giovedì 18 giugno 2026

Nessuno alla finestra



Ho visto donne camminare

con l'inverno cucito nel cappotto,

e una domanda stretta in tasca

come una moneta consumata.

Dietro di loro,

ombre lunghe di parole,

davanti soltanto il sentiero

e il fiato bianco del mattino.

Non era il ferro delle offese

a piegare le loro spalle,

ma le finestre chiuse,

le tende immobili,

nessuno alla finestra

a dire:

"Ti vedo."

Il mondo conosce l'arte del silenzio,

la esercita bene,

come il mare conosce le sue maree.

Eppure cammini,

anche quando la strada

non ricorda il tuo nome.

Cammini,

con una piccola luce

nascosta tra le mani.

Perché perdere gli altri

non è perdere se stessi,

e il cuore,

a volte,

impara da solo la sua canzone.

Ci sono notti

che sembrano non finire mai,

notti dove perfino le stelle

appaiono lontane.

Ma chi attraversa il buio

finisce per parlare la lingua del buio,

e riconosce da lontano

gli occhi di chi sta cadendo.

Così un giorno

ti fermi accanto a uno sconosciuto.

Non chiedi la sua storia,

non chiedi chi abbia ragione.

Gli lasci soltanto

un poco della tua presenza,

come si lascia una lampada accesa

sul davanzale.

Forse la salvezza non fa rumore.

Forse non arriva

con eserciti o applausi.

Forse è soltanto questo:

essere la luce

che avremmo voluto incontrare

quando nessuno

si affacciava alla finestra.

E se domani qualcuno mi chiederà

dove ho imparato la pazienza,

non parlerò delle vittorie,

né delle ragioni avute.

Parlerò delle strade deserte,

dei passi ascoltati da sola,

e di quella luce ostinata

che non sapeva di essere alba.


B.🌹

Nessun commento:

Posta un commento