Mi abbandono ai pensieri soavi, attimi che vorrei durassero in eterno. Le nuvole si sono dissolte nell’azzurro, è tempo di assumere la posizione eretta e rientrare, quindi zaino in spalle riparto. Nel frattempo, giunge nella località una giovane coppia, lascio a loro il silenzio di cui ho goduto. Ritornando sui miei passi, percorro un breve tratto in discesa, mi fanno male le estremità dei piedi, le calze devono aver mollato, quindi decido di fermarmi, per fare il cambio con quelle che tengo nello zaino. Mentre eseguo le operazioni, una bella farfallina gialla a pois si ferma sul piede destro, temporaneamente sprovvisto di scarpone, poi risale per i pantaloni, fermandosi sulla maglia di questi ultimi. Effettivamente il tessuto (pantaloni da rocciatore) ricorda la cotta maglia delle armature dei cavalieri medievali. Ho compreso, essa, la farfallina, è una principessa che ha subito un miserando sortilegio da una vecchia strega, e quando incontrerà il suo cavaliere, lo bacerà, e l’incantesimo svanirà. La storia non mi giunge nuova. <<Cara farfallina, ci sono degli impedimenti: In primis io non sono un principe, ma un Malfattore, e anche quando fossi nobile avrei declinato la proposta perché sono già sposato, quindi, essendo un soggetto non praticabile mi devo congedare da te.>> La bella farfallina con un battito d’ali vola via, in cerca del suo principe, ne osservo il volo, e penso! << Se fosse stata azzurra a pois neri, chissà!>>. Ripreso il cammino, raggiungo in breve tempo la località dove ho lasciato l’auto.
Malfa.

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