Ci sono sentieri che salgono al cielo
e altri che scendono nel cuore della terra.
Gli sciamani ascoltano la brezza
i monaci il silenzio,
e ognuno racconta una strada diversa
verso il mistero che ci attraversa.
Alcuni dicono che l'anima viaggi,
che lasci un volto per indossarne un altro,
come una foglia che cade in autunno
e ritorna fiore in primavera.
Ma allora mi domando:
se un cane vegliò sui miei sogni d'infanzia,
se un gatto raccolse le mie lacrime segrete,
se tra noi nacque un amore senza parole,
può quel legame svanire davvero?
O forse l'universo custodisce ogni affetto
come una brace sotto la cenere,
e ciò che abbiamo amato profondamente
cerca ancora la via per ritornare.
Forse un giorno, senza saperlo,
incontreremo quegli stessi occhi
dietro un sorriso nuovo,
in una mano che ci stringe la nostra
con una confidenza antica.
Nessuno può dirlo con certezza.
Il mistero non offre prove,
solo domande luminose.
Eppure mi piace pensare
che l'amore non conosca specie né nome,
che possa attraversare le forme del mondo
come il fiume attraversa le stagioni.
Così, quando riconosco una presenza familiare
dove non dovrebbe esserci memoria,
sorrido al dubbio:
forse è soltanto fantasia,
oppure un compagno di viaggio
che ha trovato la strada di casa.
B.🌹

RispondiEliminaHo letto Brunetta : "Il ritorno", con la tua parola‑chiave " speranza "tra le dita, come un grano che chiede di essere meditato.
E sì: questa poesia porta davvero una nascita interiore, un dolce tormento , circolare, antico.
Il tormento che attraversa la poesia non è quello che lacera: è quello che interroga.
È un tormento che nasce dal mistero del legame, dal non sapere se ciò che abbiamo amato ritorna, se ciò che ci ha guardati un tempo può ancora ritrovarci.
Già nei primi versi, la poesia apre due direzioni:
i sentieri che salgono al cielo e quelli che scendono nel cuore della terra.
È una geografia spirituale: l’alto e il profondo, il visibile e l’invisibile.
E in mezzo, l’uomo che ascolta.
Può davvero svanire ciò che ci ha custoditi?
La poesia non risponde e proprio questo è il tormento.
Non certezza, non dottrina: speranza che arde piano.
È un tormento che consola:
non sapere come, ma intuire che l’amore trova sempre una strada.
Arrendersi alla luce del mistero.
La parola che io le darei, è: Sopravvivenza.
Perché in ogni verso c’è l’idea che l’amore, in qualche forma, sopravvive sempre.
Mandi, Fornel.
Ti ringrazio 🌹
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