venerdì 21 agosto 2026

📘La solitudine del Re dei Re.

 



Anche il giorno prima della Passione 

gli Apostoli domandarono a  Yeosha:

" Signore mostraci il Padre". Cristo rispose loro: " Come potete dire: Mostraci il Padre? Non credete che io sono nel Padre e il Padre in me?...Se non altro credetelo per le opere stesse...Io e il Padre siamo una cosa sola". (Gv 14,9-11;10.30). Contrariamente al profeta, gli apostoli non vedono Yeovah. L' uomo è in grado di percepite ciò che normalmente sfugge ai cinque sensi, gli altri rappresentano il punto di vista dell' uomo comune: dubbioso, materiale, desideroso di vedere le cose convenzionalmente, di toccarle 'con mano'.

Il Messia sa benissimo che l' incorporeo ed il corporeo sono aspetti opposti di una stessa realtà, per questo motivo mette costantemente in risalto la legge della Dualità nell' Unità. Nel caso in esame lo fa riprendendo le parole degli apostoli:"Come potete dire, mostraci il Padre?" Riprendendo la stessa frase interrogativa dei discepoli si pone, strutturalmente parlando, di fronte ad essi. Certamente lì guarda negli occhi, rafforzano nelle loro teste l'idea di una contrapposizione generata da una ben precisa direttiva cosmica. Così facendo il dialogo in sé diviene espressione vivente dell' esistenza della coppia in seno ad uno. Gesù e gli apostoli si trasformano in attori reali incarnanti la duplicità strutturale caratterizzante tutte le unità del creato. Quando il profeta di Betlemme prende la parola, l' energia del Verbo partita dai discepoli si trasferisce nella sua area del linguaggio, laddove il significato e la percezione acuta della parola fanno di lui il Messia. E di fronte ad essi, sicuramente li osserva in volto, facilitando l' interscambio di parole; ciò nonostante non è difficile immaginare una sorta d'imbarazzo da parte degli apostoli di fronte alla reiterazione della domanda posta al grande Rabbi, il quale aggiunge: " Non credete che io sono nel Padre e il Padre in me?" sottolineando, questa volta, la propria natura speculare rispetto a Dio.

Leggendo attentamente questa frase, è percepibile il movimento di andirivieni dell' Energia Evolutiva, ovvero dello Spirito Santo, grazie alla costante 'Scambio Laterale'.

' Io sono', da una parte  (Sinistra), e nel 'Padre' dall' altra (Destra), simboleggiano i due enti contrapposti generati dalla Dualità strutturale. In perfetta sintonia con la legge del Raddoppiamento, prevista dall'organizzazione creatrice, Cristo ripropone il va- e-vieni dell' Energia completando l' insegnamento con le parole: "Il Padre ( è ) in me, laddove " il Padre" raffigura il lato Direttore dell' esistenza, quello Destro, e i due vocaboli ' in me', quello 'Non Direttore', cioè il versante Sinistro della struttura di fondo. Prese a due a due le parole" Io sono nel Padre" e il " Padre in me", annunciano per altro l'avvenuto Qorban con l'Onnipotente, di modo che, Elohim, interiorizzato per sempre, può impartire gli ordini vitali e soprannaturali alla coscienza del Figlio. In definitiva il dialogo fra le opposte fazioni, nella sua interezza, racchiude simbolicamente un certo numero di archetipi primordiali: 'l Unità, la Dualità, la Sinistra, la Destra, lo Scambio Laterale, l' Energia Evolutiva, il raddoppiamento e l' Unione dei Contrari. Non è sorprendente questa maniera d'agire?

- Continua...


Estratto dal Libro Saggio: 

 Testa e Croce. 

Autore: Edoardo Flaccomio. 


( pagine 51- 52.)


2 commenti:

  1. La prima volta che leggo un passo del Vangelo con una visione così acuta e rispettosa . Complimenti all' Autore. Antonella Russo.

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