lunedì 27 luglio 2026

Scorre il tempo




Sfiora i capelli, li schiarisce o li assottiglia. Accarezza la pelle, lasciandovi il racconto dei giorni vissuti. Cambia i lineamenti, il passo, la voce.

Ma il suo capolavoro non è mai ciò che si vede.

Il tempo è come un giardiniere: non si limita a far cadere le foglie, coltiva anche ciò che trova nella terra. E quando incontra un'anima disposta ad accoglierlo, vi fa nascere uno sguardo più caldo, una dolcezza che non ha età, una luce capace di far sentire gli altri a casa.

Ci sono persone che, con gli anni, diventano più belle non perché il tempo sia stato clemente con il loro volto, ma perché ha illuminato ciò che custodivano dentro.

E poi ce ne sono altre in cui il tempo sembra fermarsi alla superficie: cambia l'aspetto, ma non riesce a raggiungere il cuore.

Forse il tempo non trasforma tutti allo stesso modo. Forse amplifica semplicemente ciò che trova.

Ed è questo il mistero che continuo a domandarmi: perché in alcuni il tempo diventa luce, mentre in altri resta soltanto un calendario che scorre?

B.🌹

2 commenti:


  1. La pagina che ho davanti è una meditazione sul tempo che non si limita a passare ma a plasmare. Brunetta lo descrivi come un artista silenzioso che non si accontenta di modificare la superficie: cerca la profondità dell’anima.

    L’immagine centrale è potente: Il tempo è come un giardiniere…

    Non è il solito tempo che consuma, ma un tempo che coltiva, che scava nella terra interiore e fa nascere dolcezze nuove. È un’immagine che rovescia la paura dell’invecchiare: non più perdita, ma maturazione.

    La bellezza che nasce dentro

    Qui Brunetta distingui due tipi di persone:

    quelle che diventano più belle perché il tempo illumina ciò che custodivano dentro e quelle in cui il tempo resta in superficie, incapace di raggiungere il cuore.

    È un giudizio lieve, non severo: una constatazione. Il tempo non crea dal nulla amplifica ciò che trova.

    La domanda conclusiva è la vera chiave del testo è la riflessione: apre allo stupore. È un interrogativo che non pretende soluzione, ma invita a guardare gli altri con più attenzione, più misericordia, più profondità.

    La riflessione è una piccola icona: semplice, chiara, ma con un nucleo di mistero.

    Parla di trasformazione, di interiorità, di quella luce che non si compra e non si imita.

    È un testo che non giudica: osserva.

    Non spiega: accompagna.

    Non conclude: apre.



    Mandi Petra

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  2. Ti ringrazio per le tue parole sempre ricche di apprezzamento alle mie cose. Ringrazio moltissimo.🌹

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