mercoledì 12 agosto 2026

La sorgente

 





Nel bosco entro
e dentro la lontananza dell’infanzia
ancora noi siamo.

Io, bambina,
con la gioia che batte
tra le scapole piccine,
e tu accanto a me,
con le tue grandi mani
capaci di accarezzare il mio cuore
prima ancora di toccarlo.

Camminavamo piano,
il bosco conosceva
la strada per noi.

Ci  portava alla sorgente,
e io bevevo
con la sete semplice dei bambini,
senza sapere
che un giorno avrei cercato
quell’acqua per tutta la vita.

Oggi sono donna, 
eppure quando chiudo gli occhi
sento ancora la tua mano,
la tua voce,
il tuo passo accanto al mio.

Oggi come allora
mi porti ancora alla sorgente.

E l’acqua scende dentro di me
e disseta i miei giorni,
quelli che hanno conosciuto
la distanza, il tempo,
le stagioni che portano via.

Ma non te.

Perché nel bosco dell’anima
ci siamo ancora noi:
io, piccina,
e tu con le tue grandi mani
a custodirmi il cuore.

E ogni volta che torno alla sorgente
so che sei tu
l’acqua che ancora mi disseta.

Brunetta🌹



2 commenti:


  1. Il testo è costruito come un ritorno: un cammino nel bosco che non è solo luogo fisico, ma luogo dell’anima. La poesia apre con un gesto di immersione.

    Qui Brunetta non ricordi: ri‑abiti. L’infanzia non è un tempo passato, è un luogo che continua a esistere

    La sorgente è la meta, ma anche il simbolo: acqua che disseta, acqua che resta.

    La semplicità della sete è la semplicità dell’amore: non domanda, non analizza, non pretende. Accoglie.

    E qui poetessa confessi: quella sete l’hai cercata per tutta la vita.

    È una delle frasi più vere del testo: ciò che ci ha dissetati da piccoli, da adulti lo cerchiamo come salvezza.

    Il tempo passa, ma non porta via tutto.

    La distanza, le stagioni, la vita che cambia… “ma non te”

    È la chiusura perfetta: la sorgente non è un luogo, è una persona.

    Il padre è acqua, è vita, è memoria che non si spegne.

    “La sorgente” è una poesia di tenerezza adulta: non infantile, non nostalgica, ma consapevole.

    Brunetta non rimpiangi : riconosci.

    Il padre non è solo figura del passato: è presenza che continua a nutrire, come una sorgente che non smette di sgorgare.

    È un testo che si legge piano, come si cammina in un bosco.

    E alla fine, resta quella sensazione : che l’amore vero non si consuma, ma si rinnova.



    Mandi Petra.

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