


martedì 2 settembre 2025

Assorta




"Assorta in ieratica estasi 

fu estrema e feconda la bellezza

del luogo,

oasi di luce, di voli avvolti nel silenzio dei giorni.

Nudi cieli mi videro, per amore mi vestirono di parole...

Queste che scrivo,

lascito d'un pegno d'una promessa."


Brunetta 🌹 


Ti auguro




Ti auguro di inseguire per sempre

la perfezione, l'infinito.

Ma ti auguro anche di non raggiungerli mai.

Ti auguro di aver sempre sete e sempre fame

di non smettere di cercare, di volere

ma anche di fermarti in riva al mare

e di essere felice di tutto, anche del dolore

ti auguro di non morire e di morire mentre sei ancora vivo

mentre ti sgomenti, mentre assolvi e mentre punti il dito

ti auguro di mentire, di perdere tutto per un amore

ti auguro il segreto, il mistero nel cuore.

Ti auguro un amore. 

Un solo, unico amore.


Santo Aiello

Apprezzo




Ho sempre  amato quelle  persone che innalzano muri, ma poi ti fanno entrare.

Esattamente come tutti coloro  che vogliono difendersi ma poi difendono pure te.

Coloro che vogliono, ma alla fine danno...

Apprezzo la pazienza e l' ostinazione  

Apprezzo le cose che non trovo, ma che sono nell'istinto  di una conversazione.

E scopro che,  in fondo a certe parole, puoi farci pure un rifugio.

Tirarci su l'anima e sentirci dentro  l'asimmetria del cuore...

Con quel velo di fragilità che ci attraversa, come vecchi abiti  dismessi divisi per colore che porgono l'altra guancia.

Così cerco di comporre come loro.

Per raccogliere i frammenti  di una nuova identità, mentre  la vita si consuma.

E io la raccolgo...

      (Carlo Alberto Polverini)

Dov'è la classe?




Caduta di stile per la primadonna del non "bagaglino"...

Anna By 🦋