La carne conosce il cielo
molto prima delle parole.
C'è una santità nelle ferite,
una luce nei fianchi,
una follia gentile
nel desiderio che non pretende.
Amare è inginocchiarsi
davanti al mistero dell'altro
senza chiedergli di salvarci.
Basta una mano sul cuore,
e il corpo ricorda
di essere nato per fiorire.
B.🌹

RispondiEliminaQuesta poesia è un piccolo varco di luce. Breve, ma verticale. In quattro frasi Brunetta apri un’intera antropologia del corpo e dell’amore, con quella tua capacità di dire l’essenziale senza mai impoverirlo.
Non è la santità dei perfetti, ma quella dei viventi: la ferita come luogo di rivelazione, il fianco come spazio vulnerabile dove la luce non entra per trionfo, ma per fessura. È una teologia del limite, tenera e coraggiosa.
Qui Brunetta definisci l’amore con una precisione che non concede scorciatoie: l’amore non pretende, non reclama, non chiede redenzioni. È un inginocchiarsi che non umilia, ma riconosce. È un atto di libertà reciproca.
Perché da ogni verso sgorga qualcosa: luce, mistero, fioritura. È una poesia che non descrive: genera.
Mandi Petra.