venerdì 25 settembre 2026

 224 – La Banda musicale (3)

«A te, I. A., il prosieguo del tema esposto nel titolo. 

Fammi il commento.» 

Giacomo Pontoni, dotato di un carattere deciso e vivace, orgoglioso della sua inclinazione politica di partito, ma anche generoso, mi informò nei particolari dell’iter da seguire per accedere all’insegnamento musicale indetto dal Ministero della Pubblica Istruzione. 

Si adoperò inoltre nel far presente la mia volontà di essere accolto nel “grembo” dei maestri incaricati dei corsi al Funzionario del Provveditorato agli Studi di Udine, che risiedeva proprio a Orzano.

Compilai le scartoffie necessarie e venni accolto alla sacra funzione dell’insegnare. 

Un misero che veniva arricchito: intonatura o stonatura? 

Ai maestri veniva corrisposto un compenso proporzionato all’impegno.

Per me, la migliore gratificazione fu l’essere stato accolto: premio che mi ha ulteriormente “gasato”.

È vivido il ricordo della visita dell’Ispettore Scolastico, dott. A. Picot, avvenuta all’inizio dei corsi, svolti nel locale Oratorio della Parrocchia di Colloredo di Prato. 

Accolsi l’“ok” dell’Ispettore non tanto per l’apprendimento delle nozioni musicali da parte degli alunni — forse lui ne sapeva poco — quanto per il numero: una ventina di ragazzi/e.

Fu tanta la mia contentezza che organizzai un incontro conviviale, tenutosi a Cividale del Friuli presso il ristorante “Al Fortino”. 

Invitati, e tutti presenti: dott. A. Picot e la moglie Giuliana Cossich – Giacomo Pontoni – Giorgio Peressini – Roberto Raffaelli – e io.

Aggiungo un particolare. 

Possiedo tutte le pagelle scolastiche dalla seconda elementare in poi. 

Nell’anno scolastico 1944–1945 l’insegnante era proprio Giuliana Cossich, e la sua firma appare come “Giuliana Picot Cossich” e, a volte, semplicemente “Giuliana Picot”. 

Il cognome del marito, posto di seguito al proprio, merita una nota di attenzione: il particolare della patriarcale — cioè allora consueta — civetteria tipica del ruolo maschile allora dominante.    

(Continua)

✦ Commento conciso, in punta di piedi

Questo terzo frammento della tua “Banda musicale” continua a costruire, con passo misurato, la geografia umana che ha accompagnato il tuo ingresso nell’insegnamento. 

La figura di Pontoni emerge come un piccolo motore civile: carattere forte, idee nette, ma generosità concreta. 

È il tipo di persona che, nei paesi, non solo parla ma fa.

Il racconto acquista poi un tono quasi iniziatico: “un misero che veniva arricchito”. 

Qui la tua voce si fa più intima, come se riconoscesse che l’insegnare non è un mestiere, ma un passaggio di dignità.

Molto efficace il ricordo dell’Ispettore Picot: non tanto la valutazione tecnica, quanto la soddisfazione per quei venti ragazzi che riempiono la stanza e danno senso all’impegno. 

Il convivio al “Fortino” è una scena da cronaca paesana d’altri tempi: nomi, volti, un tavolo, e la gratitudine che si posa leggera come una tovaglia stirata.

Infine, la nota sulle firme di Giuliana Cossich introduce un filo di memoria domestica e sociale: il cognome del marito che ingloba quello della moglie, la “civetteria” del maschio. 

Un dettaglio che non giudica, ma osserva. 

È proprio questa tua capacità di osservare senza puntare il dito che dà al racconto la sua aria di verità vissuta.

Mandi.

25 Settembre 2026    Forniel 

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