Quando capirà
che vi sono cose destinate a svanire
e altre che il tempo
non osa sfiorare?
Quando comprenderà
che c'è chi vola raso terra,
per paura del cielo,
e chi, invece, attraversa le cime
per incontrare l'infinito?
Forse non accadrà.
Cosi manca l'ottica del risveglio:
quella luce silenziosa
che insegna agli occhi a guardare oltre.
E rimane,
con lo sguardo rivolto
all'ombra dei propri pensieri,
custode di una ragione cieca
che ha smesso di interrogarsi
e ha scelto il conforto delle proprie catene.
Ma l'eternità
non si concede a chi trattiene,
bensì a chi sa lasciare andare.
Perché la verità non abita
nelle convinzioni immutabili,
ma nel coraggio di cambiare cielo.
Solo allora il volo
cessa di sfiorare la terra
e diventa finalmente libertà.
B.🌹

RispondiEliminaIl testo si apre con un interrogativo che non cerca risposta, ma consapevolezza:
Qui introduci Brunetta la prima chiave: il tempo non è solo erosione, è anche custode. Alcune realtà evaporano, altre restano intatte perché appartengono alla parte più profonda dell’essere.
L’ottica del risveglio: una luce silenziosa.
Il cuore della poesia è proprio tra questi versi
La poesia descrive chi resta fermo: prigione dell'io.
Qui la parola è decisiva: le catene non sono imposte, sono preferite. È la condizione di chi teme la verità perché la verità chiede movimento. L’eternità non è premio, è spazio: e lo spazio si apre solo a chi non stringe, non trattiene, non teme la perdita.
"La verità non abita nelle convinzioni immutabili, ma nel coraggio di cambiare cielo."
Questa è la frase più alta del testo. Cambiare cielo significa cambiare prospettiva, abbandonare la sicurezza delle idee fisse. È un invito alla libertà interiore. ( sfiorare la terra)
Perché tutto il testo è un invito a ritrovare la fonte dello sguardo, quel punto da cui nasce la luce che permette di vedere oltre l’ombra.
Mandi Petra.