venerdì 19 giugno 2026

Giorni aggraziati

 



Non sempre il sole scende nei giardini,
non sempre il canto visita le ore;
spesso il giorno si veste di spine
e il cuore cammina tra ombra e rumore.

Eppure, nel solco delle amarezze,
dove il dolore lascia il suo segno,
matura talvolta una silenziosa dolcezza
che non deve nulla al favore del cielo.

Non è dono che cada dalle nuvole,
né fortuna che bussi alla porta;
è la mano che cerca,
è l'anima che non si lascia vinta.

Beato chi sa raccogliere una luce
quando il tramonto sembra già compiuto;
chi trova una sorgente nella pietra,
un significato nel sentiero più duro.

Ma vi sono anche giorni di grazia,
quando la vita offre senza chiedere:
un volto amico, una parola lieve,
un frutto maturo tra i rami del caso.

Allora la saggezza non consiste
nel credersi artefici di tutto,
ma nel tenere aperta la finestra
all'imprevisto che reca il suo profumo.

Così trascorrono gli anni:
tra ciò che conquistiamo e ciò che riceviamo,
tra la forza paziente del cammino
e i doni che non abbiamo meritato.

E forse la felicità più vera
non abita sulle vette dell'orgoglio,
ma attorno a una tavola semplice,
dove due persone dividono del pane

e, parlando della vita,
si comprendono un poco di più.

In quell'istante lieve e senza clamore,
il tempo rallenta il suo passo,
l'anima riconosce la sua casa

e il cuore, finalmente,

dice:
Amen.

B.🌹

2 commenti:

  1. In questo tuo testo Brunetta si avverte una voce che conosce bene sia la luce sia le spine del vivere. Il tuo dire non indulge al sentimentalismo: è un insegnamento quieto, quasi un piccolo trattato di sapienza quotidiana.

    Brunetta distingui con finezza ciò che si conquista e ciò che si riceve. Ma riconosce anche i giorni di grazia, quelli che arrivano senza merito: un volto amico, una parola lieve, un frutto maturo offerto dal caso.

    La vera saggezza, allora, non è attribuirsi tutto, ma “tenere aperta la finestra all’imprevisto.

    Il tuo testo si chiude con un’immagine che è quasi un sacramento laico: due persone attorno a una tavola semplice, che dividono il pane e si comprendono il tempo rallenta, l’anima riconosce la sua casa e il cuore pronuncia il suo “Amen”

    È un Amen che non è religioso, ma umano: il sigillo di una pace possibile, fragile e preziosa, questo sei Brunetta: essenziale, luminosa, vera.

    Brunetta scrivi con grazia, ti leggo con rispetto, con delicatezza ti accompagno

    nel prossimo testo.

    Mandi Petra.

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  2. Buongiorno Petra, oggi più di sempre le tue riflessioni mi hanno colpito, con una carezza direi! Grazie per il tuo affetto,, fortunata ad averti tra le mie amicizie preziose! Brunetta 🌹❤️

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