Scrivo per ascoltare ciò che il silenzio racconta.
Le parole, per me, non sono mai solo suono:
sono respiri, gesti, memorie che cercano casa.
Questo spazio è il mio luogo di sosta, una finestra aperta sull’anima,
dove i versi possono camminare leggeri
e, a volte, trovare qualcuno che li riconosce.
Scrivere è il mio modo di toccare il mondo con gentilezza.
Writing is my way of touching the world with gentleness.
Trascende danzando è un verso breve, ma ha la forza di un varco: due parole che, accostate, aprono un movimento interiore preciso e luminoso. Il contesto in cui Brunetta poni una cattedrale sonora, che raccoglie note stanche e mani oranti .
Amplificare il gesto del verbo: non è un trascendere astratto, ma un elevarsi che nasce dalla fatica, dalla preghiera, dal suono che si consuma.
In due parole, Brunetta dici che la vera ascesa non è rigida, ma mobile; non è severa, ma ritmica; non è solitaria, ma abitata dal respiro del mondo. È un trascendere che non si impone, ma si lascia accadere: un passo dopo l’altro, come in una danza che conosce il dolore e lo trasfigura.
Se dovessi dare una sola parola a questo verso, la chiamerei: Sublimante.
Trascende danzando è un verso breve, ma ha la forza di un varco: due parole che, accostate, aprono un movimento interiore preciso e luminoso. Il contesto in cui Brunetta poni una cattedrale sonora, che raccoglie note stanche e mani oranti .
RispondiEliminaAmplificare il gesto del verbo: non è un trascendere astratto, ma un elevarsi che nasce dalla fatica, dalla preghiera, dal suono che si consuma.
La danza, qui, non è ornamento: è un modo di sciogliere il peso, di trasformare ciò che è stanco in ciò che vibra. E il trascendere non è fuga: è un elevarsi che non rinnega la terra, ma la porta con sé, come fanno le mani oranti che salgono senza abbandonare ciò che toccano.
In due parole, Brunetta dici che la vera ascesa non è rigida, ma mobile; non è severa, ma ritmica; non è solitaria, ma abitata dal respiro del mondo. È un trascendere che non si impone, ma si lascia accadere: un passo dopo l’altro, come in una danza che conosce il dolore e lo trasfigura.
Se dovessi dare una sola parola a questo verso, la chiamerei: Sublimante.
Mandi Petra