giovedì 15 settembre 2022

Alla bambina che ero


 


Un abbraccio alla bambina che ero, 

timida e insicura. 


A quella bambina delicata e sensibile 

che ha pianto, ha sofferto, si è sentita sola. 


Un abbraccio alla donna che sono diventata, testarda e imperfetta ma sempre sincera, Guerriera con il Cuore sempre troppo scoperto.


Alla donna che sta cercando di perdonarsi e che non smette mai di sognare. 


Per la donna che sono, per tutto l'Amore che ho dentro, per le mie vittorie e le mie sconfitte, per tutte le volte che mi sono rialzata, per tutti i mostri che ho affrontato.


 Un abbraccio alla bambina che sono ancora e che sarò sempre, con le favole nel Cuore e mille sogni dentro gli occhi.




_______- ( Scrittori di razza) 🌍_________



mercoledì 14 settembre 2022


 Scrivo per  chi non è mai stato capito,

scrivo a chi ha il cuore fasciato e deriso. 

Scrivo a te, 

che ami ogni granello di sabbia del mare, 

ma non lo fai sapere

non è gelo questo tuo silenzio, 

è fuoco nell'anima, 

ti guardo, tu mi vedi... 

ardi per me 

io scrivo con te... 


Anna By.🦋 

martedì 13 settembre 2022



 


Una madre e sua figlia stanno camminando sulla spiaggia.

Ad un certo punto la bambina dice: “Mamma come si fa a mantenere un’amicizia?”

La madre guarda la figlia sorridendo e poi gli dice: “Raccogli un po’ di sabbia.”

La bimba si china e raccoglie una manciata di sabbia finissima.

La madre allora, sempre sorridendo: “Ora stringi il pugno…”

Lei, stringe la mano attorno alla sabbia e vede che, più stringe,

più la sabbia gli esce dalla mano.

“Mamma, la sabbia se ne scappa…”

“Lo so, cara… Ora tieni la mano completamente aperta…”

La bimba ubbidisce, ma una folata di vento porta via parte della rimanente.

“Anche così non riesco a tenerla…”

E la madre, sempre sorridendo:

“Adesso raccogline un altro po’, e tienila con la mano aperta a cucchiaio…

così.. abbastanza chiusa per custodire, e abbastanza aperta per la libertà”.

Lei, riprova, e questa volta la sabbia non sfugge dalla mano, ed è protetta dal vento.

“Ecco come far durare un’amicizia…”


(Kherydan)

lunedì 12 settembre 2022

L'emozione del Tempo❤️

 Il tempo è un'emozione, ed è una grandezza bidimensionale, nel senso che lo puoi vivere in due dimensioni diverse: in lunghezza e in larghezza. Se lo vivete in lunghezza, in modo monotono, sempre uguale, dopo sessant'anni, voi avete sessant'anni. Se invece lo vivete in larghezza, con alti e bassi, innamorandovi, magari facendo pure qualche sciocchezza, allora dopo sessant'anni avrete solo trent'anni. Il guaio è che gli uomini studiano come allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla.


Luciano De Crescenzo


domenica 11 settembre 2022

Mi piacciono

 

i timidi

che sulle guance

hanno i tramonti 

che nel silenzio 

hanno le parole giuste

che negli occhi

hanno i ti amo mai detti

che prendono spinte

e si scusano

che bevono piano

e guardano l'acqua nel bicchiere


mi piacciono 

i timidi

che non si fanno vedere

che hanno rinunciato alle feste

che stanno lì

a casa

soli

a riempire i mondi

dal lato della finestra

sbagliato


mi piacciono

i timidi

che con la testa bassa

portano il peso di tutto il cielo

e cadono

e cadono le stelle

dentro loro

ma nessuno

guardandoli

esprime desideri,

sciocchi!


mi piacciono

i timidi

perché salvano il mondo

senza saperlo

e quando lo vengono a sapere

dicono che non sanno

chi è stato.


[Gio Evan]🌍



sabato 10 settembre 2022


 I funghi sono simbolo di ricchezza nascosta, essere attratti dai funghi denota pragmatismo e amore per la terra. Sono vegetali misteriosi: non possiedono radici, foglie, fiori. 

Il mese di settembre è uno dei momenti migliori per raccogliere i funghi, questo è un mese di passaggio tra due stagioni. È un momento magico per raccoglierli perché il fungo è da sempre ritenuto il portale verso il regno sovrannaturale.

Il fungo ama i terreni umidi, rappresenta il lato femminile della natura, è sinonimo di protezione, nutrimento, ma anche di pericolo. 

Marco Gusmaroli 🍃

(Foto dell'autore) 


venerdì 9 settembre 2022

🙏

 Il ponte di Londra è caduto...❤️


Buon viaggio, Queen Elisabeth



 IL FUMO DI STOLVIZZA

Tanto fumo e poco arrosto. Sembra un paradosso, una stravaganza, ma non lo è. Tanto fumo e poco arrosto, sta ad indicare come in una situazione ci sta troppa apparenza, ma nel concreto c’è poca sostanza. Così come una brace con tanto fumo potrebbe non avere molta carne a cuocere, così in una situazione ci si può lasciare ingannare da presupposti che alla fine non si rivelano concreti.

Nel mese di luglio di quest’anno, era il giorno 13, percorrendo la strada che da Resia porta a Resiutta ho incontrato, in quel tratto di strada, almeno quelli che ho visto io, sei pullman sloveni, tutti della ditta Nomago. Ho pensato, probabilmente, quei veicoli, quelle persone a bordo, facilmente,  o probabilmente, andranno in pellegrinaggio al nostro Santuario della Beata Vergine di Prato di Resia, ma poi ho riflettuto, vuoi vedere che invece di andare a Prato tutte quelle persone andranno a Stolvizza, in gita per farsi vedere, a prendere contatto con i propri consimili?  Ma cari stolvizzani, almeno quelli che hanno un po' di buon senso, fatte tutti parte della dichiarata “Minoranza slovena a Resia/Stolvizza”? Oppure è tutta una messa in scena, propaganda politica per far vedere quel massiccio interesse degli sloveni verso Resia, quell’interesse di bottega: musica, danza, lingua, in sostanza tutta la nostra cultura, anche se la genetica smentisce. Un metodo, un sistema degli ignari che si prestano a questo gioco. Ma a che gioco giochiamo?

Concentrarsi maggiormente su una questione che premia, si può dire una parte, percorrendo strade che alla maggioranza dei resiani non è confacente, creando frizioni che risvegliano campanilismi e provincialismi, una parte ingorda e mirata facendo il tutto per calpestare la nostra identità, unica e inimitabile, che non si confonde, che non imbroglia, aprendo le porte a quella parte che ambisce, a dire, un domani, o nel futuro immediato: to naŝä Resija. Lo stanno già facendo e cercano di legittimarlo, dopo aver razziato, musica, danza e favole, facendole passare, in seguito, come propria cultura, senza aver né arte né parte.

Solo per una parte però, la frazione di Stolvizza, vista con tanta insistenza e presenza slovena. Ma  la loro presenza, la loro assidua persistenza, è concreta, o è tutta una messa in scena?

Nessun resiano può dichiararsi legittimamente di nazionalità slovena perché i Resiani non hanno mai condiviso con la Slovenia, nel passato e nel presente, né territorio, né storia, né usi e costumi, né lingua e, dulcis in fundo, così anche genetica, quindi per noi sono dei perfetti sconosciuti, e per tale motivo non hanno, non hanno mai avuto e non avranno mai la nostra corrispondenza.

Quella parte, quella porzione di Resia, invece di unire, disgrega, per ambizione,  per interessi personali, con la compiacenza di chi non vede, non sente, non parla, lasciando così eccedere una parte, quella parte che si autodefinisce minoranza slovena a Resia, chissà per quale volontà, forse per quella Divina? Ma la maggioranza? Dov’è la maggioranza? Lascia fare. Si lascia calpestare. È molto probabile, visto che non è sostenuta, e non viene aiutata da quella parte politica italiana che, invece di premiare i resiani per aver scelto l’Italia nel 1866, e confermare tale “credito” anche il 1 aprile 1946, quella fedeltà alle istituzioni italiane, non particolarmente dovute, forse cercate, molto probabilmente sollecitate, se non imposte, lascia correre senza intromettersi. Siete sicuri, istituzioni italiane, che Resia sia contenta e soddisfatta di voi? Siete consapevoli che Resia accetti, di buon grado, questa situazione che si è venuta a creare? È indubbio all'incontrario.

Si tacce perché, forse, consapevoli di non avere una forza sufficientemente forte per contrastare quella invadenza che, in tutti i modi, cerca di prendere quella parte, quella parte della Slavia friulana, Resia in particolare, che gli è sempre stata negata, oppure per qualche motivo, confuso, si lascia fare per tornaconto?

Si dice che il tempo è galantuomo. È una frase che usiamo spesso, significa che, alla fine, il tempo ristabilisce la verità, ripara i torti, cura ogni cosa, dà ragione ai giusti. È probabile che tutto questo potrebbe verificarsi, nel frattempo veniamo presi per i fondelli, forse derisi e quasi certamente ci stiamo indebolendo, lasciando spazio, sempre più ampio, a quella parte che non merita rispetto, non merita alcuna considerazione di appartenenza alla stirpe resiana, perché ha tradito e sta tradendo le proprie origini, abbracciando una realtà, una realtà che non è la nostra,  perché non è mai stata nostra. Noi, con quella parte non abbiamo nessuna assonanza, nessuna affinità, tanto meno nel linguaggio, anche se testardamente continuano a conferire alla lingua “resiana” la condizione di dialetto della lingua dialettale slovena. Matti si ma non deficienti, quindi bisogna saper attendere, il tempo è gentiluomo e ricompensa la pazienza. Quando il fuoco non verrà più alimentato come oggi, quando cominceranno a scarseggiare i rifornimenti, verrà quindi quel momento in cui bisognerà pensare ai cambiamenti, ai ripensamenti, anche in modo inaspettato. I  nodi cominceranno a venire  al pettine, allora si inizierà a  ragionare più concretamente,   perché dopo tanto fuoco, tanta carne al  fuoco, alla fine potrebbe rimanere solo il fumo. Non mi auspico anche le macerie.

Franco Tosoni



giovedì 8 settembre 2022

 La Vera Bellezza di una Donna è sospesa tra femminilità e sensualità. 

Non è in un corpo perfetto, 

né in un abito provocante, 

ma nell’energia che emana, quel raro uragano di sorrisi e passioni che trasforma in bellezza ogni umano difetto.      

Donne che, anche innamorate, profumano di libertà. 

Donne che fanno della fragilità la loro forza. 

Donne che fanno bene l’amore perché hanno l’anima attaccata al corpo e così, godono doppio. 

Donne che, dopo ogni istante condiviso, vedi sempre più belle. 

Che ti inchiodano con le parole. 

Che ti travolgono di passione. 

Che ti commuovono con gesti teneri. 

Che si aprono in risate cristalline, da far tremare il mondo intero. 

Donne così non hanno bisogno di nessuno e amano in piena libertà di sentimento. 

Indomabili, ma fedeli al proprio cuore e a se stesse. 

Capaci di solitudine e quindi insostituibili compagne di intimità. 

Se incontrate una Donna così, concedetevi il coraggio di viverla, 

di respirarla anche solo per un attimo. 

Vi insegnerà la vera Bellezza e la gioia di Essere Complici, 

la forma più intensa dell’Amore. 


(Letizia Cherubino)




mercoledì 7 settembre 2022


 Ci saranno dei giorni in cui non vedrai alcun motivo per andare avanti. Va bene. Ci saranno dei giorni in cui persino il pensiero di alzarti dal letto ti farà venire voglia di piangere. Va bene anche questo. Ci saranno dei giorni in cui non ti ricorderai nemmeno come si fa a piangere, o a sorridere, o a vivere, in cui la stanchezza ti peserà sulle palpebre e sulle ossa fino a schiacciarti. Ne avrai ogni ragione. Ma ricordati sempre che ciò che senti non dura per sempre. Che è tutto temporaneo. Che qualcuno, prima di te, ha provato quello che provi tu adesso, ed è sopravvissuto. Le foglie cadono ogni autunno, e soltanto perché non sei un sempreverde - soltanto perché anche tu sfiorisci, mentre altri riescono a non farlo - non vuol dire che tu sia sbagliato e che sia tutto finito. Va bene cadere. Va bene. Quando arriveranno quei giorni, ricorda le cose per cui vale la pena andare avanti, qualsiasi piccola cosa - il prossimo film in uscita, un amico che ti invita a uscire, il libro che non hai ancora letto. Ricorda che tutto prima o poi finisce, che il sipario prima o poi deve sempre calare su tutto. Lascialo calare sulle amicizie finite, sugli amori passati, sulla tristezza che ti stringe la gola, sulle cattiverie che ti hanno detto, sui tuoi sbagli, sui rimpianti, sulle parole che non avresti dovuto pronunciare, su tutte quelle piccole cose che ti pesano sulle spalle come macigni. Lascialo cadere su tutto, tranne che su di te. Mai su di te. Perché non lo meriti. Perché meriti di più di un sipario chiuso, di un copione finito in tragedia. Perché meriti di stare bene, e ti prometto, ti prometto che succederà e sarai felice di non aver deciso di lasciarti andare. Ti prometto che un giorno ti sveglierai e andrà tutto bene. Fino ad allora, tieni duro. Alzati dal letto quando sembra impossibile. Esci quando vorresti rinchiuderti dentro. Apprezza le cose belle quando vorresti solo piangere. È una bella vita, in fin dei conti, te lo giuro. È una bella vita. E tu la meriti.


Carmelita Zappalà