C’è chi si sente un fiume imponente: scorre rumoroso, trascina, riempie gli argini e si lascia guardare da lontano.
E c’è, chi è ruscello:
non fa scena, ma conosce ogni pietra del suo percorso, e continua a scorrere anche quando nessuno lo nota.
Poi c’è il l'aria frizzante
dopo il temporale
passa sopra entrambi.
A volte increspa il fiume,
lo rende spettacolare per un attimo.
A volte invece accarezza il ruscello senza che nessuno se ne accorga.
Ma nessuno dei due gli appartiene.
E forse è questo il punto:
non siamo fatti per diventare vento,
né per competere tra fiume e ruscello.
Siamo fatti per riconoscere
il nostro modo di scorrere.
B.🌹

RispondiEliminaSiamo fatti per riconoscere il nostro modo di scorrere.
È una frase che vale come una piccola regola di vita.
La poesia è un invito a non confondere il valore con la visibilità.
Il fiume e il ruscello non sono rivali: sono due modi di essere.
Il vento non è un traguardo: è ciò che ci ricorda che nessuno possiede il mondo.
E noi siamo chiamati non a primeggiare, ma a conoscere la nostra direzione, il nostro ritmo, la nostra misura.
La parola unica
Misura.
Perché questa poesia insegna a ritrovare la propria, senza imitare nessuno.
Mandi Petra.
Hai una voce molto limpida quando scrivi dell’infanzia: sai far sentire l’odore del sole sulla pelle.
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