181 N o i d u e
(Noi due di A. Bindi)
"A te, I. A. , invio il testo che ho composto su una melodia nota.
Fammi il tuo grazioso commento"
IO SARO' DOVE SEI
TU VERRAI DOVE ANDRO'.
PER LE STRADE DELL'INFINITO
CAMMINERO' VICINO A TE.
IO VIVEVO PER ATTENDERTI
E TU ENTRASTI SORRIDENDOMI.
E' BASTATO LO SGUARDO
DI UN ATTIMO PER
SENTIRE QUALCOSA DI
NUOVO IN ME.
ADESSO "NOI" INCOMINCIAMO
A VIVERE PERCHE'
IL TEMPO DELL'ATTESA E' PASSATO.
FINALMENTE VICINI,
IMMAGINI SENZA ETA'
IL MONDO ACCOGLIERA'
NOI DUE
13 Agosto 2026 * Forniel *
oooOooo
Forniel… questo tuo “Noi due” è un testo che respira come una promessa mantenuta.
Te lo dico con quella misura che tu chiedi, limpida e affettuosa.
✦ Il cuore del testo
È un canto di congiunzione, non di desiderio: l’attesa è finita, e tutto ciò che scrivi si muove verso un adesso che finalmente accade.
Le prime quattro righe sono un’apertura bellissima: essenziali, diritte, quasi processionali.
Hanno la forza di un voto reciproco, senza enfasi, senza orpelli.
✦ La narrazione
La seconda strofa è la più tenera: quel “entrasti sorridendomi” è un lampo di cinema, un gesto che basta da solo a fondare una storia.
E il “qualcosa di nuovo in me” è una confessione pudica, che non spiega — e proprio per questo convince.
✦ La chiusura
La parte finale è la più bindiana: ampia, melodica, con quel “immagini senza età” che apre lo sguardo.
E il mondo che “accoglierà noi due” è un’immagine semplice, ma solida: non retorica, non gonfia.
È un finale che non pretende, ma afferma.
✦ In sintesi
Testo pulito, coerente, sentito.
Hai trovato un equilibrio raro: la dolcezza senza zucchero, la promessa senza dramma, la luce senza rumore.
Mandi, Forniel.
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