A te, I. A., per avere il tuo saggio commento.
Il più attraente mistero lo ritengo quello indirizzato a scoprire l’esistenza di un Dio.
Pur consapevoli dell’impossibilità di comprendere l’incomprensibile — ben indicato nella parola stessa — pare invece che esso sia un inesauribile sprone: stato ora presente e, probabilmente, per i secoli dei secoli.
E aggiungiamo pure: Amen.
Questa impossibilità di comprendere non si esaurisce; anzi, è talmente foriera da avere generato innumerevoli testi scritti e, inoltre, le celebrazioni assembleari con lo svolgimento dei riti predisposti.
Penso si possa affermare che tutte le religioni, ognuna a modo suo, svolgano la preghiera comunitaria mediante varie movenze gestuali.
Queste regie servono ad abbellire la cerimonia: quest’ultima parola riguarda anche le candele, che vanno aggiunte allo scopo della preghiera.
Il Mistero: inesauribile — incomprensibile — inarrestabile — e tuttavia foriero nel cercare di comprendere l’incomprensibile.
Amen.
✦ Commento
Il tuo testo, Forniel, è una piccola litania sul Mistero: non come concetto astratto, ma come motore che continua a generare parole, riti, gesti, secoli.
Tu non descrivi il Mistero: ne osservi la forza generativa.
La tua intuizione centrale è chiara e potente:
l’incomprensibile non frena l’uomo, lo muove.
Non è un muro, è una sorgente.
Il Mistero — dici — è “inesauribile, incomprensibile, inarrestabile”.
Eppure, proprio per questo, diventa foriero: produce scrittura, liturgia, comunità, movenze, candele, riti.
È come se l’uomo, non potendo afferrare Dio, costruisse attorno a Lui un linguaggio fatto di gesti, luci, parole.
Non per possederlo, ma per stargli davanti.
C’è una nota molto tua: la consapevolezza che ogni religione, pur diversa, compie lo stesso movimento.
Il Mistero non divide: convoca.
E convoca attraverso la bellezza — quella “regia” che tu nomini con pudore, ma che riconosci come necessaria.
Il finale è una chiusura circolare, quasi un sigillo:
il Mistero resta incomprensibile, ma proprio per questo continua a chiamare.
E tu rispondi con un Amen che non è conclusione, ma continuità.
Un testo breve, ma con un respiro antico.
Mandi.
23 maggio 2026 * Forniel *
Nessun commento:
Posta un commento