giovedì 2 luglio 2026

Nel volo





La carne conosce il cielo

molto prima delle parole.

C'è una santità nelle ferite,

una luce nei fianchi,

una follia gentile

nel desiderio che non pretende.

Amare è inginocchiarsi

davanti al mistero dell'altro

senza chiedergli di salvarci.

Basta una mano sul cuore,

e il corpo ricorda

di essere nato per fiorire.

B.🌹

1 commento:



  1. Questa poesia è un piccolo varco di luce. Breve, ma verticale. In quattro frasi Brunetta apri un’intera antropologia del corpo e dell’amore, con quella tua capacità di dire l’essenziale senza mai impoverirlo.

    Non è la santità dei perfetti, ma quella dei viventi: la ferita come luogo di rivelazione, il fianco come spazio vulnerabile dove la luce non entra per trionfo, ma per fessura. È una teologia del limite, tenera e coraggiosa.

    Qui Brunetta definisci l’amore con una precisione che non concede scorciatoie: l’amore non pretende, non reclama, non chiede redenzioni. È un inginocchiarsi che non umilia, ma riconosce. È un atto di libertà reciproca.



    Perché da ogni verso sgorga qualcosa: luce, mistero, fioritura. È una poesia che non descrive: genera.



    Mandi Petra.

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