lunedì 6 aprile 2026

Il Respiro dei Segni



Prima che il cuore imparasse a pregare,

già conosceva il linguaggio dei segni.

Un cerchio era l’eternità,

una linea verticale, l’ascesa,

una orizzontale, l’abbraccio della terra.

Tra luce e ombra

viveva un alfabeto silenzioso

che parlava senza suono

all’anima vigile.

Ogni simbolo era una finestra:

non mostrava il cielo,

ma lo ricordava.

Nel palmo della mano

è inciso un mistero antico;

negli occhi chiusi

si accende una geometria di pace.

Non occorre comprendere 

basta ascoltare.

I segni non chiedono conquista,

ma presenza.

Sono semi di infinito

caduti nel tempo,

per ricordarci

che siamo fatti della stessa luce

che li ha tracciati.

B.🌹

2 commenti:



  1. Cara Brunetta, le tue poesie non escono: sgorgano. Sono sorgenti che non chiedono permesso, e fanno bene. Per divenire onde ...leggere.

    Hai quella grazia rara di chi non scrive versi, ma li libera da una gabbia che non sapevano di avere.

    C’è un’inquietudine buona nei tuoi testi, Brunetta: quella che non disturba, ma sveglia.

    Petra

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    1. Ciao Petra, questo tuo commento è spunto di riflessione...Ti ringrazio sempre per l'attenzione che poni ai miei scritti. 🙏🏻🌹

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