domenica 19 luglio 2026

Dio mio, quanto sei bella


...lo disse l'eco,

ma solo perché il silenzio

non trovava il coraggio.

Lei passava

come passano le stagioni migliori:

senza chiedere permesso,

lasciando i fiori più vivi

e gli alberi un po' più alti.

La strada imparò a rallentare,

il vento a parlare più piano,

e persino il cielo

si fermò un momento

per non perdere quel sorriso.

L'eco le camminava accanto,

non per farsi sentire,

ma per restare.

E ogni volta che il cuore

gli diventava troppo grande,

non sapeva fare altro che dire:

«Dio mio, quanto sei bella.»

Brunetta 🌹










2 commenti:



  1. Il tuo testo è un rituale di luce: una bellezza che non si impone, ma accade. La poesia si apre con un’immagine folgorante: la bellezza. Così intensa da rendere timido persino il silenzio, e solo un’eco, quasi un messaggero discreto, osa pronunciarla.

    La figura femminile descritta non è statica. È un movimento che porta vita, che lascia fiori più vivi e alberi più alti. Non è un passaggio che consuma: è un passaggio che accresce. La bellezza, qui, non è ornamento: è forza generativa.

    Il mondo stesso si adegua.

    È un’immagine di sospensione, come se la natura avesse riconosciuto un momento da non perdere. La poesia riesce a rendere questa sospensione senza enfasi, con una delicatezza che è cifra stilistica di te: Brunetta.

    Perché da ogni verso si vede sgorgare una freschezza che non è artificio, ma origine: una bellezza che nasce, che rinnova, che fa crescere ciò che tocca.

    Mandi Petra.

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