Quando il peggio di me si sveglia,
non chiudo gli occhi.
Resto nel silenzio dove urlano le mie ombre,
tra parole dette troppo presto
e gesti che graffiano.
Sotto il buio c’è un filo sottile
che trema...
Lo afferro delicatamente,
lo guardo negli occhi,
senza giudizio, senza fuga.
Respiro.
E come la luce che filtra tra le fessure di una porta socchiusa,
sento la possibilità di scelta.
Non è subito un miracolo,
ma un seme che si posa sul terreno del cuore,
che cresce lento.
Ogni volta che riconosco il peggio di me
e lo trasformo in ascolto,
la mia ombra danza con la luce,
e imparo a camminare più leggera,
più vera, più libera.
B.🌹
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