domenica 26 luglio 2026

Polvere di colorì





Le mie farfalle sono il soffio invisibile di ciò che non conosco, si posano su di me e il battito lieve delle loro ali attraversa la mia anima come una carezza del Mistero.

Restano accanto a me quando cammino tra le pagine del mio diario. Ritrovo il fiore che affidai all'inchiostro, oggi preghiera; ogni petalo custodisce un frammento di verità e il vento riporta ogni respiro che la mente conserva nel cuore.

Le mie farfalle nascono dove la luce incontra l'eternità: arrivano in punta di piedi, sfiorano le mie labbra e, quando si allontanano, lasciano colori luminosi che rischiarano il mio buio, come un segno dell'Amore che continua a vivere oltre ogni mio confine.

B.🌹

1 commento:


  1. Questa poesia è una miniatura luminosa. Non descrive: sfiora.

    Non spiega: accenna. È fatta della stessa sostanza delle cose che non si possono trattenere :come polvere di colori che resta sulle dita dopo aver toccato un fiore.

    Le farfalle non sono insetti: sono presenze.

    Nella poesia ci sono immagini, Brunetta che non vuoi stupire, ma rivelare.

    Mi è piaciuto molto il punto in cui nomini il diario come luogo sacro, la scrittura diventa un pellegrinaggio. Il diario non è un quaderno: è un luogo dove la memoria si fa preghiera, dove il fiore affidato all’inchiostro diventa verità custodita. Il verso più alto è forse questo: la luce che incontra l’eternità

    Qui Brunetta non cerchi metafore: cerchi un punto di contatto tra il finito e l’infinito. È un’immagine che non si può spiegare senza rovinarla. Va solo contemplata.

    Il colore come dono, ecco la polvere di colori: non è pigmento, è grazia. È ciò che resta dopo che il Mistero ci ha sfiorati

    È un piccolo sacrario di delicatezza, dove ogni immagine è una soglia e ogni parola è un passo lieve.

    Brunetta non racconti il Mistero: lo lascia passare.



    Mandi.Petra

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