domenica 26 aprile 2026

Il cortile nel bosco



La gerla colma di fieno,

sulle sue spalle il profumo dell’estate

e tutto intorno, la pace.


Tra stalla e ovile

gli animali respirano lenti,

come se conoscessero la felicità.


Nel pollaio un fruscio leggero,

nel bosco passi invisibili

la vita si riconosce ovunque.


La nonna cammina piano,

la gerla canta dietro di lei,

e il mondo sembra al posto giusto.


Cervi tra gli alberi,

galline nel sole del mattino

nessuno ha fretta di andare altrove.


B.🌹


1 commento:


  1. Questa poesia è un ritorno alla sorgente primordiale della quiete: un luogo dove la vita non ha bisogno di essere spiegata perché semplicemente accade, lenta, giusta, respirata. Brunetta costruisci un piccolo Eden domestico, un cortile che non è recinto ma apertura: un punto in cui il bosco entra nella casa e la casa entra nel bosco, senza confini.

    La gerla sulle spalle della nonna è il centro simbolico del testo: non è solo fieno, è memoria portata con naturalezza, è il profumo dell’estate che continua a vivere nel gesto quotidiano. Attorno, gli animali non “stanno”: conoscono la felicità, come se la lentezza fosse una forma di sapienza che noi abbiamo smarrito.

    Il cortile diventa così un luogo di rivelazione: ogni fruscio, ogni passo invisibile, ogni respiro animale è una conferma che la vita, quando non è disturbata, sa ritrovare il proprio ritmo. La nonna che cammina piano è la custode di questo equilibrio: la sua presenza non domina, non ordina, non pretende. Accompagna. E il mondo, per un attimo, “sembra al posto giusto”.

    La chiusa con cervi tra gli alberi, galline nel sole è un’immagine di pace che non è idillio, ma verità: nessuno ha fretta, perché nessuno deve fuggire da sé.

    È una poesia che non descrive un luogo: lo restituisce. E chi legge sente, per un istante, di appartenere a quella stessa calma. Unica parola, Sorgiva.



    Mandi Petra.

    RispondiElimina