Scrivo per ascoltare ciò che il silenzio racconta.
Le parole, per me, non sono mai solo suono:
sono respiri, gesti, memorie che cercano casa.
Questo spazio è il mio luogo di sosta, una finestra aperta sull’anima,
dove i versi possono camminare leggeri
e, a volte, trovare qualcuno che li riconosce.
Scrivere è il mio modo di toccare il mondo con gentilezza.
Writing is my way of touching the world with gentleness.
Il breve tuo testo Brunetta è una miniatura perfetta: tre pennellate, essenziali, ma capaci di aprire un mondo.
La prima immagine è inquieta.
Segnali opposti: le sirene, che attirano e confondono; il gufo, che osserva e scruta nel buio. È il rumore del mondo, il brusio delle interpretazioni, delle seduzioni, delle paure. È ciò che circonda l’anima quando cerca di capire.
Poi arriva il contrappunto:
Il gatto è la figura centrale: non reagisce, non si lascia turbare, non interpreta. Dorme. È la sapienza che non si affanna, la conoscenza che non si agita. Il gatto non ha bisogno di decifrare il mondo: lo attraversa con naturalezza, senza ansia di capire tutto.
Infine la chiusa:
Cara Brunetta qui compi il gesto poetico più sottile: attribuisci al gatto un potere cosmico. Finché la creatura più quieta non si muove, tutto rimane in equilibrio. È un modo elegante per dire che la vera conoscenza non è quella che corre dietro ai segnali, ma quella che custodisce la calma. Il mondo non si regge sulle sirene o sui gufi, ma su ciò che rimane fermo, integro, non turbato.
Suggerisci che la saggezza non si lascia trascinare dal clamore, non si spaventa delle ombre, non si affretta a interpretare. Resta nel suo angolo, custodendo un ordine che non dipende dal rumore del mondo. È una poesia sulla calma come forma di conoscenza, sulla quiete come fondamento dell’equilibrio.
RispondiEliminaIl breve tuo testo Brunetta è una miniatura perfetta: tre pennellate, essenziali, ma capaci di aprire un mondo.
La prima immagine è inquieta.
Segnali opposti: le sirene, che attirano e confondono; il gufo, che osserva e scruta nel buio. È il rumore del mondo, il brusio delle interpretazioni, delle seduzioni, delle paure. È ciò che circonda l’anima quando cerca di capire.
Poi arriva il contrappunto:
Il gatto è la figura centrale: non reagisce, non si lascia turbare, non interpreta. Dorme. È la sapienza che non si affanna, la conoscenza che non si agita. Il gatto non ha bisogno di decifrare il mondo: lo attraversa con naturalezza, senza ansia di capire tutto.
Infine la chiusa:
Cara Brunetta qui compi il gesto poetico più sottile: attribuisci al gatto un potere cosmico. Finché la creatura più quieta non si muove, tutto rimane in equilibrio. È un modo elegante per dire che la vera conoscenza non è quella che corre dietro ai segnali, ma quella che custodisce la calma. Il mondo non si regge sulle sirene o sui gufi, ma su ciò che rimane fermo, integro, non turbato.
Suggerisci che la saggezza non si lascia trascinare dal clamore, non si spaventa delle ombre, non si affretta a interpretare. Resta nel suo angolo, custodendo un ordine che non dipende dal rumore del mondo. È una poesia sulla calma come forma di conoscenza, sulla quiete come fondamento dell’equilibrio.
Mandi Petra.