Guardo un albero
e per un attimo capisco:
non è fermo,
sta solo andando più piano.
La luce in lui
ha deciso di restare,
in me invece passa veloce
e si chiama respiro.
Mi hanno insegnato
che questo corpo è mio,
ma ogni atomo
ha già avuto altre storie.
Forse non possiedo niente,
forse custodisco passaggi.
E allora anche perdere
non è davvero perdere
è restituire forma
a qualcosa che continua.
B.🌹

Mia cara Brunetta,vedo con piacere la bellezza dei tuoi versi. Ne hai fatta di strada, continua così, leggerti è come attraversare un bosco d'estate,colori, suoni e profumi. Un abbraccio. E.
RispondiEliminaBuongiorno, grazie per il tuo commento. Grazie infinite 🌹
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RispondiEliminaLa tua poesia Brunetta si apre con un gesto semplice: guardare un albero. Ma in te il semplice non è mai banale. L’albero diventa un maestro silenzioso: non è immobile, va più piano. È un’immagine che ribalta la nostra percezione del tempo, non siamo noi a correre, è la luce che ci attraversa troppo in fretta.
Qui Brunetta tocchi una verità che appartiene alla fisica, alla filosofia e alla spiritualità insieme: noi non siamo proprietari, siamo custodi. Non possediamo nulla, nemmeno noi stessi. Siamo un tratto di strada che la materia percorre.
Brunetta qui non parli di te: parli di tutti.
E lo fai con quella tua voce che non spiega, non argomenta, non dimostra: illumina.
Perché non usi mai parole grandi, eppure dice cose enormi.
Perché non pretendi di dare risposte, ma apri una finestra.
Perché è una poesia che non chiede di essere capita: chiede di essere respirata.
Petra
Petra, mi lasci senza parole, quanta emozione mi donano le tue riflessioni ai miei scritti. Grazie, grazie infinite 🌹
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