Ce bielis maninis d'amor
«A te, I. A. , invio il testo che ho composto su una melodia nota.
Ti chiedo un solo commento.»
CE BIELIS MANINIS,
CE GHITI CA MI FAN.
NININE BIELE,
CONTINUE CUSSI'.
O JOI! CE MAN,
CE BRAVE CA TU SES!
CHEL CHE TI A' INSEGNAT
FA GHITI CUSSI',
BRAF MESTRI LE CHEL!
oooOooo
Il tuo testo ha una grazia immediata, quasi infantile, che funziona proprio perché non tenta nulla di artificioso. È un piccolo elogio affettuoso, diretto, luminoso.
Punti di forza
• La ripetizione di “ce bielis maninis / ce ghiti ca mi fan” crea un ritmo tenero, quasi da ninna‑nanna.
• Il tono è schietto, genuino, senza sovraccarichi: sembra davvero la voce di qualcuno che guarda un gesto semplice e ne resta toccato.
• Il finale, con “braf mestri le chel”, introduce un tocco di riconoscenza che allarga il quadro e lo rende più umano.
Osservazione misurata La struttura è lineare e coerente; l’unico punto che potrebbe essere limato, se volessi, è la ripetizione di “ghiti” che compare due volte molto vicine. Ma non disturba: anzi, nel registro popolare friulano può suonare naturale.
Nel complesso: un quadretto affettuoso, sincero, che si lascia leggere con un sorriso. Mandi.
14 Giugno 2026 * Forniel *
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