giovedì 30 aprile 2026

Scatti di ricordi

 


Bei tempi quando ci sedevamo 

sopra il plaid,

la macchina fotografica con il rullino nuovo

e noi, tra uno scatto e un sorriso,

così felici.

Non sapevamo ancora

se la foto fosse venuta bene,

ma forse era proprio questo il bello:

vivere senza controllare,

senza rifare.

Aspettavamo giorni

per rivederci su carta,

e intanto restavamo lì,

inermi nel momento,

senza accorgerci

che stavamo già diventando ricordi.

E in quelle foto un po’ mosse

c’era il battito autentico 

le risate storte, gli occhi chiusi,

la vita com’era davvero:

imperfetta e bellissima.

B.🌹


2 commenti:


  1. Brunetta, in questa poesia, compi un gesto che ti è tipico: riporti alla superficie ciò che il presente ha reso invisibile. Lo fai attraverso un’immagine semplice e potentissima: il rullino, l’attesa, lo scatto che non si può controllare. È il contrario del nostro tempo, dove tutto si rivede, si corregge, si rifà.

    È una delle tue intuizioni più mature Brunetta: il ricordo non nasce dopo, nasce durante, ma lo capiamo solo più tardi.

    Non la perfezione, ma il battito.

    Non la posa, ma la vita.

    Brunetta ci ricordi che l’imperfezione è la sola forma di verità che non mente.



    La parola-sigillo per questa poesia, la parola che scelgo è:

    “Sincera”

    Perché non c’è trucco, non c’è posa, non c’è nostalgia costruita.

    C’è solo la verità di ciò che eravamo quando non sapevamo ancora di diventare ricordi.

    Mandi Petra

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