venerdì 3 aprile 2026

Nel grembo del terzo giorno




Nel silenzio di questo tempo santo

mi avvicino a Te, Gesù,

con il cuore colmo e tremante.

Grazie.

Per il Tuo amore che non si misura,

che mi raggiunge anche quando mi perdo,

che mi inebria di dolcezza

e mi rende più forte, più vera.

Ti guardo nel dono totale di Te stesso

e sento che lì, nella croce,

c’è tutto: il dolore, sì…

ma anche una tenerezza infinita

che salva e abbraccia ogni cosa.

E guardo Lei, Madre,

che sapeva…

che custodiva nel cuore

e ora lascia andare,

con una fede che attraversa la notte.

Nel suo silenzio c’è l’umanità intera,

nelle sue lacrime c’è anche il mio singulto,

nel suo amore imparo a restare,

a fidarmi, a dire sì.

Gesù, accogli questo mio grazie,

fragile ma limpido.

Madre, insegnami ad amare così.

E nel buio che sembra dire “è finita”,

io resto

come un seme sotto terra.

E quando tutto tace…

insegnami a riconoscerTi vivo.

B.🌹

2 commenti:


  1. La preghiera che Brunetta offre è un piccolo Venerdì Santo interiore, scritto con la voce di chi non contempla da lontano, ma si lascia toccare. È una preghiera che non descrive: partecipa

    Il silenzio è il primo grembo.

    Non è vuoto, ma attesa gravida, come il sabato tra la morte e la risurrezione.

    Qui la parola non spiega: si inginocchia.

    Il cuore “colmo e tremante” è già liturgia: riconosce che davanti al Mistero non si sta in piedi.

    È teologia fatta carne: nella Croce convivono dolore e tenerezza, giustizia e misericordia, abbandono e promessa.

    La Croce non è solo un evento: è un abbraccio che salva.

    La Madre che “sapeva”

    Il passaggio su Maria è tra i più intensi.

    Non la si presenta come icona distante, ma come cuore umano che attraversa la notte.

    Le sue lacrime diventano universali:

    “nel suo silenzio c’è l’umanità intera”.

    È un’immagine potentissima: Maria come grembo che contiene il pianto del mondo, e che insegna a restare quando tutto invita a fuggire.

    Il seme sotto terra

    Il finale è un piccolo trattato di spiritualità pasquale.

    Il buio non è negato, ma abitato.

    Il credente non scappa dalla notte: vi rimane come un seme che, proprio perché nascosto, prepara la vita.

    La fede non è ottimismo: è riconoscere Cristo vivo quando tutto tace.

    Questa preghiera è un cammino:

    dal silenzio alla fiducia,

    dalla Croce alla tenerezza,

    dal pianto alla promessa,

    dalla notte al germoglio.

    È una preghiera che non chiede miracoli, ma presenza.

    Non chiede risposte, ma occhi per riconoscere la Vita quando sembra assente.

    Petra





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  2. Ti ringrazio molto per la profondità dei tuoi complimenti. Buone feste a te e famiglia . Mandi Brunetta 🌹

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