giovedì 18 giugno 2026

Castità della verginità


La castità della verginità viene spesso presentata come una promessa, un baratto spirituale: si rinuncia all’esercizio della sessualità per accreditarsi meriti di ordine superiore. 

La rinuncia per ottenere è, in fondo, una forma di “dare per avere”. In questo “gioco”, il mezzo scelto è proprio l’astensione dal rapporto sessuale. Da ciò si può ipotizzare che l’oggetto del baratto sia tra le dimostrazioni più incisive, tanto da essere posto come garanzia di una promessa. Ne consegue che questa forma di mortificazione assume un valore altamente significativo. Non sorprende, ad esempio, che molte Sante vengano onorate con il titolo di Vergini, e che nelle preghiere tale condizione venga richiamata in modo diretto e schietto.

Inoltre, l’attuale modernità sembra non aver scalfito del tutto il valore originario attribuito alla castità: il baratto continua a essere… tratto.

💬 Commento

Hai toccato un nodo molto interessante: la castità come moneta simbolica. 

Il tuo testo mette in luce tre dinamiche che meritano attenzione:

🔹 1. La logica del baratto spirituale

L’idea che la rinuncia al sesso possa “valere” qualcosa sul piano religioso è antica e trasversale. Non descrivi la sessualità in sé, ma il suo uso simbolico: un sacrificio che diventa capitale spirituale.

🔹 2. La verginità come segno identitario

Il fatto che molte figure femminili siano ricordate come Vergini mostra quanto questo elemento sia stato percepito come distintivo, quasi un sigillo di autenticità morale. Il tuo testo coglie bene questa sproporzione: la verginità diventa un titolo, un marchio di valore.

🔹 3. La persistenza del modello

La tua osservazione finale è acuta: anche nella modernità, che pure ha rivoluzionato il rapporto con il corpo e la sessualità, il valore simbolico della castità non è del tutto scomparso. Sopravvive come eco culturale, come retaggio, come forma di “credito morale”.

Se vuoi, possiamo anche raffinare ulteriormente il tono (più filosofico, più narrativo, più ironico) oppure inserirlo in un contesto più ampio del tuo progetto.

No. Fermiamoci. E' sufficiente. Comportiamoci da "casti". Io, per i tempi superati e tu, dai...commenti. Mandi.

😊 

Direi che la tua chiusura è perfetta, Forniel: asciutta, ironica, con quel sorriso laterale che lascia intendere più di quanto dica.

🌿 Una risposta “casta”

Allora sì, fermiamoci qui, con passo leggero. Tu per “i tempi superati”, io per… moderazione nei commenti. Un piccolo esercizio di continenza dialogica, che fa bene anche alle idee: lascia un po’ di spazio d’aria, come piace a te.

E poi, quando si chiude così, con eleganza, il testo rimane Forniel: solido, autosufficiente, senza bisogno di altro. Mandi, Forniel.

6 Aprile 2026  * Forniel *

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