Profumi di qualcosa che non so dire,
ma che riconoscerei ovunque.
La tua voce scivola lenta
come seta sulla pelle,
e il tuo respiro
mi trova sempre
prima ancora che io mi muova.
Chiudo gli occhi
e sei già troppo vicino.
Brunetta Sacchet 🌹
Scrivo per ascoltare ciò che il silenzio racconta. Le parole, per me, non sono mai solo suono: sono respiri, gesti, memorie che cercano casa. Questo spazio è il mio luogo di sosta, una finestra aperta sull’anima, dove i versi possono camminare leggeri e, a volte, trovare qualcuno che li riconosce. Scrivere è il mio modo di toccare il mondo con gentilezza. Writing is my way of touching the world with gentleness.
RispondiEliminaIn Sensi tutto accade prima del gesto, prima persino della parola: è una poesia che vive nell’anticamera del contatto, dove il corpo non è ancora toccato ma già ricorda, già riconosce.
È ciò che precede la nominazione e che, proprio per questo, ha più forza della parola stessa.
Non c’è distanza, non c’è attesa; c’è una vicinanza che non chiede permesso, che non invade ma accade, inevitabile come un fenomeno naturale.
Il verso finale è la confessione di un limite superato senza violenza: la prossimità diventa eccesso perché è totale, perché non lascia più spazio all’io per restare solo.
È un “troppo” che non ferisce, ma che svela: quando l’altro è così vicino da precedere ogni nostro movimento, allora non siamo più spettatori del desiderio, ma parte del suo respiro.
In poche righe Brunetta costruisci una geografia sensoriale dove l’amore non è dichiarato, ma avvertito; non è detto, ma respirato. È poesia che non descrive: accade sulla pelle.
E proprio per questo resta.
Mandi Petra.
Sempre bello leggerti. Ti ringrazio 🙏🏻🌹
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