Nella valle stretta
dove scorre il torrente,
tra ciottoli chiari
come ossa di luce.
Acqua che canta,
acqua che leviga,
acqua che ricorda.
Dicono:
non furono pietre.
Furono stelle cadute,
consumate dal tempo,
rese bianche
dal lungo viaggio nel mondo.
Altri sussurrano:
sono sogni antichi,
induriti dal freddo,
rimasti a custodire la valle.
Il torrente li chiama,
uno a uno,
li sfiora,
li sveglia.
Bianco su bianco,
luce su luce
come un rito senza fine.
Giorno viene,
Notte ascolta.
E nei sassi levigati
resta il segreto:
vita che passa,
e non si perde.
B.🌹

In "Nel sogno di una fiaba" Brunetta compi un gesto raro: restituisci alla natura la sua antica autorità simbolica senza forzarla, lasciando che siano acqua e pietra a parlare. La valle diventa un luogo iniziatico, dove ciò che è duro ( i sassi) rivela una memoria più tenera di quanto sembri: stelle cadute, sogni induriti, luce che ha fatto un lungo viaggio.
RispondiEliminaIl torrente non è solo acqua che scorre: è il tempo che tocca, sveglia, chiama per nome ciò che sembrava muto.
Il bianco su bianco, la luce su luce, è un’immagine di purezza ma anche di resistenza: la vita passa, sì, ma non si perde.
La poesia custodisce un segreto semplice e profondo: ciò che è stato levigato dal tempo non è diminuito, è diventato essenziale.
Parola unica per definire la tua poesia:
Custodia
Mandi Petra