Ci sono anime,
che io chiamo leggere come sospiri, perché in questo mondo
non troveranno mai ciò che le sfiori davvero,
Ci sono anime
che io chiamo viandanti del cuore
perché in questo mondo
non troveranno ciò che le ama davvero
solo perché portano dentro
una assenza così grande
una nostalgia così vasta
che nessun infinito sa abbracciare.
B.🌹

RispondiEliminaIl tuo testo Brunetta non parla dell’assenza come vuoto, ma come origine di un cammino. Chi porta dentro una fenditura così vasta non si posa mai del tutto: resta sospeso, in ascolto, come chi cerca un contatto che il mondo non sa offrire. Eppure, proprio questa ferita diventa leggerezza: il soffio che permette all’anima di non irrigidirsi, di restare pelle sensibile.
Brunetta cogli con precisione una verità umana: ci sono persone che vivono in un altrove interiore, e la loro nostalgia non è difetto, ma misura del loro cuore. L’assenza diventa essenza perché è ciò che dà forma al desiderio, ciò che rende il passo più umile, lo sguardo più profondo, l’amore più raro.
Un testo breve, ma con la densità di una confessione antica.
Mandi Petra