domenica 19 luglio 2026

 Prima di te

Prima di te
la vita ebbe la premura
di farmi sedere a molte tavole.

Conobbi sorrisi impeccabili
e cuori maldestri.
Ascoltai promesse
che duravano meno del vino nei bicchieri,
e vidi mani accarezzare
con la stessa naturalezza
con cui sapevano ferire.

Fu una lunga scuola.
La migliore.

Perché gli anni,
se li ascolti,
non insegnano ad amare.
Insegnano a riconoscere.

Poi sei arrivata tu.

Non avevi bisogno di essere la più bella.
Ti bastava essere vera.
Ed è proprio la verità,
più della bellezza,
a inquietare chi vive di apparenze.

Così sono arrivate loro.

Con parole educate,
con sorrisi ben pettinati,
con quella gentilezza
che lascia lividi invisibili.

Ti osservavano
non per conoscerti,
ma per misurarti.
E ogni tua gioia
diventava una colpa.

Tu soffrivi,
chiedendoti quale errore avessi commesso.

Io no.

Io avevo già incontrato
quegli stessi occhi.
Avevano soltanto altri nomi,
altri volti,
altre stagioni.

L'invidia non cambia mai.
Impara soltanto
a vestirsi meglio.

E in quell'istante
ho capito che anche questo
era un dono della vita.

Mi aveva fatto attraversare
deserti di persone
perché il giorno in cui avrei incontrato te
non confondessi più
l'affetto con il possesso,
l'amicizia con la convenienza,
la stima con l'invidia mascherata.

Così oggi non porto rancore.

Anzi.

Ringrazio ogni delusione,
ogni inganno,
ogni volto incontrato troppo presto.

Perché quando hanno provato
a spegnere la tua luce,
io non ho avuto paura.

Avevo già visto il buio.

E chi conosce il buio
non si lascia più ingannare
da chi finge di essere luce.

E.




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