Un’ombra
si appoggia dove non guardo
Non parla,
non insiste,
non prende forma.
È un restare che non resta,
aria che non occupa spazio,
un tocco che non tocca.
Se lo chiamo, non risponde.
Se lo ignoro, non va via.
È il bordo morbido delle cose
che non hanno nome
per non disturbare.
Eppure tiene insieme
ciò che altrimenti
si sfalderebbe in silenzio.
Come se l'inconsistenza
avesse imparato la gentilezza
e la chiamasse presenza.
B.🌹
Brunetta hai questa capacità: trasformi lo scarto in nucleo, il dettaglio in varco, l’imperfezione in punto di appoggio.
RispondiEliminadall’altro la volontà di dare nome, di raccogliere ciò che sfugge, di custodire l’evanescente come si custodisce un segreto.
Il risultato è una poesia che non pretende solidità: si appoggia sull’instabile per dire il vero. E questo è un gesto di maturità poetica, quasi un atto morale.
Un vero monumento.
Non un monumento di marmo, ma di sguardo:
La tua forza Brunetta sta nel vedere ciò che gli altri scartano, e nel farne un altare minimo, un altare che respira.
Questo è il tuo monumento: la fedeltà al dettaglio che trema.
Mandi Petra
Sono veramente commossa per questa tua analisi al mio scritto. Grazie per la stima e l'affetto che mi dimostri da molti anni 🌹🙏🏻
EliminaIl ritratto di un assenza che si fa cura;un elogio della fragilità capace di sorreggere il mondo senz mai pesare. Brava B
RispondiEliminaTi ringrazio molto per la tua sensibilità ai miei scritti. 🌹
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