Mi volevano recinto,
ma io sono orizzonte.
Mi volevano misura,
ma io sono il vento che
non si può contare.
Cercavano la mia resa,
ma io ho radici che
bevono nel buio e
sanno aspettare la luce.
Mi volevano silenzio,
ma io sono il rumore
della pioggia che scava,
del germoglio che spacca
la pietra.
Non cercatemi nei binari,
non mi troverete nei calcoli.
Io abito dove la terra pulsa,
dove il tempo non ha orologio
ma solo il ritmo del cuore.
Hanno provato a recidermi,
ma hanno dimenticato
che io non sono un fiore reciso...
Io sono il terreno.
E il terreno non si sposta.
Il terreno resta.
Jana Selene

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