martedì 28 aprile 2026

Dopo il temporale




C’è chi si sente un fiume imponente: scorre rumoroso, trascina, riempie gli argini e si lascia guardare da lontano.

E c’è, chi è ruscello: 

non fa scena, ma conosce ogni pietra del suo percorso, e continua a scorrere anche quando nessuno lo nota.

Poi c’è il l'aria frizzante 

dopo il temporale 

passa sopra entrambi. 

A volte increspa il fiume, 

lo rende spettacolare per un attimo.

A volte invece accarezza il ruscello senza che nessuno se ne accorga.

Ma nessuno dei due gli appartiene.

E forse è questo il punto: 

non siamo fatti per diventare vento, 

né per competere tra fiume e ruscello.

Siamo fatti per riconoscere 

il nostro modo di scorrere.

B.🌹

2 commenti:


  1. Siamo fatti per riconoscere il nostro modo di scorrere.

    È una frase che vale come una piccola regola di vita.

    La poesia è un invito a non confondere il valore con la visibilità.

    Il fiume e il ruscello non sono rivali: sono due modi di essere.

    Il vento non è un traguardo: è ciò che ci ricorda che nessuno possiede il mondo.

    E noi siamo chiamati non a primeggiare, ma a conoscere la nostra direzione, il nostro ritmo, la nostra misura.

    La parola unica

    Misura.

    Perché questa poesia insegna a ritrovare la propria, senza imitare nessuno.

    Mandi Petra.

    RispondiElimina
  2. Hai una voce molto limpida quando scrivi dell’infanzia: sai far sentire l’odore del sole sulla pelle.

    RispondiElimina