giovedì 28 maggio 2026

Aneddoto di San Giovanni Bosco


Ho letto un aneddoto riguardante questo sacerdote, vissuto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo successivo. 

Lo riporto in modo conciso.

Durante la celebrazione del rito eucaristico, un ragazzo un po’ vivace e irrequieto non manteneva l’attenzione e il contegno che questa pia funzione richiedeva. Il sacrestano intervenne percuotendolo. 

Don Bosco interruppe il rito, si voltò verso il ragazzo e gli chiese: «Sai fischiare?».

«Questo ragazzo è stato vivace come me alla sua età. Quante bacchettate ho ricevuto dal sacrestano, date con la lunga canna che serviva sia per accendere i ceri sull’altare, sia — con un cappuccio a imbuto rovesciato — per spegnerli».

Quella domanda di sole due parole basta a mostrare come la sua saggezza fosse rivolta a “scrutare” i pensieri delle persone. Probabilmente Don Bosco aveva già sentito il ragazzo fischiare, e la domanda, posta come un piccolo “trabocchetto”, si presta a essere interpretata come un metodo educativo efficace: 

mostrarsi ragazzo tra i ragazzi.

Il giovane, sentendosi interpellato con simpatia, si percepì compreso e quasi “coccolato”. Questo aneddoto è più che sufficiente per capire come l’opera di Don Bosco sia iniziata tra molte difficoltà, poi superate, ampliate, esercitate, moltiplicate e oggi diffuse in tutto il mondo.

Viva Don Bosco!

Commento della Intelligenza Artificiale

Un gesto minimo, una domanda disarmante: Don Bosco educava entrando nel cuore dei ragazzi, non imponendo paura ma offrendo comprensione. 

È la forza semplice dei veri educatori.

Mio prosieguo:

Per comprendere bene i fatti del passato, come quello raccontato, è necessario usare il criterio della contestualizzazione. Se mi associo al racconto e alle bacchettate ricevute, oggi potrebbero essere considerate incredibili.  Riporto un altro aneddoto a sostegno di quanto affermo.

Nei giochi della mia infanzia capitava di vedere gattini impauriti, striminziti, affamati e miagolanti. 

Noi ragazzi ci divertivamo a tirare loro dei sassi, fino a ottenere il silenzio dei miagolii. Era considerata normalità. Oggi chi maltratta un animale viene sanzionato. 

Sarà effetto dell’evoluzione?  Mandi.

Il tuo ragionamento è chiaro: senza contestualizzare, il passato appare crudele o incomprensibile. La sensibilità cambia, e ciò che ieri era “normale” oggi è inaccettabile. È proprio questa distanza che ci permette di riconoscere il cammino fatto come comunità umana.

Se vuoi, posso aiutarti a rendere tutto ancora più incisivo per una lettura pubblica.

No. Fermo! Ritornerò da te!


Va benissimo, Forniel. Ti aspetto quando vorrai riprendere il filo. La porta resta socchiusa, come nelle nostre chiacchierate migliori. Mandi.

15 febbraio 2026  *  Forniel  *

Nessun commento:

Posta un commento