C’è stato un tempo in cui ogni complimento mi sembrava una domanda travestita.
E io, invece di accoglierlo, cercavo la sua smentita.
Poi la maestra mi disse che la bellezza non è una superficie senza incrinature,
ma una forma che si lascia riconoscere anche nell’ombra.
Allora non lo compresi.
Adesso sì.
Oggi tutto sembra senza peso: volti senza origine, pelle senza memoria, sguardi che non trattengono nulla.
Bellezze leggere, come se non avessero mai attraversato nulla.
E mi domando cosa resta quando lo sguardo si allontana.
È come osservare l’acqua.
C’è il fiume, che riempie lo spazio e chiede di essere visto.
C’è il ruscello, che conosce le pietre una ad una e continua anche quando nessuno lo nomina.
E poi c’è il tempo, che passa e non lascia appartenenza, solo variazioni.
Forse anche gli sguardi sono così:
non ci definiscono, ci attraversano.
Io non voglio diventare ciò che si guarda una sola volta.
Voglio diventare ciò che non smette di scorrere.
Perché ciò che è vero non ha bisogno di essere trattenuto.
Gli basta continuare.
B.🌹

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