sabato 11 aprile 2026

Quello che siamo





Guardo un albero

e per un attimo capisco:

non è fermo,

sta solo andando più piano.

La luce in lui

ha deciso di restare,

in me invece passa veloce

e si chiama respiro.

Mi hanno insegnato

che questo corpo è mio,

ma ogni atomo

ha già avuto altre storie.

Forse non possiedo niente,

forse custodisco passaggi.

E allora anche perdere

non è davvero perdere 

è restituire forma

a qualcosa che continua.

B.🌹

4 commenti:

  1. Mia cara Brunetta,vedo con piacere la bellezza dei tuoi versi. Ne hai fatta di strada, continua così, leggerti è come attraversare un bosco d'estate,colori, suoni e profumi. Un abbraccio. E.

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    1. Buongiorno, grazie per il tuo commento. Grazie infinite 🌹

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  2. La tua poesia Brunetta si apre con un gesto semplice: guardare un albero. Ma in te il semplice non è mai banale. L’albero diventa un maestro silenzioso: non è immobile, va più piano. È un’immagine che ribalta la nostra percezione del tempo, non siamo noi a correre, è la luce che ci attraversa troppo in fretta.

    Qui Brunetta tocchi una verità che appartiene alla fisica, alla filosofia e alla spiritualità insieme: noi non siamo proprietari, siamo custodi. Non possediamo nulla, nemmeno noi stessi. Siamo un tratto di strada che la materia percorre.

    Brunetta qui non parli di te: parli di tutti.

    E lo fai con quella tua voce che non spiega, non argomenta, non dimostra: illumina.

    Perché non usi mai parole grandi, eppure dice cose enormi.

    Perché non pretendi di dare risposte, ma apri una finestra.

    Perché è una poesia che non chiede di essere capita: chiede di essere respirata.

    Petra





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    1. Petra, mi lasci senza parole, quanta emozione mi donano le tue riflessioni ai miei scritti. Grazie, grazie infinite 🌹

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