giovedì 30 dicembre 2021

 NEL SILENZIO DELLE PAROLE

30.12.2021


Fra le tue braccia 

in questo buio

sento il profumo di te 

come pioggia di primavera 

su terra dove il sudore e il canto, hanno vissuto nel  dolore e nella povertà.


Fra le tue braccia 

il furore del vento mi fa paura

mentre la pace della mia anima ti cerca

e mi appago nella voglia di te,

quando la luce dell'alba

mi entra, per vivere un nuovo giorno

e il confine di te è solo amore.


Fra le tue braccia

il rumore del mare mi giunge

e l'onda mi squarcia la pelle

che tu mi hai baciato

che io ti ho baciato

nel buio del silenzio delle nostre parole.


                       Giuseppe Pennella


lunedì 27 dicembre 2021

A quelli


 


A quelli che si siedono nell’ultima fila per non essere osservati.

A chi quando gli fai un sorriso in ascensore abbassa lo sguardo e arrossisce.

A chi rimane digiuno ai buffet.

A quelli che non dicono niente quando qualcuno taglia la coda e passa avanti.

A quelli che si scusano anche quando non dovrebbero.

A chi è educato anche a costo di sembrare scemo.

A chi ha un’intelligenza arguta e sa riconoscere quando è il momento di non arrivare primo.

A tutti quelli che nella vita si sono persi un’occasione importante, perché un prepotente gliel’ha portata via.

A chi ha la risposta giusta e non alza la mano.

A quelli che ancora credono alla lealtà, a costo di essere sconfitti.

E niente.

Io vi vedo.

E siete proprio belli. ♥️♥️

____

Roberto Pellico

domenica 26 dicembre 2021

LA CASA DEI POVERI RICCHI



 

di Pier Angelo (Piero) Piccolo.

       


   Mister James Triumph, un signore ricco e molto potente, possedeva una fabbrica di pezzi meccanici che dirigeva personalmente, in uno sperduto paesino, situato nel paese piu' potente al Mondo.


Tra i suoi lavoratori,  c'era un tizio strano che lo incuriosiva particolarmente.


Questi, lavorava in silenzio e non dava confidenza a nessuno.

Tutti dicevano che era l'operaio piu' povero e piu' disperato della fabbrica e anche della citta'.


Il padrone lo seguiva sempre, gli metteva tristezza guardarlo, sebbene gli suscitasse una certa, indefinibile ammirazione.


L'uomo possedeva un qualcosa di strano, di etereo, che aveva affascinato il ricco padrone.


Questo povero operaio viveva in una casetta lì accanto,  che veniva definita "stamberga" dal vicinato, ma che affascinava, di molto, mister Triumph.


Un giorno, il padrone avvicino' l'uomo, che sembrò sorpresissimo di questo fatto.


"Sai - gli disse - sono fiero che tu lavori con me, sei bravissimo e mi sembra strano che tu sia sempre povero."


L' uomo rispose soltanto: 


"Grazie."


"Avrei un desiderio, una piccola curiosità da proporti."


L'operaio continuava a non capire.


"Vorrei visitare la tua casa, vedere come vivi. Non sei mica obbligato, ma per me sarebbe un grande piacere."


I due si accordarono per la visita della casa, decidendo di andarci dopo la fine del turno di lavoro.


Arrivati alla soglia, il padrone si accorse, con sommo e ammirato stupore, che la casa possedeva un giardino magnifico, con fiori colorati e piante di ogni specie, varieta' di farfalle e api intente a produrre un miele speciale.


 Poi tanta, ma tanta uva.


L'operaio aprì la porta e mister Triumph restò senza fiato: Il salottino d'ingresso era pieno di quadri magnifici, di valore immenso,  così pareva.


Erano firmati da nomi di pittori eccezionali, vissuti nei vari secoli della Storia: di certo i migliori al mondo.


Ma il suo stupore arrivò al massimo, quando si aprì la porta della cucina: gli aromi e gli odori che si confondevano lo fecero trasalire.

La tavola, imbandita lussuosamente, sembrava quella di un Re medievale . . . 

      

   


  ... Il padrone, appena seduto al tavolo del suo servo, si trovo' davanti a un piatto pieno di ogni sorta di ben di Dio: Speck di alta  montagna, dei pascoli trentini, formaggi freschi e profumati, pomodorini e carciofi speciali, funghi porcini in olio di oliva verde pugliese, mozzarelle di bufala campana attorcigliate, olive verdi, nere, taggiasche, piccole, grandi, di ogni tipo.


Ma questa meraviglia non era che un piccolo antipasto.


 Il povero lavoratore, intanto, stava cucinando il sugo e, rivolto al suo padrone, disse:


"Si serva pure, mister Triumph, adesso le porto la pasta fatta da me, da gustare con un ragu' alla bolognese veramente eccezionale."


Aprì una bottiglia di Prosecco di Treviso a temperatura ideale e la versò nel meraviglioso bicchiere di vetro di Murano, al suo potente signore.


Dopo avergli servito gli spaghetti, ci spolverò sopra del Parmigiano Reggiano grattugiato e versò un goccio di olio di oliva verde e denso.


Il ricco industriale penso' tra se' che, pur possedendo bilioni di dollari, non era riuscito a mangiare altro, nella sua vita, che burger e chicken nuggets o fish and chips, trangugiando solo della frizzante coca cola.


Poi arrivo' l'arrosto in umido e la polenta. 

Con la polenta, altri funghi  e contorni misti.


I dolci che seguirono furono eccezionali: baba', meringhe con panna, tiramisù, cioccolatini artigianali e poi caffè e liquori digestivi con erbe e limoni.


Il ricco padrone non riusciva più ad alzare il sedere da quella sedia in legno intarsiato.


"Ma voi mangiate sempre così?" Chiese.


"Certo, ci piace mantenerci in salute e in forma." Rispose l'artigiano.


"Ma, in questa casa vive da solo? Non ha figli?" 

Chiese il padrone


"Sì, ne ho tanti - rispose il povero migrante - sono tutti in giro per il mondo a preparare il pane con le loro mani, a produrre e a imbottigliare vini, a diffondere Cultura, a fare ricerca e nuove scoperte scientifiche, a costruire strade, a progettare grattacieli, a edificare nuove citta'."


"Venga a vedere il resto della casa, mister James Triumph." 

Gli disse, conducendolo in un altro salottino.


L'uomo potente restò sbalordito:

Poteva ammirare, davanti a sè, una enorme biblioteca, libri di ogni genere.

Vi si avvicino' e lesse alcuni nomi di Autori:

Machiavelli, Dante, Boccaccio, Petrarca, Goldoni, Deledda, Pirandello,  Calvino, Moravia e altre migliaia di scrittori meravigliosi e ammirati in tutto il mondo.


Vide, ancora appesi, altri quadri firmati da pittori eccezionali:

Caravaggio, Botticelli, Tintoretto, Canaletto, Modigliani, Tiziano, Guttuso .... e intanto la testa cominciava, pian pianino, a girargli attorno.


 Forse effetto del Prosecco o forse qualcosa d'altro.


L'operaio accese una radio.

 Ne uscirono melodie inebrianti, musiche di Vivaldi, Rossini, Puccini, Toscanini e, quando udì le note di Giuseppe Verdi, iniziò a volare ... sull'ali dorate.


Il padrone di casa dischiuse un'altra porta, entrarono in una stanza enorme, Triumph si trovò davanti agli occhi un soffitto sublime, una volta celeste contornata da stelle meravigliosamente brillanti: un'opera del genio di Giotto poi, vicino, un fantastico affresco del Giudizio Universale, Michelangelo e poi Raffaello e poi e poi ....

 ....mister Triumph cadde a terra.


 Il suo dipendente lo aiutò ad alzarsi, cadde ancora.


L'ospite cercò di scappare come impaurito , incespicò  in statue e opere del Canova e ancora del Michelangelo e reperti di Civiltà antichissime, umbre, sicule, etrusche, messapiche, picene.


Lassù, un lampadario di Murano in coloratissimo vetro soffiato, una vera opera d'arte, che Maraja e Mandarini e Sceicchi e  potentati della terra glielo avrebbero rubato, stava lì a illuminare la casa già luminosa.


Triumph scappò, pensando che, se non fosse fuggito ora, non se ne sarebbe più andato via da quella casa meravigliosa.


Uscì stordito da tanta bellezza.

 L'operaio povero lo stava a guardare dalla finestra.


"Ma perchè tutti dicono che sei povero?"

Urlò il ricco padrone, voltandosi indietro.


"Lo chieda, lo chieda a loro, mister Triumph."

Rispose l'operaio povero, il signor Giorgio Santini, il fortunato proprietario di CASA ITALIA, 


quella casa che, tutte le genti del mondo, gli invidiano, sapendo che non riusciranno mai, nei secoli, ad imitarla.


Quella casa che i vicini, rozzi e ignoranti e miseri, definiscono: "stamberga."


Pier Angelo (Piero) Piccolo


Cari signori,

La morale della favola di Giorgio Santini, operaio povero, è che sia lui, che gli altri padroni di 

CASA ITALIA, 


hanno dimenticato la loro Storia, la loro Cultura, la loro bellezza , hanno scordato il loro genio e la loro ricchezza morale, vivendo in sordina come poveracci, senza speranza e sottomessi a dei padroni mille volte meno dotati di loro.

Rimanere







 Li, dove le nostre mani giunte 
si sono riempite della Parola 
li, si respira verità,
rimanere fedeli è abitare sempre nell'anima . 
Ció è degno di essere conosciuto. 
Al di fuori di questo
nessun'altra cosa è degna di conoscenza. 

B. S. 🌹

venerdì 24 dicembre 2021

❤️La cura di Natale❤️



 

Il mio appuntamento in questo ultimo mese dell'anno non poteva mancare.

Sempre meravigliosi e solidali con me, la vostra costante presenza mi dona una grande gioia. GRAZIE! 

Come ben sapete, la poesia libera sia chi la scrive, sia chi la legge.

 Questa frase dovrebbe bastare a spiegare l'affermazione :"La poesia cura".

In questi ultimi anni, il nostro quotidiano si è manifestato in ogni luogo del PIANETA  con gli stessi scenari: paura per la nostra salute e per tutta L'UMANITÀ, mai come in questo periodo ci siamo sentiti tutti sotto lo stesso cielo.  Storni di incertezze come rondini, migrano tra queste stagioni, mentre attendiamo di ripercorrere le nostre vite.


La poesia non crea polemiche, non ha pretese, non possiede assi nelle maniche, non bara! Semplicemente, con umiltà, prova a illuminare l'orizzonte, ogni qual volta le nubi nascondono la luce degli  astri; dacché si ha memoria il custode della parola è il poeta.

Per questo motivo scelgo per voi i versi più ricchi di calore e di ottimismo,  scelgo le immagini più appropriate per esprimere e riassumere l'emozione che desidero condividere con voi. Per questo ringrazio con profonda riconoscenza gli autori, i quali, mi permettono di pubblicare i loro meravigliosi testi in questo personale spazio. Ringrazio i  fotografi che mi permettono di usufruire di tanta bellezza.

Penso, sia una missione extra gravitazionale quella del poeta, una vera necessità, anzi direi una missione : il poeta è come il chirurgo, ma non come colui predisposto a tagliare una persona,  ma bensì a cucire gli strappi emotivi  dell'anima. 

La parola produce un effetto sensoriale anche per mezzo di una poesia, con essa ci si può ricongiungere a quella parte di se stessi, un se lontano, smarrito, mancante e pur già esistente.

In conclusione,  la poesia, è la colla che unisce le parti di un piatto di porcellana rotto a metà.

E' quella linea frastagliata, che congiunge. unisce, ciò che era, con quello che è, con ciò che sarà.

Poeticamente dicendo, troviamo tra le parole, la luce dove vedere noi stessi.

Chi apprezza la poesia è un essere umano che rinuncia alla propria razionalità, per intercettare qualcosa al di fuori di essa, e restituirla al mondo sotto forma di parola che cura.


Di conseguenza, dopo quanto scritto non posso smentire il mio pensiero, per tanto il mio augurio per questo  Santo Natale è che ciascuno trovi la "Parola", quella autentica e sincera unica Via che il Bambino di Betlemme ha donato a TUTTI, sia sempre Cristo la Via, la Verità, la Vita,  Elisir per le nostre Anime. 

Il solidale Amore di San Giuseppe 

ci protegga, 

la suprema Fedeltà degli Angeli aumenti il fuoco della nostra Fede, 

la generosità dei pastori sia l'unico  virus accessibile  al Cuore, 

La saggezza dei Magi disponga lo sguardo  nel vedere e adorare  il divino che sussiste nelle piccole cose. 

Lo sguardo tenero della Madre fasci ogni Umana miseria, 

La Divinità del Padre, rinnovi la sua Creazione in ciascuno di noi...

Amen, Amen, Amen. ❤️❤️❤️


BUON NATALE! 🎄

AUGURI! 💌💌💌


                Brunetta🌹

giovedì 23 dicembre 2021

Difetto di fabbrica


 Mentre vivo la mia vita,

Mentre sorseggio il sapore delle emozioni

Qualcuno, osserva ogni cosa del mio sogno. 

È solo un'anima senza cuore, non possiede gioia. Aspetta solo che io inciampi, per buttarmi a terra.

Sai chi è? 

Ieri, viveva guardando il mondo da dietro la finestra. 

Oggi, ti chiede l'amicizia su FB, e poi rimane come un ologramma in attesa di sapere tutto della tua vita.

In compenso  posta ogni cosa, tutte le sue imprese, se va a passeggio, se mette il guinzaglio al cane, se fa un castello sulla sabbia, se si mette un cerotto sul ditone, è così via. 

Non ha pace, della propria vita non è entusiasta stà così male..., difetto di fabbrica l'invidia, per questo la sua lingua lancia pietre. Vorrei tanto, almeno per Natale potesse  festeggiare, magari guardando il bue e l'asinello, si accorgesse quanto calore può portare un semplice respiro...

Anna By. 

Grandi?

 Bisogna diventare adulti per comprendere che gli adulti non esistono e che tutti noi siamo stati allevati da dei bambini che la corazza delle rughe e delle cicatrici hanno reso apparentemente grandi.


(Fabrizio Caramagna)


Alle donne magiche

 Ci sono donne semplici e dirette  

come eterne fanciulle, 

anime incontaminate,

un concentrato di energia creatrice,

che sanno amare in modo disinteressato, 

perché sono spontanee, 

piene di fantasia e di entusiasmo.

Donne che giocano nella spiaggia del tempo 

e vivono gioiosamente

l’unico tempo che esiste, il presente,

l’eterna magia dell’istante dell’anima.

Che hanno dimenticato chi erano un tempo

e non vogliono sapere chi saranno in futuro, 

ma sanno chi sono oggi. 

Che conoscono la magia 

ed il vero senso della vita, 

perché sono sincere e spontanee, libere e ribelli,

che non si fanno plasmare dalla società

e non seguono il vento del conformismo. 

Donne magiche, eternamente giovani,

che vivono serene e sorridono spesso.

Donne composte di anima, 

curiosità e meraviglie. 


Anna By. 












Il ricevere


 Il bambino da una parte riceve dall'altra impara. 

Il ricevere arriva alla sua bocca da un'altra bocca.

La vita da un'altra vita.

 L'ispirazione da un'altra ispirazione.

L'imparare, invece, giunge a lui poco, alla volta, 

senza fretta,

attraverso la disciplina e la fatica.

Se il ricevere è l'imparare non camminano di pari passo, 

il ricevere resta incompleto e l'imparare un'arida realtà. 



B. S. 🌹



giovedì 16 dicembre 2021

Cerco


 Cerco quel che non ho mai visto, 

che non ho mai sentito, 

mai ascoltato né osato immaginare.  

Sprofondo lassù tutte le notti

tra miliardi di sogni

perché voglio imparare a vedere il mondo

con gli occhi degli angeli 

e il cuore delle madri.


Anna By.