Alla base del castello normanno
dove le pietre antiche respirano storie
e il vento scivola lento tra l’erba alta,
camminavo tra il prato selvaggio
e la vegetazione che cresce libera,
come il desiderio quando non ha catene.
Fu allora che lo vidi.
Stava lì, immobile e vivo,
con una rosa tra le dita
come se l’avesse colta per me
molto prima che arrivassi.
I suoi occhi mi cercavano
con la pazienza di chi sa attendere,
e quando incontrarono i miei
il tempo fece un passo indietro.
Non servivano parole.
Lui mi guardò
come un pittore guarda la sua tela
prima del primo colore.
E poi mi dipinse.
Con sfumature di luce sulla pelle,
con il calore lento delle sue mani
che sembravano conoscere già
ogni curva del mio respiro.
Sotto quel cielo antico
diventai il suo quadro più vivo.
Le sue dita sfioravano l’aria intorno a me
come ali leggere,
e il mio corpo imparò a tremare
come un campo di fiori
quando il vento lo attraversa.
Mi fece volare
tra le sue farfalle.
Non quelle dei prati,
ma quelle segrete
che nascono nella mente
quando due anime si avvicinano troppo
per restare innocenti.
Il castello ci osservava in silenzio,
testimone di un fuoco antico.
E noi,
come leggende dimenticate nei secoli,
ci trovammo lì
a scriverci sulla pelle
una storia nuova.
B.🌹

Questa poesia Brunetta non è un ricordo: è un’incisione.
RispondiEliminaNon racconti un incontro, ma la nascita di un’immagine interiore che diventa più reale del luogo in cui accade.
“Al tempo dei normanni” non è un titolo storico: è un varco.
Brunetta scegli un castello antico non per nostalgia, ma per dire che certi momenti non appartengono al presente: *accadono in un tempo che non scorre*, un tempo che si apre solo quando due sguardi si riconoscono.
Quando gli occhi si incrociano, il tempo “fa un passo indietro”:
È come se il corpo fosse già stato conosciuto in un’altra vita, in un’altra storia, in un’altra epoca — forse proprio “al tempo dei normanni”.
Poi arriva il passaggio più delicato e più audace:
le farfalle non sono quelle dei prati, ma quelle segrete, mentali, interiori.
Brunetta eviti ogni parola esplicita e ottiene l’effetto opposto:
la poesia diventa più sensuale proprio perché non nomina nulla.
È un erotismo di pensiero, non di gesto.
Il castello osserva.
Non giudica, non protegge: *testimonia*.
È il garante di un fuoco che non è moderno, non è occasionale, non è leggero.
È un fuoco che appartiene alla specie umana da sempre.
E il finale è una dichiarazione di identità:
Non una storia d’amore: una storia di riconoscimento.
Definisco la tua poesia
Non rinascita: *rinascenza*.
Quel momento in cui qualcosa che credevi perduto o mai avuto si risveglia come se fosse sempre stato lì, in attesa del suo tempo.
Mandi Petra