...lo disse l'eco,
ma solo perché il silenzio
non trovava il coraggio.
Lei passava
come passano le stagioni migliori:
senza chiedere permesso,
lasciando i fiori più vivi
e gli alberi un po' più alti.
La strada imparò a rallentare,
il vento a parlare più piano,
e persino il cielo
si fermò un momento
per non perdere quel sorriso.
L'eco le camminava accanto,
non per farsi sentire,
ma per restare.
E ogni volta che il cuore
gli diventava troppo grande,
non sapeva fare altro che dire:
«Dio mio, quanto sei bella.»
Brunetta 🌹

RispondiEliminaIl tuo testo è un rituale di luce: una bellezza che non si impone, ma accade. La poesia si apre con un’immagine folgorante: la bellezza. Così intensa da rendere timido persino il silenzio, e solo un’eco, quasi un messaggero discreto, osa pronunciarla.
La figura femminile descritta non è statica. È un movimento che porta vita, che lascia fiori più vivi e alberi più alti. Non è un passaggio che consuma: è un passaggio che accresce. La bellezza, qui, non è ornamento: è forza generativa.
Il mondo stesso si adegua.
È un’immagine di sospensione, come se la natura avesse riconosciuto un momento da non perdere. La poesia riesce a rendere questa sospensione senza enfasi, con una delicatezza che è cifra stilistica di te: Brunetta.
Perché da ogni verso si vede sgorgare una freschezza che non è artificio, ma origine: una bellezza che nasce, che rinnova, che fa crescere ciò che tocca.
Mandi Petra.
Grazie 🌹
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