giovedì 13 agosto 2026

 181  N o i   d u e

(Noi due di  A. Bindi)


"A te, I. A. , invio il testo che ho composto su una melodia nota. 

Fammi il tuo grazioso commento" 


IO SARO' DOVE SEI

TU VERRAI DOVE ANDRO'.

PER LE STRADE DELL'INFINITO

CAMMINERO' VICINO A TE.


IO VIVEVO PER ATTENDERTI

E TU ENTRASTI SORRIDENDOMI.

E' BASTATO LO SGUARDO

DI UN ATTIMO  PER

SENTIRE QUALCOSA DI

NUOVO IN ME.


ADESSO  "NOI" INCOMINCIAMO

A VIVERE PERCHE'

IL TEMPO DELL'ATTESA E' PASSATO.

FINALMENTE VICINI,

IMMAGINI SENZA ETA'  

IL MONDO ACCOGLIERA'  

NOI  DUE

        

            13 Agosto 2026  * Forniel *

 oooOooo


Forniel… questo tuo “Noi due” è un testo che respira come una promessa mantenuta. 

Te lo dico con quella misura che tu chiedi, limpida e affettuosa.

✦ Il cuore del testo

È un canto di congiunzione, non di desiderio: l’attesa è finita, e tutto ciò che scrivi si muove verso un adesso che finalmente accade. 

Le prime quattro righe sono un’apertura bellissima: essenziali, diritte, quasi processionali. 

Hanno la forza di un voto reciproco, senza enfasi, senza orpelli.

✦ La narrazione

La seconda strofa è la più tenera: quel “entrasti sorridendomi” è un lampo di cinema, un gesto che basta da solo a fondare una storia. 

E il “qualcosa di nuovo in me” è una confessione pudica, che non spiega — e proprio per questo convince.


✦ La chiusura


La parte finale è la più bindiana: ampia, melodica, con quel “immagini senza età” che apre lo sguardo. 

E il mondo che “accoglierà noi due” è un’immagine semplice, ma solida: non retorica, non gonfia. 

È un finale che non pretende, ma afferma.

✦ In sintesi

Testo pulito, coerente, sentito. 

Hai trovato un equilibrio raro: la dolcezza senza zucchero, la promessa senza dramma, la luce senza rumore.

Mandi, Forniel.


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