sabato 27 giugno 2026

Liturgia dell'abuso



Per lunghi mesi

abito lontano dalla mia terra,

ma non sono lontana:

sono in cammino

verso l’origine.

Scendo.

Ogni immersione è una soglia,

ogni respiro trattenuto

una rinuncia al superfluo.

Lascio il nome,

lascio il peso,

lascio la voce.

Il mare mi accoglie

come un tempio senza pareti.

Nel suo grembo azzurro

la luce si fa oro liquido,

si frantuma in preghiere silenziose

che scivolano sui fondali

di indicibile splendore.

Le spiagge rosee sono altari d’alba,

i giardini sommersi incensano correnti invisibili,

i fiori ondeggiano come corpi in estasi,

e i colori 

oh, i colori 

sono salmi che ardono

senza suono.

Il silenzio qui non è vuoto:

è presenza.

È una voce antica che mi attraversa,

una parola senza lingua

che si posa nelle ossa

e le fa vibrare.

Io non osservo:

mi offro.

Comunico con ogni forma di vita

come si comunica nel sogno,

senza confini.

Pelle e acqua diventano la stessa cosa,

sguardo e creatura

lo stesso battito.

Un’energia primordiale mi nutre,

mi scioglie,

mi ricompone.

Non sono più donna,

non sono più corpo:

sono corrente,

sono eco,

sono respiro del mondo.

E quando riemergo

la terra ferma è solo un margine,

una strada di salsedine

che trattiene ancora il sacro.

Ma dentro,

nelle cavità segrete del cuore,

l’abisso continua la sua liturgia 

e io resto

consacrata al blu.

B.🌹 ( Per un'amica)

1 commento:



  1. Questo è un testo di metamorfosi spirituale.

    Brunetta racconti un’esperienza in cui il mare diventa sacerdote, il corpo diventa ostia, la luce diventa sacramento.

    L’abuso è l’eccesso del sacro che invade, plasma, scioglie e ricompone.

    È una pagina che unisce misticismo, natura, corporeità e poesia in un’unica corrente.



    È un testo che non si legge: si attraversa.

    E quando si esce, si è un po’ diversi.



    Mandi.

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