domenica 30 gennaio 2022

 30 GENNAIO 2022

L❤️VE

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Riccardo Muti, 

il dolore di un italiano


"Ottant'anni a breve e mi sono stancato della vita. È un mondo in cui non mi riconosco più. E siccome non posso pretendere che il mondo si adatti a me, preferisco togliermi di mezzo... come nel Falstaff, 'tutto declina'. 

Ho avuto la fortuna di crescere negli anni 50, di frequentare il liceo di Molfetta dove aveva studiato Salvemini, con professori non severi, severissimi... Rimpiango la serietà. 

Rimpiango lo spirito con cui Federico II fece scolpire sulla porta di Capua, sotto il busto di Pier delle Vigne e di Taddeo da Sessa, il motto: 'Intrent securi qui quaerunt vivere puri' 

(Entrino sicuri coloro che intendono vivere onestamente). Questa è la politica dell’immigrazione e dell’integrazione che servirebbe...

Non so se dopo la morte davvero ci rivedremo in un mondo migliore... non lo so. Certo non nei Campi Elisi. Spero ci sia tanta luce... mi basta che non ci sia la metempsicosi. Non ho voglia di rinascere, tanto meno ragno o topo, ma neanche leone. Una vita è più che sufficiente». 

Ho avuto una formazione cattolica. Ho ammirato molto papa Ratzinger, anche come magnifico musicista. Non credo nei santini di Gesù biondo. Dentro di noi c’è un’energia cosmica che ci sopravvive, perché è divina. Ricordo la morte di mia madre Gilda: ebbi netta la sensazione che il suo corpo diventasse pesante come marmo, mentre si liberava un flusso, l’energia vitale... 

Il lockdown l'ho passato a studiare, ma a parte lo studio, è stato orribile. La disumanizzazione si è fatta ancora più profonda. La mancanza di rapporti umani è terrificante. Entri al ristorante e vedi al tavolo cinque persone tutte chine sul loro smartphone... Io non lo posseggo e non lo voglio... La tv avrebbe dovuto approfittare del lockdown per fare trasmissioni educative. 

Invece, a parte qualche bel documentario, siamo stati invasi da virologi, da sedicenti 'scienziati'. Per me scienziato era Guglielmo Marconi!... La banalità della tv e della Rete, questo divertimento superficiale, la mancanza di colloquio mi preoccupano molto per la formazione dei giovani.

Non sono né di destra né di sinistra... Sono tra quelli che tentano di dare indicazioni utili... Io sono nato uomo libero e tale rimango. Sono cresciuto con dettami salveminiani, socialista non bolscevico. Non mi sono mai affiliato a una congrega... 

C’è un eccesso di politicamente corretto anche nella musica... con il Metoo, Da Ponte e Mozart finirebbero in galera. Definiscono Bach, Beethoven, Schubert 'musica colonialista': ma come si fa? Schubert poi era una persona dolcissima... 

C’è un movimento secondo cui dovrebbe esserci un equilibrio tra uomini, donne, colori di pelle diversi, transgender, in modo che tutte le questioni sociali, etniche, genetiche siano rappresentate. Lo trovo molto strano. La scelta va fatta in base al valore e al talento. Senza discriminazioni, in un senso o nell’altro. 

Credo nei viaggi dell’amicizia e della pace. Non lavori per il successo, la quantità di applausi e articoli ma lo fai perché capisci che la tua professione è una missione... 

Non ho paura della morte... Mi dispiace lasciare gli affetti... Da ragazzi andavamo la sera al cimitero a vedere i fuochi fatui. Ho conosciuto l’ultima prefica, Giustina: raccontava i pregi del morto, disteso sul letto nell’unica stanza della casa, la porta aperta sulla strada, alle pareti la foto del fratello bersagliere e dello zio ardito… 

Un mondo semplice e fantastico, che mi manca moltissimo. Per questo le dico che appartengo a un’altra epoca. Oggi il mondo va così veloce, travolge tutto, anche queste cose semplici, che sono di una profonda umanità... 

Ai miei funerali non voglio applausi. Sono cresciuto in un mondo in cui ai funerali c’era un silenzio terrificante... Quando sarà il mio turno, vorrei il silenzio assoluto. Se qualcuno applaude, giuro che torno a disturbarlo di notte, nei momenti più intimi..."

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Ieri sera prima di addormentarmi ho letto questo scritto di Riccardo Muti che mi ha toccato il Cuore e che oggi ho 

Voluto condividere con tutte voi 

dolci Anime di Luce.

Quanti di noi sentiamo spesso di appartenere ad un' altra epoca , quanti di Noi osservano questo mondo e vedono come si è disumanizzato.

Tutto segue sempre un filo 

a tutto c'è sempre un perché... anche quando

non riusciamo a capire immediatamente

 il motivo.

Il dolore ci insegna molte cose.

Osservare un mondo a cui non  sentiamo di appartenere ci sta sussurrando che è in noi 

giunta l' ora del cambiamento.

Tocca a Noi essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

Tocca a noi scegliere se Vivere o sopravvivere.

Tocca a noi dire NO a tutto ciò che non fa 

parte della nostra Essenza.

Tutti siamo giunti qua con una missione 

e il Dono di poter VIVERE questa esperienza...

Una vita senza Amore è come una terra senza Sole....l' AMORE è in tutti Noi ma se non lo ascolti...AMO, se non lo condividi..AMO  abbiamo solo sprecato questo dono e il tempo che abbiamo a disposizione.

Auguro a tutti Noi di ritornare a VIVERE e non a sopravvivere, di ritornare ad ascoltare il CUORE ,di ritornare a tendere una mano e di VIVERE LA REALTÀ che è intorno a Noi ❤️

Dolce bella Domenica a tutte voi dolci Anime Meravigliose

Da Cuore a Cuore

Da Anima ad Anima

Che il Sole splenda sempre 

dentro e fuori di Noi ❤️❤️❤️❤️❤️

Tashi Delek

Namastè

barby


venerdì 28 gennaio 2022

Cantilena dell'acqua💙💙💙


A una goccia
ho parlato di te.
Lei non ha mantenuto il segreto.
Ora tutta la pioggia,
ripete il tuo nome.



















 

Oggi vi parlo


 Buongiorno a tutti voi. Oggi vi parlo di: Andrzej Sapkowski, è uno scrittore polacco famoso principalmente per la serie di racconti fantasy con protagonista lo strigo Geralt di Rivia, da cui è stata tratta una serie di videogiochi iniziata con The Witcher nel 2007, un film e due serie televisive. Prima di diventare scrittore, Andrzej Sapkowski ha studiato economia e ha lavorato come rappresentante alla vendita per una società straniera. Sin da giovane si appassiona alla letteratura fantasy, specie ad autori quali J. R. R. Tolkien, Ursula K. Le Guin, Roger Zelazny, Michael Moorcock, Jack Vance, Stephen R. Donaldson e Marion Zimmer Bradley. Quando la celebre rivista fantascientifica polacca Fantastyka organizza un concorso letterario, decide di partecipare scrivendo il racconto Wiedźmin (Lo strigo). Il racconto ottiene l'attenzione inaspettata dei lettori polacchi e, spinto dalle loro richieste, Sapkowski decide di continuare a scrivere sullo strigo Geralt e di intraprendere la carriera di scrittore. Sapkowski ha vinto cinque premi Zajdel Awards, tre per i racconti Il male minore, La spada del destino e Nel cratere della bomba; e due per i romanzi Il sangue degli elfi e Narrenturm. Sapkowski ha vinto nel 2003 due premi spagnoli Ignotus: il premio per la miglior antologia con la raccolta Il guardiano degli innocenti, mentre con I Musicanti il premio per il miglior racconto di letteratura straniera. I libri di Sapkowski sono stati tradotti in ceco, russo, lituano, tedesco, spagnolo, francese, inglese, italiano, sloveno e portoghese. E ora veniamo al suo pensiero riguardo la letteratura: "Sai che cosa danno a un uomo gli studi universitari? La capacità di servirsi delle fonti. In ogni favola c’è un briciolo di verità. Amore e sangue. Hanno entrambi un immenso potere. Gli uomini amano inventare mostri e mostruosità. Così hanno l’impressione di essere loro stessi meno mostruosi. Quando bevono come spugne, imbrogliano, rubano, picchiano le donne con le briglie, fanno morire di fame la vecchia nonna, colpiscono con la scure una volpe presa in trappola o riempiono di frecce l’ultimo unicorno rimasto sulla terra, amano pensare che più mostruosa di loro c’è sempre la Mora che s’intrufola nelle casupole all’alba. Allora si sentono in qualche modo il cuore più leggero. E trovano più facile vivere. La conoscenza è un privilegio, e i privilegi si condividono soltanto coi propri pari."


giovedì 27 gennaio 2022

Cercami



Cercami 
tra le fessure del tempo

 Cercami
 nei paessaggi del cuore

Cercami 
tra l'emozione che non mi rese giustizia, 

Cercami 
negli occhi distratti del mondo

Cercami tra 
il respiro  di maggio

Cercami 
tra i sorrisi del grano

Sfiorami 
tra le parole 
 dell'anima 

Toccami 
tra la trasparenza della notte

Volami 
nel profondo dove gli Angeli riposano. 





Brunetta🌹 













 

mercoledì 26 gennaio 2022

Guadagno

 Il male è chi mi chiede quanto guadagno scrivendo poesia. Questo male non ha mai un volto preciso, può essere un amico, uno zio, un genitore, una persona sconosciuta. È un essere umano che esegue ogni giorno quello che ogni giorno non vorrebbe fare, e per questo motivo, a lungo andare, non riesce più a provare qualcosa di diverso ogni giorno, se non, obbedire a una tecnica di vita alla quale, secondo la sua visione, dovrei obbedire anch’io. Il semplice motivo che non lo faccio, a questa persona basta, per farmi (anche inconsciamente) del male.




Marco Sartori 

lunedì 24 gennaio 2022

Un abbraccio d'inverno




Non so di preciso 
cosa sia la magia, 
ma so che inizia sempre 
quando non te ne vuoi più andare.
                  Dai luoghi, 
                  dai pensieri, 
                  dalle persone. 
I fiocchi di neve sono tra le cose

più fragili della natura,

eppure guarda cosa possono fare

quando si fondono insieme....

              Dono di Speranza🌹


sabato 22 gennaio 2022

Una parte


 "C'è una parte di me completamente 

libera, priva di pregiudizi e regole, 

pure un po' hippie. 

L'altra parte di me, invece, é rigorosa, 

attenta a tutto, troppo rigida. 

Una farfalla con un'ala di piombo: 

é un

casino."


Susanna Casciani



venerdì 21 gennaio 2022

Oltre

 Quando un'anima lascia il suo corpo biologico, sopravvive un'espansione di coscienza, una sensazione di immensa pace e liberazione.


Le anime non partono mai da sole, nessuno muore da solo, di solito sono accompagnati da parenti che sono partiti prima e che vengono ad accompagnarli. Anche guide spirituali si fanno presenti per rassicurarli e accompagnarli nel loro percorso.


A volte vengono portati in luoghi di recupero, soprattutto se si è passati per una morte immediata o per una lunga e logorante malattia. O se ha avuto una vita difficile.


La persona che abbandona il proprio corpo riceve e percepisce con piacere i nostri pensieri di riconoscenza per la sua vita.


Possiamo sempre aiutarvi con le nostre parole e pensieri rassicuranti per evitare la vostra preoccupazione o attaccamento a questo piano.


L'anima saluta quando sente e percepisce che i suoi familiari sono più tranquilli. Di solito si fanno presenti nel loro corpo di energia attraverso i sogni.


Ciò di cui una persona ha più bisogno quando abbandona la propria base fisiologica è sentirsi e sapere che staremo bene.


Il più grande regalo che possiamo offrire a una persona quando abbandona il proprio corpo è la nostra stessa pace ed energia amorosa.


In onore di tutte le anime che stanno vivendo il loro transito o transizione.


Amore e Rispetto per tutti quelli che stanno licenziando una persona amata.




mercoledì 19 gennaio 2022

 Buongiorno a tutti voi. Oggi vi parlo di: Marcel Proust, che è stato uno scrittore e saggista francese considerato il maestro del romanzo moderno. Proust riceve un’educazione brillante e raffinata, circondato dall’amore dei sui genitori e di sua nonna. Frequenta ambienti mondani e i sui primi scritti preparano l’elaborazione dell’opera della sua vita: Alla ricerca del tempo perduto. Opera che è composta da sette romanzi a carattere autobiografico in cui i ricordi, il tempo e l’Arte sono temi ricorrenti. L’originalità di questo romanzo interminabile, “autobiografia fittizia” risiede nella sua costituzione: unione dei generi letterari, frasi lunghe, dialoghi senza punteggiatura, presenza massiva di parentesi e trattini (segno della distanza narratore-personaggi), cronologia scompigliata. Lo stile originale provoca fascino o rifiuto da parte del lettore. Alla ricerca del tempo perduto è simile a un romanzo di formazione, la “verità” viene conosciuta dal narratore nell’ultimo romanzo Il tempo ritrovato. Proust ha scritto anche una raccolta di poesie "I piaceri e i giorni", il suo primo libro (pubblicato postumo) è "Jean Santeuil", il saggio. E ora veniamo al suo pensiero riguardo alla scrittura: "Quando lavori per compiacere gli altri non puoi avere successo, ma le cose che fai per soddisfare te stesso hanno la possibilità di catturare l'interesse di qualcuno. Se vogliamo rendere la realtà sopportabile, dobbiamo tutti nutrire una fantasia o due. Per scrivere quel libro essenziale, un grande scrittore non ha bisogno di inventarlo ma semplicemente di tradurlo, poiché esiste già in ognuno di noi. Il dovere e il compito di uno scrittore sono quelli del traduttore. Un'ora non è solo un'ora, è un vaso pieno di profumi e suoni e progetti e climi. Solo con l'arte possiamo uscire da noi stessi, invece di vedere un solo mondo, il nostro, lo vediamo sotto molteplici forme. L'artista che rinuncia a un'ora di lavoro per un'ora di conversazione con un amico sa che sta sacrificando una realtà per qualcosa che non esiste. Non riceviamo saggezza, dobbiamo scoprirla da soli, dopo un viaggio attraverso il deserto che nessun altro può fare per noi, che nessuno può risparmiarci, perché la nostra saggezza è il punto di vista da cui arriviamo finalmente considera il mondo. La lettura è quel fecondo miracolo di una comunicazione in mezzo alla solitudine. Forse non ci sono giorni della nostra infanzia vissuti così pienamente come quelli che abbiamo trascorso con un libro preferito. L'unico vero viaggio, l'unico bagno nella Fontana della Giovinezza, sarebbe non visitare terre strane ma possedere altri occhi, vedere l'universo attraverso gli occhi di un altro, di cento altri, per vedere i cento universi che ciascuno di loro vede, che ognuno di loro è; e questo lo facciamo [con grandi artisti]; con artisti come questi voliamo davvero da una stella all'altra. Se sognare un po' è pericoloso, la cura non è sognare di meno ma sognare di più, sognare tutto il tempo. Ma a volte l'illuminazione viene in nostro soccorso proprio nel momento in cui tutto sembra perduto; abbiamo bussato a tutte le porte e loro non si aprono sul nulla finché, alla fine, inciampiamo inconsciamente contro l'unica attraverso la quale possiamo entrare nel regno che abbiamo cercato invano per cento anni - e si apre."