Ho visto donne camminare
con l'inverno cucito nel cappotto,
e una domanda stretta in tasca
come una moneta consumata.
Dietro di loro,
ombre lunghe di parole,
davanti soltanto il sentiero
e il fiato bianco del mattino.
Non era il ferro delle offese
a piegare le loro spalle,
ma le finestre chiuse,
le tende immobili,
nessuno alla finestra
a dire:
"Ti vedo."
Il mondo conosce l'arte del silenzio,
la esercita bene,
come il mare conosce le sue maree.
Eppure cammini,
anche quando la strada
non ricorda il tuo nome.
Cammini,
con una piccola luce
nascosta tra le mani.
Perché perdere gli altri
non è perdere se stessi,
e il cuore,
a volte,
impara da solo la sua canzone.
Ci sono notti
che sembrano non finire mai,
notti dove perfino le stelle
appaiono lontane.
Ma chi attraversa il buio
finisce per parlare la lingua del buio,
e riconosce da lontano
gli occhi di chi sta cadendo.
Così un giorno
ti fermi accanto a uno sconosciuto.
Non chiedi la sua storia,
non chiedi chi abbia ragione.
Gli lasci soltanto
un poco della tua presenza,
come si lascia una lampada accesa
sul davanzale.
Forse la salvezza non fa rumore.
Forse non arriva
con eserciti o applausi.
Forse è soltanto questo:
essere la luce
che avremmo voluto incontrare
quando nessuno
si affacciava alla finestra.
E se domani qualcuno mi chiederà
dove ho imparato la pazienza,
non parlerò delle vittorie,
né delle ragioni avute.
Parlerò delle strade deserte,
dei passi ascoltati da sola,
e di quella luce ostinata
che non sapeva di essere alba.
B.🌹

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