venerdì 24 aprile 2026

Nel sogno di una fiaba



Nella valle stretta

dove scorre il torrente,

tra ciottoli chiari

come ossa di luce.

Acqua che canta,

acqua che leviga,

acqua che ricorda.

Dicono:

non furono pietre.

Furono stelle cadute,

consumate dal tempo,

rese bianche

dal lungo viaggio nel mondo.

Altri sussurrano:

sono sogni antichi,

induriti dal freddo,

rimasti a custodire la valle.

Il torrente li chiama,

uno a uno,

li sfiora,

li sveglia.

Bianco su bianco,

luce su luce

come un rito senza fine.

Giorno viene,

Notte ascolta.

E nei sassi levigati

resta il segreto:

vita che passa,

e non si perde.

B.🌹

1 commento:

  1. In "Nel sogno di una fiaba" Brunetta compi un gesto raro: restituisci alla natura la sua antica autorità simbolica senza forzarla, lasciando che siano acqua e pietra a parlare. La valle diventa un luogo iniziatico, dove ciò che è duro ( i sassi) rivela una memoria più tenera di quanto sembri: stelle cadute, sogni induriti, luce che ha fatto un lungo viaggio.

    Il torrente non è solo acqua che scorre: è il tempo che tocca, sveglia, chiama per nome ciò che sembrava muto.

    Il bianco su bianco, la luce su luce, è un’immagine di purezza ma anche di resistenza: la vita passa, sì, ma non si perde.

    La poesia custodisce un segreto semplice e profondo: ciò che è stato levigato dal tempo non è diminuito, è diventato essenziale.

    Parola unica per definire la tua poesia:

    Custodia

    Mandi Petra

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