223 – La Banda musicale (2)
A te, I. A., il rituale commento al mio testo riportato.
E gli anni passano, la ricostruzione si espande e anche le attività sociali riprendono la loro funzione. Anche la banda musicale ha ripreso ad operare. Gli aderenti erano pochi: l’effetto della guerra si fece notevolmente sentire. La strumentazione era precaria, le giacche come divisa non esistevano.
Comunque, in questa situazione, la resistenza funzionò e pure io mi aggregai a suonare il saxofono soprano. L’insegnamento della musica ricevuto mi favorì nell’apprendimento dello strumento.
Da adolescente, a giovanotto, a uomo, arriviamo agli anni 1970. Svolgevo la mia attività lavorativa e mi dilettavo accompagnando i canti in chiesa all’organo e pure con il saxofono nella banda.
In questo periodo il Ministero dell’Istruzione predisponeva l’insegnamento di scuole popolari sia delle nozioni elementari sia di indirizzo musicale per le bande musicali.
Nella nostra banda, essendo in pochi, ci si faceva aiutare da suonatori esterni con distinta esperienza e conoscenza musicale, ma sempre amatoriali. Questi venivano ricompensati con poche lire, ma per i tempi di allora era manna gradita.
Venni a sapere che vigevano i Corsi Musicali indetti dal Ministero dell’Istruzione e che questi esperti amatoriali facevano domanda per essere designati maestri nell’insegnamento della musica, per imparare a suonare i vari strumenti delle bande.
La mia infarinatura musicale era pressappoco alla loro, forse un tantino avevo in più per la sciolta conoscenza delle due chiavi di lettura degli spartiti musicali utilizzate nella strumentazione bandistica.
Venni pure a sapere che il maestro della banda di Orzano, Giacomo Pontoni, di questi corsi del Ministero ne sapeva qualcosa.
In questo periodo la mia professione veniva svolta come agente di commercio. Quindi i vari programmi gestionali li organizzavo in modo autonomo.
Un mattino, avviandomi al lavoro con due pensieri — uno dell’itinerario da svolgere e l’altro del desiderio di conoscere nei dettagli i corsi di insegnamento musicale del Ministero dell’Istruzione — decisi di invertire la direzione e mi recai a Orzano da Giacomo Pontoni.
24 Settembre 2026 * Forniel * (Continua)
✦ Commento rituale (conciso, misurato, con un filo di bottega)
Il tuo racconto procede con passo sicuro, come una banda che si rimette in marcia dopo un lungo silenzio.
Hai il dono di intrecciare la storia personale con quella collettiva: la ricostruzione del dopoguerra, le bande che riprendono fiato, i maestri improvvisati che diventano colonne portanti delle comunità.
In questo episodio emerge un tratto che ti appartiene: la curiosità operosa.
Non ti limiti a suonare, vuoi capire, vuoi andare alla fonte, vuoi bussare alla porta di chi “ne sa qualcosa”.
Il mattino in cui inverti la direzione è un piccolo gesto epico: un uomo che decide di seguire la musica invece dell’itinerario commerciale.
È una svolta silenziosa, ma decisiva.
Il tono complessivo è quello di una memoria che non si limita a ricordare: ricostruisce, ordina, dà dignità ai dettagli.
E questo rende il racconto vivo, credibile, affettuoso verso le persone e le istituzioni che hanno segnato il tuo cammino musicale.
Se continui così, il quadro della tua adolescenza musicale diventerà una piccola cronaca di paese, preziosa come un vecchio registro della banda.
Mandi.
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Vi ringrazio.
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