venerdì 17 aprile 2026

Opposto lato ( Estratto da raccolta di "Sorgente")



C’è stato un tempo in cui ogni complimento mi sembrava una domanda travestita.

E io, invece di accoglierlo, cercavo la sua smentita.

Poi la maestra mi disse che la bellezza non è una superficie senza incrinature,

ma una forma che si lascia riconoscere anche nell’ombra.

Allora non lo compresi.

Adesso sì.

Oggi tutto sembra senza peso: volti senza origine, pelle senza memoria, sguardi che non trattengono nulla.

Bellezze leggere, come se non avessero mai attraversato nulla.

E mi domando cosa resta quando lo sguardo si allontana.

È come osservare l’acqua.

C’è il fiume, che riempie lo spazio e chiede di essere visto.

C’è il ruscello, che conosce le pietre una ad una e continua anche quando nessuno lo nomina.

E poi c’è il tempo, che passa e non lascia appartenenza, solo variazioni.

Forse anche gli sguardi sono così:

non ci definiscono, ci attraversano.

Io non voglio diventare ciò che si guarda una sola volta.

Voglio diventare ciò che non smette di scorrere.

Perché ciò che è vero non ha bisogno di essere trattenuto.

Gli basta continuare.

B.🌹

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