domenica 19 aprile 2026

Tra due respiri

 



Ho voglia di giocare

in questa città che respira verde,

dove i monti fanno da guardiani

e il cielo sembra più vicino.

Ho voglia di giocare

tra strade che sanno di vento,

con gli alberi che sussurrano piano

e invitano a non avere fretta.

Qui il tempo si allarga,

si siede accanto a me

su una panchina di luce

tra foglie e pensieri leggeri.

E poi il mare

così vicino da sentirne il richiamo,

una linea azzurra che ride

appena chiudo gli occhi.

Gioco tra due respiri:

la montagna che mi tiene

e l’orizzonte che mi chiama.

Ho voglia di giocare, sì,

come se ogni passo fosse scoperta,

come se la gioia abitasse già

in ogni angolo distratto.

E allora cammino senza peso,

con il cuore aperto come strada d’estate,

e raccolgo attimi semplici

come conchiglie invisibili.

Perché in questa città gentile

anche la felicità

impara a restare.

B.🌹

2 commenti:



  1. La poesia vive in uno spazio sospeso, un varco sottile dove l’esistenza smette di essere sforzo e torna gioco. Tra due respiri non è un luogo geografico: è una postura dell’anima. Brunetta metti in scena una città che respira verde, ma in realtà sta raccontando un corpo che finalmente si concede di respirare senza difese.

    Il testo è attraversato da una tensione dolce: da un lato la montagna che “tiene”, dall’altro il mare che “chiama”. Sono due forze che non si oppongono, ma che creano un equilibrio dinamico. È lì, in quella fenditura tra appoggio e desiderio, che nasce il gioco. Il gioco come forma alta di libertà, come modo di abitare il mondo senza possederlo.

    La poesia suggerisce che la felicità non è un traguardo, ma un’educazione dello sguardo: imparare a vedere l’invisibile, le “conchiglie invisibili” che la vita lascia lungo il cammino.

    Non è la città a essere gentile: è lo sguardo che, diventando gentile, permette alla felicità di non scivolare via. La poesia è dunque un esercizio di leggerezza consapevole, non evasione ma radicamento luminoso.

    Se dovessi darle una sola parola, sarebbe: Sospensione.

    Perché tutto accade in quel tratto d’aria dove l’anima, per un attimo, non pesa.



    Mandi Petra

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