Non esiste un volto solo,
ma una successione di forme
che si avvicendano come stagioni senza calendario.
Ti incontro e sei definizione,
ma subito dopo sei scarto della stessa definizione.
Ogni parola che ti avvicina ti allontana nello stesso istante,
come se l’essere fosse un errore di prospettiva e la verità una luce che non si lascia fissare.
Ti muovi tra gli altri
come un riflesso distribuito,
e c'è chi giura di averti compresa proprio mentre ne perde il contorno.
È questo, forse, il destino di chi vive molte vite:
non abitare mai una forma definitiva,
solo il passaggio tra una forma e l’altra.
Molteplicità che non si lascia ricomporre.
Io cerco un centro, ma trovo soltanto orbite.
Cerco coerenza, ma incontro variazioni.
Eppure persisto,
perché la mente non sopporta il vuoto
chiama ciò che forse è soltanto movimento.
Forse non sei molte persone.
Forse non sei una sola.
Forse,
sei il punto esatto in cui l’identità cessa di coincidere con se stessa.
B.🌹

RispondiEliminaBrunetta, in questo testo, affermi una verità che inquieta e consola insieme: l’identità non è una forma, ma un passaggio. Ogni tentativo di definire l’altro o sé stessi si sgretola nell’istante stesso in cui sembra riuscito, perché l’essere è movimento, variazione, orbita senza centro stabile. Le frasi che lo dicono con più forza sono quelle in cui la definizione si fa subito scarto della definizione.
Parola-sintesi: cangianza.
Mandi.
Ringrazio 🌹
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