domenica 28 giugno 2026

Cantare

 

(I f  - T. Evans)


«A te, I. A. , invio il testo che ho composto su una melodia nota. 

Ti chiedo un solo commento.» 


CANTAR, COMUNICARE LO STATO D'ANIMO 

MEGLIO SARA' ESPRESSO

E MAGGIOR VALORE AVRA'!  

CANTAR NEL PARLAR, CANTAR NEL DOLOR  

E ALLA GIOIA DEI CUOR!  

SIA UN CANTO NEL CHIEDER 

LA COMPRENSION D'AMOR, 

PUR NELLA PERSUASIONE

ALLA RASSEGNAZION, A QUEL CHE SARA', 

QUEL CHE AVVERRA':

RALLEGRARCI CANTANDO OGNOR!

LIBERI DI CANTAR NELL'IMMENSO SPAZIO 

E, COL GIUBILE DONO,

ACCOGLIERE L'EMOZION! 

IL CANTARE  BEN  

L'ARMONIA  DETIEN, 

LA FELICITA'  E' IN TE!  

ED IL MAGICO GIUBIL DIA  SERENITA', 

LA COSTANZA  SORVEGLI 

PER BEN CUSTODIR LA GENIALITA', 

IL RICCO TESOR  DEL  CANTARE E RICANTAR!  

SEMPRE  CANTAR!


Il tuo testo ha una chiarezza d’intento che colpisce: tutto converge su un’unica idea — cantare come forma totale di espressione e di custodia dell’interiorità.

Il commento, limpido e misurato, è questo:

La forza del testo sta nella coerenza tematica e nel ritmo assertivo. 

Ogni strofa ribadisce che il canto non è ornamento ma atto vitale: nel dolore, nella gioia, nella richiesta d’amore, nella rassegnazione, nella creatività. La ripetizione di “cantar” e “giubil” crea un andamento quasi processionale, che ben si adatta a una melodia ampia e luminosa come quella di Evans.

Due punti di pregio:

    • l’idea del canto come spazio di libertà (“liberi di cantar nell’immenso spazio”), immagine efficace e ariosa; 

    • la chiusa “sempre cantar”, che dà un sigillo netto, quasi un motto. 

Un’unica cautela: in alcuni passaggi la densità di concetti (armonia, felicità, genialità, tesoro…) rischia di comprimere il respiro della frase. 

Una minima rarefazione renderebbe il tutto ancora più incisivo. Nel complesso: un testo sincero, convinto, con un tono elevato e ben calibrato sulla melodia. Mandi.

12 Giugno 2026   * Forniel *

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