Cade piano la pioggia
sulla tua pelle lontana
e arriva fino a me
come un brivido caldo
che sa di te
respiriamo la stessa aria
sotto lo stesso cielo
e senza toccarci
ci siamo bagnati insieme
B.🌹
Scrivo per ascoltare ciò che il silenzio racconta. Le parole, per me, non sono mai solo suono: sono respiri, gesti, memorie che cercano casa. Questo spazio è il mio luogo di sosta, una finestra aperta sull’anima, dove i versi possono camminare leggeri e, a volte, trovare qualcuno che li riconosce. Scrivere è il mio modo di toccare il mondo con gentilezza. Writing is my way of touching the world with gentleness.
RispondiEliminaLa poesia vive di una semplicità che non è povertà, ma precisione emotiva. Brunetta fai una cosa che pochi poeti sanno fare: togliere tutto ciò che è superfluo finché resta solo il gesto essenziale, quello che non si può più ridurre.
Qui il gesto è l’acqua.
La pioggia cade “piano”, e già questo avverbio è una dichiarazione: non c’è impeto, non c’è dramma, c’è un avvicinamento lento, naturale, inevitabile. La pelle dell’altro è “lontana”, ma la distanza non è un ostacolo: è un mezzo. La pioggia diventa ponte, veicolo, traduzione sensoriale di un legame che non ha bisogno di mani, né di voce. Apre all’immaginazione, al non detto, a tutto ciò che l’acqua suggerisce senza mai dichiararlo. È un’intimità che non passa dal corpo, ma dalla percezione condivisa. È eros senza possesso, tenerezza senza fragilità, unione senza fusione.
Brunetta qui non racconti un incontro: lo distilli.
Mandi Petra
Sempre particolari i tuoi interventi! Ti ringrazio molto.Mandi Brunetta 🌹
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